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salvatore angeloni

Dal Blog di

salvatore angeloni

Postato il: 2012-11-14 alle 19:28:17

Tags:

CAVE E CEMENTIFICI

Live Gubbio

Attualita

Prendo spunto dall'articolo del consigliere Vantaggi "Il fianco ovest del monte Foce" per esprimere alcun emi econsiderazioni a proposito di cave e cementifici che gravano sul territorio eugubino.

Credo che ci sia un pò di confusione nell'individuazione della cava di cui parla il consigliere Vantaggi. Se ho bel capito Vantaggi fa riferimento alla cava cosidetta di Vispi dal nome dell'omonima ditta eugubina che per molti anni ha estratto materiale lapideo da quella parete del monte Foce. Oltre allo scempio ambientale, giustamente denunciato da Vantaggi a mio parere esiste anche un duplice problema di sicurezza: uno per il personale che opera con mezzi meccanici sull'ultimo gradone in alto, per scavare e buttare già pietra ed un altro legato proprio alla stabilità della montagna, alla quale si sta togliendo la naturale base di appoggio per cui la parte sovrastante, con il tempo, a mio parere (ma non sono un tecnico) potrebbe rotolare a valle.

Sono molti anni che sento dire, da ambienti qualificati, che su questa cava si stanno facendo i gradoni previsti per il ripristino ambientale della cava per poi procedere alla chiusura definitiva della stessa; di fatto però vedo che si continua a scavare sempre più in alto sulla parete del monte ed al contempo di gradoni non se ne vede traccia. Altri commentatori dell'articolo del consigliere Vantaggi, mi sembra di capire, che fanno riferimento invece alla cava delle cementerie Barbetti, sul monte di Petazzano che in pochi anni hanno distrutto un monte su cui, come giustamente dice LUIGINO DE BARTOLETTO, non vedremo più le chianine a pascolare, come non le rivedremo nella cava di S. Marco, visto che al di la di quello che si dice nei convegni e sui giornali, la parte retrostante il monte di S. Marco è stato completamente asportata.

Per cui consigliere Vantaggi, mi permetta di correggerlo sul numero di cave insistenti sul territorio eugubino che non sono tre ma quattro, considerando quella di Piazza (tra l'altro anche li attualmente ci sono circa sessanta chianine a pascolo).

E' il prezzo che dobbiamo pagare al benessere ed allo sviluppo? Qualche dubbio mi viene tenendo soprattutto conto che, se da un lato è vero che grazie alle cave ed alle cementerie molti eugubini, hanno trovato impiego, chi direttamente chi nell'indotto,in queste attività (molta gente è rientrata anche dall'estero)e tutt'ora queste attività danno lavoro a parecchie famiglie, dall'altro è altrettanto vero che il comune di Gubbio e l’intera comunità non ne ha tratto grossi benefici:non mi risulta che mai sia stato versato un centesimo nelle case del comune a fronte dello sfruttamento territoriale che si è perpetuato in tanti anni.

Mi sarei almeno aspettato, considerati anche gli ampi margini di guadagni del cemento, che almeno una parte di detti guadagni fosse stata reinvestita per la cittadinanza eugubina, magari in ricerca per lo studio di nuove tecnologie costruttive e di nuovi materiali per l'edilizia (vista l’attinenza con il settore cementiero) ed in previsione che Gubbio non potrà basare la sua economia, in eterno, sulla produzione di cemento: ammesso pure che questo prodotto non diventi mai obsoleto, la materia prima (montagne) col tempo sicuramente si esaurirà.

Invece niente di tutto questo, anzi, siccome la crisi si fa sentire anche nel settore cementizio, si fanno grosse pressioni sui vari livelli di potere politico centrale e locale per ottenere leggi che permettano di bruciare i rifiuti nei cementifici al fine di compensare la diminuzione degli introiti derivanti dalla vendita di cemento, in barba all'inquinamento ed alla mancata realizzazione di nuovi posti di lavoro.

Visti i lauti guadagni realizzati nel tempo, con il cemento, sicuramente grazie all’imprenditorialità, alla serietà ed ai sacrifici degli imprenditori eugubini del settore, ma anche grazie allo sfruttamento un bene comune, non sarebbe più logico,da parte di questi imprenditori, sopratutto in questa fase di forte crisi occupazionale, investire a Gubbio, in settori innovativi ed a forte impiego di mano d'opera ed anche altamente remunerativi tipo il riciclo dei rifiuti? La cittadinanza tutta sicuramente ne trarrebbe grossi benefici e ne sarebbe profondamente riconoscente.

