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Live Gubbio

Dal Blog di

Live Gubbio

Postato il: 2014-02-15 alle 20:01:21

Tags: Progetto, Piazza, Grande

'Sulla messa in sicurezza di Piazza Grande...'

muretto

Attualita

Riceviamo e pubblichiamo le riflessioni di Gianluca Sannipoli sul progetto di messa in sicurezza di Piazza Grande.

"Qualche semplice considerazione e alcune domande che mi pongo da quando sono venuto a conoscenza del progetto di messa in sicurezza di Piazza Grande:

1) E’ un intervento parziale che, se vuole risolvere un problema, semplicemente non lo risolve, modificando invece in modo sostanziale lo scorcio più bello e sicuramente uno dei più conosciuti di Gubbio. Non risolve il problema perché bisognerebbe estendere la rete anche al tratto sotto la loggetta inferiore, che in qualche occasione purtroppo è stato scelto come luogo (per la verità anche più appartato) per compiere gesti estremi.

Alternativa sarebbe quella di chiudere con un cancello l’accesso alla loggetta, per farla diventare, in questo modo sicuramente (considerata la gestione dell’ordinaria manutenzione cittadina), un immondezzaio, come qua e là se ne possono ammirare già tanti altri.Luogo ancora più pericoloso è la loggia superiore, per accedere alla quale gli eugubini non devono neanche pagare il biglietto, protetta verso valle da un parapetto alto mezzo metro che provoca panico solo ad avvicinarcisi. E infatti all’ingresso della loggia e al suo interno, sono stati posti dei cartelli che invitano a tenere per mano i bambini. Allora mettiamo una rete di protezione anche sotto all’affaccio della loggia? E che dire dei Giardini Pensili, altro luogo pubblico aperto per molte ore della giornata e ad ingresso libero? Oppure del Bottaccione, il cui affaccio sulla cascata è da tempo completamente privo di una rete di protezione e si può arrivare sul ciglio direttamente dal prato con i tavolini da pic nic? E via dicendo.

2) Ho accennato poco fa all’ordinaria manutenzione cittadina, che è veramente scarsa, in qualche caso assente. Chi e, soprattutto, ogni quanto tempo pulirà la rete da cartacce, lattine e altra spazzatura che, è certo, ci finirà sopra? Bisognerà attendere le feste di maggio, come accade per molti altri aspetti estetici cittadini?

3) Da molti anni si parla di un intervento sul muretto di piazza Grande, almeno subito dopo il primo episodio che mi torna alla mente, avrò avuto undici o dodici anni, a fine anni Settanta e del quale rimasi molto impressionato, anche perché avvenne pochi giorni prima della Festa dei Ceri. Gli anni Ottanta e Novanta sono stati caratterizzati purtroppo da numerosi casi simili con protagonisti anche giovanissimi (alcuni dei quali li conoscevo bene) e ogni volta si riparlava di mettere una rete sotto al muretto o trovare qualche altra soluzione per cercare in qualche modo di impedire fatti così terribili. Non si è fatto mai nulla, ma nemmeno avviato un dibattito. Oggi si vorrebbe fare qualcosa e questo è positivo, ma non c’è stata possibilità nemmeno questa volta di dibattere su quale soluzione scegliere. Si potrebbe percorrere anche qualche altra strada oltre a quella della rete metallica?

4) In un periodo di commissariamento del comune sarebbe bene non prendere decisioni di questa portata. Queste sono decisioni che non può avallare una persona sola: non potrebbe farlo un sindaco, non può un commissario straordinario (anche se la legge glielo consente), meno ancora un dirigente. Sono decisioni che interessano l’intera comunità cittadina e quindi correttezza vorrebbe che si attenda un’amministrazione eletta o, meglio ancora, che si passi (perché no) anche da un referendum. Ricordo che la proposta avanzata dal Capitano del Popolo di costruire il nuovo centro cittadino, venne approvata nella seduta del Consiglio dei Cento Maggiorenti il 14 dicembre 1321. Proposta approvata con 63 voti favorevoli e 30 contrari. Parliamo di 693 anni fa. E’ lecito chiedere che nel 2014, gli eugubini possano tornare a decidere in democrazia su un argomento così importante.

5) Devo a malincuore constatare che nel corso dell’incontro di presentazione del progetto nella Sala Trecentesca, erano presenti relativamente poche persone e, cosa ancora più dolorosa, nessuna voce non dico contraria ma almeno critica. Se ne deve quindi dedurre che le levate di scudi a Gubbio si verificano solo quando c’è da osteggiare qualche progetto privato?

6) Da ultimo, una proposta: perché non pensare a una vera e propria “Opera dei Palazzi Pubblici di Gubbio” (sul modello di quelle esistenti in molte città italiane), per sovrintendere nella miglior maniera possibile alla valorizzazione e alla manutenzione di tutto il complesso di Piazza Grande?".

Gianluca Sannipoli

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  • luigino debartoletto 2014-04-07 alle 14:17:36

    Il confino era una misura preventiva prevista dall'ordinamento giuridico dell'Italia fascista, era un provvedimento che poteva essere proposto dalle autorità di polizia ed imposto anche senza la necessità di un processo regolare e di una condanna per un reato effettivamente previsto nel codice penale ed effettivamente commesso.Ora mi spiego il motivo e la necessita'.

    • Marco Fanucci 2014-04-07 alle 15:41:53

      Wow!

  • rita aiosa 2014-04-07 alle 12:04:17

    Sig.Sannipoli la parola "altolocati" non esiste nel mio vocabolario e per fortuna neanche in quello dei miei figli e ringrazio Dio per averli cresciuti con dei valori veri ( come tanti altri ragazzi).
    Gubbio è piena di gente che la AMA ma che AMA anche il suo prossimo....
    Ma mi dica, chi sono questi "altolocati"? non dovrebbe essere difficile per lei spiegarcelo!
    La prego non si "roda" il fegato mi dispiacerebbe perché io nel bene e nel male ama il mio il mio prossimo.
    Un sincero saluto.

