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Associazione di volontariato IL GIBBO

Dal Blog di

Associazione di volontariato IL GIBBO

Postato il: 2012-07-18 alle 09:51:50

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Il più grande Rovesciatore, il supremo Paradossista, il Capovolgitore radicale e senza paura

Giovanni Papini

Cultura

Debbo riprendere in mano quanto ho detto nella mia ultima lettera: Qui nasce o muore la fede, nel pieno della constatazione della pari dignità dell’esaltazione e della negazione di Dio. Non c’è nulla che ti obblighi a credere, non c’è nulla che ti obblighi a non credere. Se decidi di credere, nessuno potrà accusarti di irrazionalità, come se decidi il contrario.

E aggiungevo che, in fondo era quello che da sempre ci ha detto Pascal: C’è abbastanza luce per chi ha deciso di credere, c’è abbastanza oscurità per chi ha deciso di non credere.

**

Oggi penso che qualcosa va aggiunto a quella mia affermazione circa la “parità che va riconosciuta all’esaltazione o alla negazione di Dio”.

Il problema nasce quando al posto della parola “Dio”mettiamo la parola “Cristo”. Tra l’aderire a Cristo e il rifiutare Cristo non c’è più la parità che c’era tra l’aderire a Dio e il rifiutare Dio, perché … c’è di mezzo la storia.

Una storia che dura da 2.000 anni. Venti secoli nel corso dei quali Cristo, in nome della sua qualità di Figlio di Dio, ha chiesto e ottenuto dagli uomini sacrifici incredibili. Lui solo tra i tutti fondatori di religione ha detto “Chi non semina con me disperde”. Lui solo ha posto se stesso non solo come tramite, ma come meta del cammino di conversione.

E un numero praticamente sconfinato di uomini gli ha creduto, si è fidato di lui. I martiri. Gli “eunuchi per il regno dei cieli” che hanno rinunciato ad una propria famiglia per dedicarsi a lui. I missionari che hanno lasciato patria e famiglia per andarLo a predicare lontano, tra gente sconosciuta e pericolosa. I (pochi) uomini politici che hanno visto passare davanti a sé fiumi di denaro senza affondarvi le mani per pura coerenza con il Vangelo. Le chiese che sono state gremite in passato e che a volte lo sono tuttora di gente che chiede perché sulla sua parola ha la certezza di ottenere. Lourdes, Fatima San Giovani Rotondo Medjugorie. Centinaia di facce rivolte verso il cielo in attesa del miracolo, o quanto meno della pace.

Se Cristo è veramente il Figlio Eterno di Dio, tutto questo è quello che doveva essere. Ma se per caso non fosse il Figlio Eterno di Dio, Cristo sarebbe il massimo delinquente della storia, colui che avrebbe bruciato vite ed energie senza numero sull’altare del nulla.

Era finito da poco il Rito della Presentazione al Tempio del bambino Gesù, quando il vecchio Simeone lo prese in braccio e disse: Egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele, come segno di contraddizione! ( E questo comporterà per sua madre Maria un dolore sconfinato, una spada che le trapasserà l'anima: Luca 2, 34-35).

Scrive Ravasi: Simeone incarna la speranza messianica dell’Israele fedele a Dio …. Le sue sono innanzitutto parole di lode e di benedizione a Dio per la felicità che gli ha concesso di poter accogliere il Messia …. Ma subito dopo, sempre nello Spirito dei profeti, la sua voce si fa severa e si proietta verso la distesa della storia futura in un oracolo di giudizio e di salvezza. Quel bambino entrerà nell’umanità come un «segno di contraddizione », una sorta di spada – come dirà lo stesso Gesù (Luca 12,51) – che taglia di netto il flusso degli eventi e genera opposizione e persino il rigetto aggressivo. Anche se enfatica, com’era nel suo stile, è suggestiva la definizione che di Cristo ha formulato lo scrittore Giovanni Papini: “Il più grande Rovesciatore, il supremo Paradossista, il Capovolgitore radicale e senza paura”. L’umanità non potrà evitarne il confronto, per amarlo o per detestarlo. Ininterrottamente saremo costretti a rispondere a quella sua domanda: “Ma voi chi dite chi io sia?”

Non esiste mediazione possibile. Bisogna per forza o amarlo alla follia (Tu –ancora Giovanni Papini- che fosti crocifisso per noi e ora ci tormenti con la potenza del tuo implacabile amore) oppure odiarlo con tutto noi stessi.

Gubbio, 9 luglio 2012

Angelo M. Fanucci

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