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  • luigino debartoletto 2012-11-15 alle 17:08:17

    Voglio essere piu' chiaro ma mi rimane difficile, le ho dato atto per la sua interrogazione e spero vivamente che qualcuno la prenda in considerazione , se così non fosse se ne assume le responsabilità che ne conseguono .Lei dice sotto gli occhi di tutti, no, di pochi, nessuno ne a mai parlato è tabu' e pericoloso, come giustamente dice Angeloni noi stiamo eretti poichè cristo ci ha fatto i piedi, se non abbiamo i piedi caschiamo, è semplice, se questi vogliono mangiare la montagna basta togliere le scarpe, o no? Oppure dobbiamo vedere di chi è ,o cosa ha piu' valore. Lei secondo il mio modestissimo parere la mette sempre sul piano personale sentendosi attaccato , se non è come gli altri si senta orgoglioso e, non abbia la presunzione di avere sempre ragione nella vita, le sue spiegazioni scientifiche da professore mi inducono a pensare che e' tutto fumo e niente arrosto, è tutto piu' semplice di quello che crede. Le ribadisco, lei da semplice consigliere di minoranza HA IL POTERE di controllare tutto, noi no, piu' di lamentarci e portarvi a conoscenza di cose e di fatti non possiamo fare e lei ci taccia di qualunquismo. Se non è stato ancora fatto e non l'ha fatto nessuno ,si attivi con le autorità preposte poichè è ora di attribuire le responsabilita'. La cava di S.Marco piu' di essere stata riqualificata bene o male lo decida lei, non gli si poteva fare altro, ribadisco poche in Italia sono state riambientate e anche fuori Italia.

  • Giovanni Vantaggi 2012-11-15 alle 14:37:58

    Caro Luigino, constato che non l'ha ancora capito! Quello che lei definisce disquisizione, era solo per far capire che la MARNA è considerata un minerale più “prezioso” rispetto al calcare. Riguardo al resto del suo post in cui dice “Lasci stare dottore, se fosse un politico di professione lo definirei un Demitiano, Una cava o una miniera e' la stessa cosa , mangiano entrambi la montagna, non ha citato quella di Valderchia per motivi suoi , non ha apprezzato nemmeno la riqualificazione di quella a S.Marco, nonostante non lo fa nessuno, deve navigare parecchio per essere obiettivo" Caro Luigino, ho capito (da un pezzo) qualsiasi cosa io dica lei vuole per forza farmi dire (o addirittura pensare) cose che non ho né detto nè pensato. Perchè avrei dovuto mancare di citare Valderchia se è sotto gli occhi di tutti? Per il Demitiano, poi, ha proprio sbagliato bersaglio, tuttavia la ringrazio di cuore per non avermi messo tra i "politici di professione" questo per me è un grande complimento. La fine del post poi: "nonostante non lo fa nessuno, deve navigare parecchio per essere obiettivo" questa, mi perdoni, ma non l'ho proprio capita ma non importa perchè la finisco qui.

  • luigino debartoletto 2012-11-15 alle 13:38:13

    Lasci stare dottore, se fosse un politico di professione lo definieri un Demitiano, Una cava o una miniera e' la stessa cosa , mangiano entrambi la montagna, non ha citato quella di Valderchia per motivi suoi , non ha apprezzato nemmeno la riqualificazione di quella a S.Marco, nonostante non lo fa nessuno, deve navigare parecchio per essere obiettivo.

  • salvatore angeloni 2012-11-15 alle 13:07:33

    Non mi era sembrato che il suo articolo avesse lo scopo di una trattazione scientifica della differenza tra cava e miniera: l’avevo inteso più come un voler richiamare l’attenzione sul degrado ambientale dovuto all’asportazione di grosse quantità di materiale lapideo dalle nostre montagne, che si perpetua ormai da molti anni. Giustamente Lei sottolinea la differenza tra cava e miniera, ma forse nel gergo comune, perlomeno quello della stragrande maggioranza degli eugubini con il termine di cava ci riferisce sia alla cava vera e propria che alla miniera e questo mi è sembrato di cogliere anche nei negli commenti dei lettori: quando LUIGINO DE BARTOLETTO parla di chianine al pascolo, penso si riferisca alla cava (miniera) di Petazzano e non alla cava di Valderchia. Comunque per me era e rimane fondamentale mettere in evidenza la criticità dei monti di Gubbio a causa delle notevoli quantità di materiale giornalmente estratto e sollecitare una discussione sul reinvestimento di una parte degli utili conseguiti nel corso degli anni dalle industrie del cemento che gravitano sul territorio eugubino in un settore industriale nuovo, a forte impiego di mano d’opera, remunerativo dei capitali investiti ed ecocompatibile, soprattutto in un momento di forte crisi economica ed occupazionale.

  • Giovanni Vantaggi 2012-11-15 alle 11:36:31

    Gentile signor Angeloni, naturalmente condivido tutto il contenuto del suo intervento. Faccio solo due precisazioni. La prima riguarda il nome della cava che io ho definito della Contessa, a mo' di "provocazione come biglitetto da visita", appunto per chi arriva da Fano, ma in effetti è la cava è VALDERCHIA. L'altra cosa che ho cercato di spiegare ma forse non in maniera chiara: la differenza tra CAVA e MINIERA. Quella di Valderchia è una cava (breccia e calcare=materiale comune), San Marco, Petazzano, Piazza sono MINIERE perchè da esse si si estrae la MARNA che è sempre una roccia sedimentaria (come il calcare) ma di tipo terrigeno e considerata, per il suo sfruttamento "di maggior valore ". Cerco di spiegarmi ancora meglio. Nella parte di superiore di una scala ideale troviamo il CALCARE puro, che ha una composizione in CaCO3 (carbonato di calcio) del 100% , al fondo della scala troviamo invece l'ARGILLA che ha 0% di CaCO3; tra questi due estremi troviamo le varie MARNE in base al contenuto di argilla e CaCO3. Spero di essere stato chiaro.

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