    • rita aiosa 2014-04-07 alle 12:12:18

      *Scusate errore ho pubblicato due volte

  • rita aiosa 2014-04-07 alle 12:04:15

    Sig.Sannipoli la parola "altolocati" non esiste nel mio vocabolario e per fortuna neanche in quello dei miei figli e ringrazio Dio per averli cresciuti con dei valori veri ( come tanti altri ragazzi).
    Gubbio è piena di gente che la AMA ma che AMA anche il suo prossimo....
    Ma mi dica, chi sono questi "altolocati"? non dovrebbe essere difficile per lei spiegarcelo!
    La prego non si "roda" il fegato mi dispiacerebbe perché io nel bene e nel male ama il mio il mio prossimo.
    Un sincero saluto.

  • Marco Fanucci 2014-04-07 alle 11:56:54

    “Dato atto che Piazza Grande è molto frequentata in ogni periodo dell’anno, essendo una delle principali attrattive della città, sia da cittadini che da turisti italiani e stranieri e che non è possibile assicurare una sorveglianza adeguata alla pericolosità che l’uso improprio del muretto comporta;
    Considerato che è necessario ed urgente, ai fini della salvaguardia della pubblica incolumità, limitare un rischio che qualora non arginato comporterebbe come esito la perdita stessa della vita;”
    C’è bisogno di una chiosa: Piazza Grande è la principale attrattiva della città, ma di gran lunga, non una delle principali attrattive. Gubbio senza Piazza Grande è come un corpo inanimato, non ha dimensione ontologica.
    Ma volevo entrare nella visione della politica della nostra straordinaria commissaria. Un potere occhiuto che sorveglia ininterrottamente le vite dei cittadini e si preoccupa delle loro azioni, delle loro scelte. Li accudisce come teneri bambini, li blandisce salvo poi punirli quando commettono una marachella.
    La vita è pericolosa, molte azioni che si compiono quotidianamente possono essere pericolose. Se sono allergico alle fragole non le posso mangiare, se lo faccio rischio di morire; ma non per questo deve esistere un meccanismo coartante che impedisce la vendita delle fragole a tutti i cittadini. Le autorità sanitarie competenti hanno il dovere di informarmi che se mangio fragole muoio, nessuno però mi può impedire di andare da un fruttivendolo e di ingozzarmi di fragole.
    Se per tutta la vita ingurgito cibi grassi e ipercalorici e fumo venti sigarette al giorno probabilmente vedrò diminuita la mia aspettativa di vita. Il cardiologo mi ha avvisato, mi ha indicato la via terapeutica, mi ha fornito tutte le prescrizioni che discendono dalla buona pratica clinica, ma io non gli ho dato retta e mi è scoppiato il cuore. Non per questo deve sentirsi in colpa, ha cercato di curarmi con tutti i crismi dell’ortodossia medica, ma io sono stato un cattivo paziente. Me ne sono fregato dei suoi avvertimenti.
    Il provvedimento della straordinaria commissaria è figlio di una cultura ottocentesca paradossalmente affine alle culture totalitarie di stampo marxista. Un ordine superiore che vigila anche quando non dovrebbe, si fa carico dei nostri limiti e finisce per limitare la nostra sovranità. La bellezza della piazza è un valore ereditato dal passato e noi come cittadini abbiamo il dovere di custodirla e non di affidarla a mani inesperte, improprie e incerte. Se in quasi duecento anni – prima c’era un porticato al posto del muretto – a nessuno è venuto in mente di perpetrare lo scempio, perché dovremmo essere noi a renderci autori di un gesto tanto inutile quanto dannoso?
    Il muretto è sicuro nella misura in cui sono sicure le fragole, nella misura in cui sono sicure le strade sulle quali circolano quantità mostruose di automobili, nella misura in cui è sicuro ciò che si mangia, nella misura in cui sono sicuri i farmaci approvati dall’Aifa che assumiamo per curare le nostre malattie.
    È immorale come essere viventi e coscienti sottrarci alle nostre responsabilità per affidarci a strumenti coercitivi fallibili e dannosi.

  • Gianluca Sannipoli 2014-04-07 alle 09:55:40

    Gli eugubini sono davvero un popolo strano. Leggo che in settimana ci sarà il primo confronto tra tutti i candidati sindaco (parlo di confronto pubblico non televisivo). Uno pensa: chissà su cosa si confronteranno, considerati i problemi enormi che minacciano di schiacciarci. Parleranno di turismo, di cultura (ah no, dimenticavo, con quella non si mangia!), allora forse di disoccupazione, o forse di come sistemare un po' le strade (ne ho viste di peggiori solo in Kosovo subito dopo i bombardamenti della Nato nel 1999), o al limite di come risolvere la storiaccia di San Pietro. Niente di tutto questo. L'argomento del confronto sarà nientepopodimenoché "i focaroni e le tradizioni minori". Tutto questo mentre della vicenda di piazza Grande non si è sbilanciato nessuno dei suddetti candidati. Alcuni mi hanno farfugliato delle cose a quattr'occhi, avendo solo il coraggio di dirmi in privato che l'intervento ideato è una cagata. Bene, continuate così! Complimenti vivissimi. Ah un'ultima cosa: Gubbio è piena di gente che non la ama, anzi, che proprio non gliene po' frega' de meno (dicono a Roma). Gente che pensa solo ai fatti suoi e a come tenere in piedi amicizie e conoscenze "altolocate". E allora perché rodersi il fegato, è molto meglio chiudere con Verdone in "Bianco, rosso e Verdone": "Sapete che ve dico: andate tutti quanti a piavvela...". Titoli di coda.

  • rita aiosa 2014-04-06 alle 21:36:49

    dopo essermi consultata con la mia famiglia e con gli amici (e sono tanti) che hanno condiviso il progetto per la messa in sicurezza di Piazza Grande, vogliamo dirle:
    1 che siamo felici che Lei non abbia portato il suo esperimento sino in fondo
    2 che non condivideremo con Lei alcun altro discorso sul tema in questione, ritenendo il suo monologo l'espressione di un modo totalmente non condivisibile di affrontare in modo serio e responsabile l'argomento
    3 che l'Associazione Insieme sarebbe lieta di averla tra i suoi associati
    Un cordiale saluto.

  • Marco Fanucci 2014-04-06 alle 20:50:48

    Ci ripenso come i cornuti. Rimugino, rimugino, mi autoinganno, faccio finta che niente sia accaduto, mi dico che alla fine si rimette tutto a posto. Mi convinco qualche minuto, qualche ora, poi il rovello riprende. E galoppa, e galoppa.
    Quello stramaledetto incipit di delibera che riporto integralmente pensavo fosse solo il frutto della mia febbrile immaginazione.
    “Considerato che il muretto di Piazza Grande viene utilizzato frequentemente come panchina anziché come parapetto e che tale uso improprio spesso è da attribuire all’ineludibile altezza del parapetto medesimo, che non consente di valutare il grande dislivello con la sottostante Via Baldassini ( circa 20 metri), determinando un oggettivo pericolo per la pubblica incolumità.”
    E invece no. Esiste ed è qui sotto i miei occhi. Immutabile nella sua impalcatura sintattica da verbale giudiziario.
    Va bene, mi son detto, andiamo dietro al ragionamento. Vuoi vedere che ha ragione?
    E allora sono andato a Piazza Grande, ma l’ho fatto pensando di essere un marziano sbarcato da poco a Gubbio. Uno che non può sapere cosa c’è oltre il muretto.
    Pertanto un marziano a Piazza Grande.
    Cazzo che roba, si trattano bene questi terrestri, oddio la parte pianeggiante della città fa schifo, piena di strani contenitori variamente colorati, le strade piene di buche, i pali della luce in bilico, i lampioni fulminati, i marciapiedi dissestati. Però quassù che spettacolo! Com’è magnetico quel muretto che separa il pavimento dal cielo, chissà cosa ci sarà dall’altra parte. Per venire qui ho fatto un viaggio spaziale, non posso certamente rimanere con il dubbio.
    Devo andare a vedere.
    È troppo alto il muretto! Non si vede niente. Che idioti questi terrestri a limitare un panorama del genere con un inutile e stupidissimo muretto. Chissà cosa ci sarà dall’altra parte? Magari un piccolo dislivello che conduce a una strada, oppure un fiume, oppure uno di quei coloratissimi luoghi dove gli indigeni si incontrano per acquistare proteine e carboidrati.
    Ma un momento, vedo dei tetti sotto. Strano, cosa ci sta a fare quella sfilza di tetti? Pezzi di imbecilli, alla partenza mi hanno fornito dei report sbagliati. Pensavo che i terrestri fossero alti all’incirca come me – un metro e ottantacinque secondo il sistema di misurazione più in voga – invece devo essere un gigante da queste parti. È sicuro, perché quei tetti sono di certo case per nani, altrimenti vorrebbe dire che sotto c’è un vero e proprio strapiombo.
    Cazzo! No, io non vado, nel dubbio non mi muovo.
    Oh io ci tengo alla pelle, non vorrei cadere nel vuoto dopo che ho attraversato un pezzo di sistema solare. Morire così sarebbe il colmo per un marziano.
    Non mi sporgo neanche, soffro di vertigini.

  • Marco Fanucci 2014-04-05 alle 11:01:11

    Non restano che le vie legali.

  • Marco Fanucci 2014-04-04 alle 20:28:47

    Ho inscenato una rappresentazione dell'assurdo. Un pomeriggio di desolante autismo intellettuale.
    Un muro di gomma divide il palazzo dai cittadini. Mi raccomando votate bene se volete che si aprano degli spiragli da questo muro che soffoca e addormenta le coscienze.

  • Marco Fanucci 2014-04-04 alle 20:08:53

    Per quale motivo la Soprintendenza dei Beni Artistici ed Etnoantropologici non ha rilasciato un parere? Mah! Se tocchi una tavoletta del cesso dei bagni del teatro devi chiedere il permesso a loro, se sfasci la facciata del complesso monumentale in via Baldassini, niente. Tutto a posto.

  • Marco Fanucci 2014-04-04 alle 20:03:15

    E la Soprintendenza cosa è capace di bocciare a un cittadino qualunque...

  • Marco Fanucci 2014-04-04 alle 19:51:20

    Questa Commissione della qualità architettonica e del paesaggio che se la cava con un paio di prescrizioni!
    Se ti azzardi ad aprire un lucernaio o a installare una voliera in un giardino nel centro storico ti fa fare i salti mortali, quando ti va bene.
    È tutto molto triste.

  • Marco Fanucci 2014-04-04 alle 18:29:12

    “Eliminare le piastre di ancoraggio al paramento murario”. Giusto perché le piastre si vedono e l’effetto sarebbe grottesco.
    Però.
    Come stanno su questi sostegni? Come reggono l’accrocco e un' eventuale caduta di un Fanucci qualsiasi di 103 chili?
    Azzardò una risposta: perforazioni più profonde su un apparato murario di valore incommensurabile.

  • Marco Fanucci 2014-04-04 alle 15:44:12

    Cinquanta metri di leggerezza.

  • Marco Fanucci 2014-04-04 alle 15:41:40

    “Si richiama inoltre la necessità di completare la messa in sicurezza di Piazza Grande tramite messa in opera di cancellature di chiusura della loggia inferiore del Palazzo dei Consoli, accessibile da Piazza Grande, previa opportuna valutazione del progetto.”
    Una vecchia proposta dell’avvocato Gini prevedeva l’apertura della loggia inferiore e la messa in comunicazione mediante una passerella con la via sottostante.
    Come cambiano i tempi: dalla possibile creazione di un asse di straordinario valore artistico e monumentale alla chiusura, alla coartazione di una cosa bella in una gabbia.
    Indecente!

    • Alessandro Passeri 2014-04-04 alle 18:29:00

      Vero i tempi cambiano, se è vero che il sig. Boccucci che andava con l'avvocato Gini a fare servizi tipo "Gubbio nascosta" è favorevole al progetto. Cosa penserà l'avvocato del suo collaboratore?

  • Marco Fanucci 2014-04-04 alle 15:36:00

    “La coloritura dovrà essere valutata da funzionari della Soprintendenza prima del montaggio delle strutture, previa campionatura.”
    Suggerirei un grigio tortora, va di moda e fa pendant con il guano dei piccioni. Molto cool!

  • Marco Fanucci 2014-04-04 alle 15:22:15

    Un punto è pure ironico – mi auguro involontariamente. Sentite: Dato atto quindi che l'uso improprio del muretto come panchina determina che la spalliera è di fatto costituita da un baratro di circa 20 metri.
    Meraviglioso: Arto Paasilinna non avrebbe saputo scriverlo meglio.
    Se non lo conoscete andate a vedere chi è Arto Paasilinna, e magari comprate qualche suo libro.

  • Marco Fanucci 2014-04-04 alle 15:13:05

    Il 18 aprile viene a Gubbio il Sottosegretario di Stato Ilaria Borlotti. Per valutare la situazione. Be' forse non avrà nemmeno bisogno di vedere un rendering. Sarà il primo caso mondiale di rendering dal vivo.

  • Marco Fanucci 2014-04-04 alle 15:10:10

    Si dice: una rete morbida. Che figata!

  • Marco Fanucci 2014-04-04 alle 15:08:18

    L'opera costa € 71.200,00. Somma meglio specificata nel quadro economico allegato al progetto. Peccato non sia allegato né il progetto, né il quadro economico, né il computo metrico.
    L'opera risulta finanziata con i fondi del Bilancio Comunale – esercizio finanziario 2013.
    Le risorse provengono da privati o sono soldi pubblici? Mi sembra doveroso sapere come viene lo scempio viene finanziato.

  • Marco Fanucci 2014-04-04 alle 15:03:34

    “Considerato che il muretto di Piazza Grande viene utilizzato frequentemente come panchina anziché come parapetto e che tale uso improprio spesso è da attribuire all’ineludibile altezza del parapetto medesimo, che non consente di valutare il grande dislivello con la sottostante Via Baldassini ( circa 20 metri), determinando un oggettivo pericolo per la pubblica incolumità.
    Motivazione geniale.
    Non pensavo che la fantasia umana potesse arrivare a un tale livello di imbambolamento lisergico.

  • Marco Fanucci 2014-04-04 alle 14:44:21

    “Considerato che il muretto di Piazza Grande viene utilizzato frequentemente come panchina anziché come parapetto e che tale uso improprio spesso è da attribuire all’ineludibile altezza del parapetto medesimo, che non consente di valutare il grande dislivello con la sottostante Via Baldassini ( circa 20 metri), determinando un oggettivo pericolo per la pubblica incolumità.
    Motivazione geniale.
    Non pensavo che la fantasia umana potesse arrivare a un tale di imbambolamento lisergico.

    • Alessandro Passeri 2014-04-04 alle 18:20:06

      Pensavo stesse ironizzando, non mi dica che è tra le motivazioni addotte!
      Oddio!

  • Marco Fanucci 2014-04-04 alle 14:39:48

    Forza che riusciamo a smerdare la cosa più bella che abbiamo!

  • Marco Fanucci 2014-04-04 alle 14:23:55

    I contenuti dell'atto sono patetici. Il documento è presente on line sull'Albo Pretorio.

  • Marco Fanucci 2014-04-04 alle 14:22:54

    Eugubini di buona volontà il 25-03-2014 con deliberazione commissariale il comune di Gubbio ha approvato il progetto definitivo-esecutivo della rete a Piazza Grande.
    Proprio un gran bel giorno, cazzo!

  • rita aiosa 2014-02-26 alle 13:25:06

    Evidentemente non ha dato fastidio soltanto a me!!!!

  • Marco Fanucci 2014-02-26 alle 11:46:47

    Il mio articolo è stato tolto, e non da me.

  • rita aiosa 2014-02-26 alle 11:44:10

    S. Fanucci dove è andato a finire il suo articolo....... Non ho avuto il piacere di leggere le sue scuse, che ovviamente avrei accettato da un ragazzo di 20 anni o poco più ma non da una persona "grande" assolutamente no! Abbia almeno il coraggio delle sue azione. Volevo solo dirgli di stare sereno lei il suo monumento se lo è costruito da solo..... E la prego non risponda se mai la incontrerò per strada le dirò in faccia quello che penso.

  • Marco Fanucci 2014-02-26 alle 08:17:58

    Per chi non lo avesse ancora letto, suggerirei la lettura di Opinioni di un clown di Heinrich Böll.

  • Gianluca Sannipoli 2014-02-25 alle 22:33:07

    Due righe solo per sottolineare il comportamento inqualificabile dei politici (o presunti tali) eugubini, che si sono fino ad oggi guardati bene dal prendere una posizione sulla vicenda del muretto di piazza Grande. Hanno lasciato la palla totalmente in mano a privati cittadini, mossi soltanto da un amore sviscerato per la propria città e facendoli attaccare da tutte le direzioni. Vergogna, vergogna, vergogna!!!

  • Btg San Marco 2014-02-25 alle 17:13:51

    Quante disgrazie da quel muretto in tanti anni. Perchè non si è mai fatto niente nel passato ?

  • rita aiosa 2014-02-25 alle 13:20:57

    Sia chiaro che questo è il mio pensiero, non dopo Riky ma da sempre è non c' entra ne la politica e tanto meno i giornalisti.

  • rita aiosa 2014-02-25 alle 13:04:48

    Sig. Sannipoli,
    apprezzo la sua sensibilità ma credo che la vita di una persona, qualsiasi essa sia, non possa essere messa in secondo piano di fronte ad una "bruttura storica", quindi salviamo il bello e non la vita. Tutte le iniziative da lei elencate in parte le abbiamo già fatte e in parte le stiamo facendo. Con questo chiudo. La ringrazio. Un caro saluto. Rita Aiosa

  • Gianluca Sannipoli 2014-02-25 alle 11:44:22

    Signora Rita, lei non può immaginare quanto sia difficile per me rispondere alle sue considerazioni. E’ lo stesso motivo per il quale quel giorno (io ero presente, avrei voluto intervenire, ma ero impegnato col mio lavoro) nessuno ha preso la parola per dissentire sul progetto. Le assicuro tuttavia che sono tanti quelli che pensano che sia un intervento assolutamente da evitare per una lunga serie di ragioni, che non è il momento e il luogo di elencare. Gliene segnalo una sola: il muretto rispetta ampiamente la normativa dei luoghi pubblici; se così non fosse il comune lo avrebbe fatto transennare da tempo.
    Sul fatto che la vostra proposta sia stata presentata più di un anno fa, conferma che non è stata una decisione partecipata: in consiglio comunale non si può intervenire, tantomeno in commissione o nello studio di un professionista privato. Siamo intervenuti ora perché è stato presentato il progetto preliminare (e sottolineo preliminare).
    Per quanto riguarda la rete degli Arconi, non è bella a vedersi (ma l'impatto non è comunque nemmeno lontanamente paragonabile a quello del muretto) e per me la potrebbero togliere anche oggi stesso. In questo caso però bisognerebbe pulire le tettoie sottostanti almeno una volta al mese, cosa che non accadrebbe mai. Infatti, prima di mettere le reti antipiccioni si era accumulata una montagna di escrementi e nei locali sottostanti ci si mangia varie volte all’anno. Pensi a cosa potrebbe accadere con la rete del muretto! Il problema è che a Gubbio manca completamente la gestione dell’ordinaria manutenzione. Le segnalo a titolo di esempio recente, che la sera dell’8 febbraio sono caduti due coppi (di numero) dal tetto posto sullo spigolo tra via XX Settembre (ingresso uffici giudiziari) e via Colomboni (I Buchetto). Sono passati quasi venti giorni ma non sono stati spostati nemmeno i frammenti dal posto dove sono caduti e la strada è transennata e non percorribile.
    Non si fidi dell’ignavia dei politici che se ne stanno ben nascosti dietro al silenzio o ai nick name. Non si fidi nemmeno dei giornalisti che sbandierano ai quattro venti l’invisibilità della rete di protezione, perché spesso sono poi quelli che, come nel caso di San Pietro, cambiano posizione quando compaiono gli "ecomostri" (sto raccogliendo tutti gli articoli pubblicati da quando venne presentato il progetto del megaparcheggio e se ne leggono delle belle). Non legate il ricordo di Riccardo ad una bruttura storica che “uccide” il bello. Unite il suo nome a qualcosa pieno di vita che non sia rivolto al passato, ma guardi al futuro e ai giovani: una borsa di studio, un premio, un concerto, una mostra d’arte, un festival. Quello è l’unico modo per far continuare a vivere chi non c’è più.

  • rita aiosa 2014-02-24 alle 22:09:25

    P.S..... Potrei anche raccontare come è scivolato Riccardo ma ve lo risparmio e "me lo risparmio" di certo la cera dei lumini non lo hanno aiutato......

  • rita aiosa 2014-02-24 alle 21:51:33

    Mi dispiace Sig. Sannipoli che si rimangi il punto 5. Avrei due domande da farle: perché era difficile parlare in quel contesto? Lei pensa che il nostro dolore e la nostra sensibilità viene meno fuori? Di questa cosa se ne parla da almeno 20 anni con tanto di raccolte firme soprattutto e non solo da chi abita in via Baldassini..... la nostra proposta è stata presentata da almeno 1 anno se non più, l'abbiamo detto in tante occasioni, ( scritto sui manifesti degli eventi, fb ecc..... ) ma come su tutte le cose nessuno da importanza, poi quando ci si trova davanti al fatto compiuto allora rivoluzione! La rete che hanno messo negli arconi per i piccioni è bella da vedersi? Perché quando e stato deciso di fare quella bruttura a S. Pietro nessuno si è ribellato? ( politica ) Lei ha mai pensato a un suo parente figlio oppure figlio di un suo amico? Io non avrei mai pensato di perdere un figlio in questa maniera, e le assicuro che amava la vita........... A noi la rete non ci ridarà nostro figlio ma forse salverà la vita a un altra persona. Un ragazzo di un anno più grande di Riki ha scritto: "chi non vuole cadere non deve sporgersi!". E' vero ma se c'era la rete Riky sarebbe qui con noi. Mi scusi non mi sono presentata

    Mamma di Riccardo


  • Gianluca Sannipoli 2014-02-21 alle 10:50:35

    Ripeto fino allo sfinimento: non si può intervenire così pesanemente sul complesso di piazza Grande con un progetto fatto da un ristretto gruppo di lavoro e avallato (per ora senza passi ufficiali) da una sola persona. Il complesso di piazza Grande è di tutti gli eugubini passati, presenti e futuri. Quanto alla presentazione, normalmente e per fortuna la maggior parte delle persone (esclusi pensionati, studenti e purtroppo ora anche qualche disoccupato o cassintegrato) il venerdì pomeriggio alle ore 17 lavora. Inoltre non era così semplice prendere la parola e aprire un dibattito in quel contesto. A nic alo (sarebbe sempre meglio metterci il nome e cognome per esteso) dico che non è come la stampa locale fa passare (anzi non fa passare). Mi sono dovuto ricredere anch'io e mi rimangio la frase del punto 5, perché ribadisco che in quel contesto non era facile iniziare una protesta, ma garantisco che ad essere contrari non sono solo tre o quattro matti. Per stringere: non si può approvare quel progetto in quattro e quattr'otto.

  • Jessica V 2014-02-20 alle 20:14:58

    Io non devo lasciare nessuna orma,faccio parte dell'associazione insieme mi chiamo jessica vergari e sono quindi a sostegno di questo progetto. Signor Marco Fanucci lei dov'era venerdì 14 ,giorno della presentazione del progetto?

    • Marco Fanucci 2014-02-20 alle 20:23:10

      Bene signora o signorina Jessica Vergari, mi fa piacere che si sia presentata.

  • Jessica V 2014-02-20 alle 18:17:14

    Non voglio assolutamente creare un dibattito con voi anche perché ognuno é libero di pensare ciò che vuole(a coscienza propria),ci mancherebbe.
    Come tutti sapete qualche giorno fa é stato presentato il progetto,potevate partecipare esponendo le vostre opinioni a riguardo,contrarie o favorevoli;invece così non é stato é facile,al giorno d'oggi parlare così dietro un computer.
    Detto questo chiudo,appunto perché ,a mio parere,un dibattito c'é già stato.

    • Marco Fanucci 2014-02-20 alle 18:50:13

      Be' signora o signoria Jessica V se non vuole dibattere, che cosa è venuta a fare qui? È venuta a dirci che non ci mettiamo la faccia? Mi sembra che quelli che hanno scritto qui hanno lasciato le impronte. Nome e cognome. A parte la piattola tale Gigino de barattoletto che gravita come un parassita attorno al corpaccione di Scavizzi, qui l'unica a non aver lasciato le orme è lei signora o signorina V.

  • Marco Fanucci 2014-02-20 alle 12:32:43

    Nic alo! Non mancherà mica la e commerciale &. Come Ale&Franz. Un'adorabile coppia di comici...

  • nic alo 2014-02-20 alle 11:48:40

    Mi trovo a dire che l'intervento è necessario ed urgente anche perchè atteso da troppi decenni. Sul fatto del silenzio assordante e di una eventuale mancata condivisione sarebbe stato meglio come avvenuto tante altre volte promuovere un incontro, un dibattito, un seminario informativo.....Dice bene l' Architetto Petrini ed ancora una volta non posso che essere concorde con le sue argomentazioni. A Sannipoli voglio dire che ha colpito nel segno quando lamenta la quasi inesistente partecipazione alla presentazione del progetto..(grave che non abbia richiamato pubblico la presentazione del progetto)..Io comunque apprezzo che in questo caso non si siano ripetute scene indecorose ed inopportune come quelle a cui ho mio malgrado dovuto assistere nel recente passato ( mi riferisco ad es. agli attivisti muniti di lenzuola) .Sottolineo che molto spesso anche l'informazione è imbavagliata

  • Gianluca Sannipoli 2014-02-19 alle 15:31:16

    Boccucci continua a svicolare. Il lungo percorso al quale fa riferimento, ha portato alla D.G.C n.52 del 05/03/2013 nella quale si dice testualmente: “I lavori della Commissione per la messa in sicurezza del muretto di Piazza Grande hanno condotto alla necessità di realizzare una struttura a scomparsa ad altissima tecnologia, capace di “apparire” solamente al momento del bisogno, attivandosi con fotocellule e sistemi di sorveglianza tele controllati.” Successimvamente, per problemi di budget si è scelta la strada attuale che nulla ha a che vedere con la scomparsa e tutto il resto. E' proprio qui che è mancato l'apporto degli eugubini, semplicemente perché sono stati messi di fronte alla scelta già compiuta. Comunque, il prossimo passaggio è l'approvazione del progetto esecutivo e questo atto può essere compiuto solo dalla Commissaria. A margine di tutto questo, va sottolineato il silenzio assordante della "politica" eugubina che neanche in campagna elettorale trova il modo di prendere una posizione su questo argomento. Tutti zitti i consiglieri regionali, quelli provinciali, i segretari di partito, i candidati sindaco (qualcuno già è in campo), gli attivisti di destra, centro, sinistra, liste civiche e antipolitici. Dante non avrebbe avuto la minima esitazione del luogo dove sistemarli nella sua Commedia.

    • Marco Fanucci 2014-02-19 alle 18:22:55

      Dispositivo a scomparsa, fotocellule, sistemi di sorveglianza tele controllati! No, non siamo all'altezza economica e gestionale per un intervento così sofisticato. Ricordo la fontana di Piazza S. Giovanni. Bella, bellissima mi dissi, guarda l'acqua come scorre in laminazione sembra vetro in fase liquida. Che grandiosa immagine poetica! Ma poi sono subito rinsavito. Cazzo, e chi ce la mantiene così bella e funzionante. Da una visione poetica passai immediatamente a una truculenta e granguignolesca. Questa qui dura meno di un gatto sulla Salaria. E infatti tempo qualche mese l’acqua laminante si trasformò in un sedimento verdognolo putrescente. Ricettacolo di vasta popolazione batteriologica. Ora è un volgare “scanello” che se non fai attenzione ti ci giochi pure il malleolo.

  • Marco Fanucci 2014-02-19 alle 15:24:19

    Zaccagni scusami ti devo una risposta.
    Tra il progetto e la modifica del profilo del muretto come suggerivi tu, preferisco la rete. Proverò a spiegarne le ragioni. Piazza Grande è uno spazio che solo semanticamente è riconducibile alla piazza, andando oltre la dimensione morfologica dell’archetipo formale. In altre parole: è una piazza che si apre verso il vuoto. Se non fosse così sarebbe uno spazio molto comune riscontrabile in tante città italiane. Invece no, manca un lato; ovvero il quarto lato non è risolto, è aperto. Quasi un ossimoro geometrico. Bene, se come comunità vogliano normalizzare la piazza, ma spero che non lo vogliamo, allora bisogna intervenire su quel lato. Bisogna cioè spezzare quella continuità spaziale tra il pieno della piazza e il vuoto sottostante. Qualunque elemento si frapponga – dal più grande, supponiamo una loggia come peraltro pare ci fosse anticamente, o un muro più alto – perché non portarlo a quattro o cinque metri? – o un’inferriata, o un dei moduli vetrati, fino al più piccolo costituito da elementi antiseduta potrebbe compromettere il perfetto equilibrio che genera l’armonia del complesso monumentale. Forse si potrebbe studiare un rimodellamento della parte terminale del muretto con un profilo alla ghibellina, cioè a coda di rondine o qualcosa del genere, non saprei dirti, ci si potrebbe pensare, però resto del parere che il progetto presentato funziona dalla visuale della piazza, semplicemente perché non si vede. Portandosi con il naso sopra il muretto può darsi che appaia la parte terminale dei rostri e della rete, ma tant’è. Ovviamente l’intervento è disastroso visto dal basso. Da via Baldassini vengono fuori tutte la magagne di cui ho già parlato nei post precedenti.
    Vedi Zaccagni questi sono tutti bei discorsi, le istituzioni hanno chiamato il gotha locale della professionalità senza porsi però la domanda delle domande. Ma serve questa roba qua? L’ho già scritto: no, non serve affatto. Mi cito per i posteri visto che lo scambio con il sig. Boccucci mi ha drasticamente accorciato la vita: “l’affaccio sulla valle non presenta elementi di pericolosità – il “muretto” anche nel punto più basso è molto alto – e l’incolumità delle persone non è messa a repentaglio se non volutamente; inoltre l’aspetto di un gesto deliberato (il suicidio) non può essere governato da un semplice intervento di profilassi morale e simbolica. Per il 15 maggio basterebbe garantire un congruo servizio di sicurezza per scongiurare conseguenze pericolose.” Anzi segnalo un’altra cosa: la rete messa in quel modo potrebbe divenire oggetto di scorrazzamenti funambolici da parte di qualche improvvisata azione temeraria.

  • Massimo Boccucci 2014-02-19 alle 14:10:26

    Francesco, i ragionamenti sui progetti sono sostanzialmente superati perché c'è stato un lungo percorso, cominciato subito dopo la tragedia del giovane Riccardo Monacelli (21 giugno 2011), che ha coinvolto dirigenti e funzionari della Soprintendenza, architetti, ingegneri, storici, politici. Il confronto c'è stato. Ecco perchè ho posto una questione di sostanza, facendo osservare che non risponde al vero il fatto che una sola persona (il commissario straordinario) sta assumendo iniziative e decisioni a titolo personale. Gli esperti si sono già confrontati, ai massimi livelli locali e non, arrivando a delle conclusioni. Comprendo che l'esercizio al confronto sia legittimo e libero, però ho inteso sottolineare non un aspetto di "procedura amministrativa" ma di evidente sostanza. La decisione amministrativa è stata assunta dopo la procedura tecnica, solo ed esclusivamente tecnica. Non voglio polemizzare con alcuno: faccio solo presente che i pareri discordanti sono comprensibili. Ma qui finisce, perché in questa vicenda non ci sono forzature di sorta.

  • Francesco Zaccagni 2014-02-19 alle 13:56:02

    Vorrei riparlare del progetto superando questo scambio di battute e pregherei Marco Fanucci, che capisco preferisca parlare della sostanza del progetto e non della forma e delle procedure amministrative (credo sia questo il motivo della polemica con Massimo Boccucci), se mi dà un parere sul quesito tecnico posto da me sotto. Grazie.
    Giuro che muoio dalla curiosità...

  • Massimo Boccucci 2014-02-19 alle 13:33:20

    Lei ha qualche problema. Mi sfugge. L'importante è che si allunghi la vita.

  • Marco Fanucci 2014-02-19 alle 13:07:08

    Il Sig. Boccucci mi ha proprio incardinato...

  • Marco Fanucci 2014-02-19 alle 13:01:32

    Bene sig. Boccucci, allora gli argomenti?

  • Massimo Boccucci 2014-02-19 alle 12:43:52

    Visto che è entrato nel merito, le faccio notare che il progetto è stato approntato e approvato dalla Giunta Guerrini. Il commissario straordinario sta dando seguito alla progettualità con tutti i pareri relativi, tenendo conto peraltro che alla redazione di questo progetto ha contribuito in modo attivo e di pieno coinvolgimento la Soprintendenza. La volontà politica è già stata espressa. Eventualmente, qualora in futuro vi fosse una componente politica al governo della città che la pensasse diversamente, potrà intervenire e agire diversamente. Lo ritengo improbabile, però è legittimo lasciare l'eventualità. Ha ragione su un punto: sono scelte che competono a chi le può assumere. Il commissario straordinario può assumerle. Lo ha già fatto, e prima di lei la Giunta Guerrini. Come vede, se il confronto è nel merito può essere costruttivo. E le ho risparmiato il termine "incardinato" che poco le aggrada ma che, mi creda, è italiano purissimo.

  • Marco Fanucci 2014-02-19 alle 12:37:15

    Sig. Boccucci lei deve essere affascinato dalla parola "incardinato". Che cosa vuol dire incardinato? C'è una delibera di approvazione del progetto preliminare, ma per fare i lavori bisogna che la commissaria o forse sarebbe meglio la prossima giunta approvi il progetto definitivo ed esecutivo. Pensi un po' sig. Boccucci, sono tre i passaggi di approvazione. Contestualmente è necessario ottenere i pareri positivi delle Soprintendenze (due sicuramente, forse anche tre ovvero l'archeologica) poi serve anche l'autorizzazione ambientale. Quindi l'iter ancora non è terminato e potrebbe essere anche scardinato – le offro il negativo della parola che lei tanto ama – attraverso la volontà popolare o politica. Sono scelte sig. Boccucci che non competono di sicuro a me, ma neanche a lei.

  • Massimo Boccucci 2014-02-19 alle 12:26:27

    Ci tengo a farle sapere che non le ho chiesto alcuno scambio di battute. Ho espresso una opinione, riportando dei fatti circostanziati, dopo aver letto la nota del collega Sannipoli e tutto il dibattito che ne è scaturitp (compreso il suo intervento sul quale peraltro non ho proferito riflessione di sorta). Nessuno le ha chiesto di prendere posizione sulle mie argomentazioni, sarei stato contento se l'avesse fatto nel merito. Cosa che non ha fatto. Si allunghi la vita, che è meglio. Sono cresciuto alla scuola liberale e ho imparato a rispettare le idee altrui, anche se non condivise. Ma non come enunciato di principio ma come modus vivendi. Non ho contestato gli interventi ma ho fatto un ragionamento su un punto preciso: il progetto per la messa in sicurezza del muretto di piazza Grande parte da molto lontano e l'attuale progetto è stato incardinato dalla Giunta Guerrini, dunque dalla componente politico-amministrativa eletta dai cittadini, e non da commissario straordinario. Tutto qui. Credo di aver ristabilito un elemento di verità.

  • Marco Fanucci 2014-02-19 alle 12:21:08

    Questo scambio di "vedute" con il sig. Boccucci mi ha accorciato la vita.

  • Massimo Boccucci 2014-02-19 alle 12:08:17

    Impari a leggere. E soprattutto a documentarsi. Con ossequi.

  • Marco Fanucci 2014-02-19 alle 12:06:50

    Lei non ha detto nulla signor Boccucci, ha aperto solo la bocca.

  • Massimo Boccucci 2014-02-19 alle 12:02:13

    Non sono un tuttologo. Ragiono come potrebbe fare lei, e cerco di farlo in maniera anche abbastanza civile. Non so a quali argomenti si riferisca. Io le ho portato degli argomenti, che può analizzare in tutta serenità. Le ho portato soprattutto dei fatti incontestabili relativamente all'iter di progetti che si stanno realizzando, al di là di libere opinioni sulla loro validità. Lei troverà rispondenza di quanto le dico sull'albo pretorio on line del Comune di Gubbio dove sono depositati gli atti pubblici (una pubblica amministrazione parla per atti). Non bisogna essere tuttologi, ma documentarsi. Se crede, lo faccia anche lei.

  • Marco Fanucci 2014-02-19 alle 11:52:02

    Argomenti signor Boccucci, tiri fuori gli argomenti visto che è un noto tuttologo.

  • Massimo Boccucci 2014-02-19 alle 11:45:11

    Questa città passa molto tempo a fare chiacchiere e a non fare. Ciò che si vuole spesso far passare come dibattito culturale, in realtà diventa un parlarsi addosso senza produrre risultati. Così si spiegano l'arretratezza generale (anche culturale) e l'immobilismo che ha accentuato i danni della crisi economica. Fatta questa premessa, vale ricordare che il progetto di messa in sicurezza del muretto di piazza Grande è una questione di anni e anni, bloccata soltanto da una ristretta cerchia di "esteti" a ogni costo che hanno osteggiato ogni tipo di soluzione perché non venisse adottata alcuna soluzione. Questo progetto è stato incardinato dalla Giunta Guerrini, realizzato da una commissione con tecnici e rappresentanti istituzionali (Soprintendenza compresa), e dunque non c'è stata alcuna decisione unilaterale del commissario straordinario. Anzi. Il commissario straordinario ha avuto modo di consultare le forze sociali ed economiche (il tavolo delle parti sociali, per esempio, con 16 sigle coinvolte tra sindacati e associazioni di categoria) che hanno condiviso questa operazione, così come quella sulle Logge dei Tiratori. Le consultazioni non possono essere soltanto con la ristretta cerchia dei bastian contrari o, peggio ancora, dei soliti noti della cerchia politico-partitica di cui ormai sappiamo vizi privati più che pubbliche virtù. Il commissario benché non eletto è un rappresentante ai massimi livelli dello Stato e in tutte le decisioni assunte non ha agito "motu proprio" ma portando avanti progetti già messi in essere dall'amministrazione comunale eletta dai cittadini. Dunque, non si è in presenza di un "libero arbitrio" ma dell'esecuzione di un progetto voluto dagli eletti dai cittadini e del completamento di un iter intrapreso dagli eletti dai cittadini. Le strumentalizzazioni sono una brutta cosa, e ancor peggio le bugie e le interpretazioni arbitrarie di fatti e accadimenti. Si può essere d'accordo o meno su un progetto (in questa città ci si divide anche per una sedia collocata in una sala, figurarsi...), ma le letture distorte sono insopportabili: i progetti attualmente in essere, compresi i centri commerciali per essere chiari, vengono da decisioni assunte in atti deliberativi dall'Amministrazione Guerrini eletta dai cittadini. Vale per le Logge dei Tiratori. Vale per il muretto di piazza Grande.

    • Ubaldo Emanuele Scavizzi 2014-02-19 alle 20:55:09

      Sulle Logge ti sbagli di grosso, caro Massimo. Non fare come la Commissaria, che nel dibattito del 25 gennaio lesse metà della delibera in modo che si credesse che il progetto Logge fosse stato deliberato dal precedente Consiglio Comunale. Niente di tutto ciò, il Consiglio si limitò ad auspicare sì un uso pubblico delle Logge, ma tramite una proposta di permuta fra parte dell'ex Ospedale e le Logge stesse. Come dici tu, gli atti sono consultabili nell'Albo pretorio.

  • Gianluca Sannipoli 2014-02-19 alle 10:11:20

    Noto con piacere che in pochi giorni sono state avanzate numerose proposte alternative riguardo alla sistemazione del parapetto di piazza Grande. E' la conferma che il progetto frettolosamente "presentato" venerdì scorso alla Sala Trecentesca ai pochi presenti (tra l'altro in orario lavorativo di un giorno feriale) non è l'unica soluzione possibile, così come gran parte della stampa locale ha voluto far credere. Ribadisco il concetto: un intervento del genere non può essere approvato da una persona sola, deve necessariamente passare attraverso un dibattito cittadino il più ampio possibile.

    • RED ... 2014-02-19 alle 10:29:02

      Pienamente d'accordo....!!!!

    • Marco Fanucci 2014-02-19 alle 11:34:11

      La sensazione purtroppo è che il treno sia partito...

  • Francesco Zaccagni 2014-02-19 alle 09:42:18

    Ragionando con un mio amico architetto, ci ponevamo una domanda banale: anziché riacchiappare le persone dopo che sono precipitate, non sarebbe meglio evitare che si buttino?

    Insomma, l'eventuale intervento (che io comunque ritengo purtroppo inutile se si considera la "pericolosa" globale di una città piena di punti critici, così come scrive Sannipoli) dovrebbe essere finalizzato più alla dissuasione delle persone a salire sul muro, piuttosto che al raccoglierle dopo...

    Tecnicamente, interventi estremamente semplici e rudimentali, ad impatto economico e visivo ZERO:
    1) rendere il muro inaccessibile con delle punte di acciaio?
    2) togliere la possibilità alle persone di sedersi sul muro rendendolo con forma "piramidale"?

    Mi piacerebbe sapere da Marco Fanucci, che vedo estremamente preparato in materia, perché questi interventi suddetti non siano applicabili, vista la loro apparente semplicità ed efficacia.

  • Marco Fanucci 2014-02-18 alle 11:50:08

    No, niente inferriate e pannelli di vetro, l’effetto sarebbe quello di una comunissima terrazzata in luogo di mare. L’intervento proposto, preservando l’integrità spaziale del quarto lato offre la migliore soluzione possibile. In altre parole la rete con i suoi bracci non si vede dalla piazza e questo denota che i progettisti sono stati ispirati da considerazioni improntate al trattamento il più possibile discreto e mimetico. Poi ovviamente da via Baldassini le cose cambiano. La rete avrà pure una bassa visibilità, anche se poi la scarsa manutenzione (mi ci gioco un dito della mano che la manutenzione sarà insufficiente) finirà per renderla fin troppo evidente e ingombrante. Restano questi tredici bracci che spuntano fuori dall’apparecchiatura muraria come rostri di un meccanismo tecnologico alieno del tutto dal contesto.
    Ma fin qui, se l’intervento avesse un senso, se servisse a tutelare l’integrità delle persone andrebbe più che bene, anzi sarebbe forse la migliore delle soluzioni possibili. Tuttavia l’affaccio sulla valle non presenta elementi di pericolosità – il “muretto” anche nel punto più basso è molto alto – e l’incolumità delle persone non è messa a repentaglio se non volutamente; inoltre l’aspetto di un gesto deliberato (il suicidio) non può essere governato da un semplice intervento di profilassi morale e simbolica. Per il 15 maggio basterebbe garantire un congruo servizio di sicurezza per scongiurare conseguenze pericolose.
    Poco sopra ho scritto “forse”, poiché nella D.G.C n.52 del 05/03/2013 gli estensori del provvedimento fanno riferimento alla migliore opzione possibile: “I lavori della Commissione per la messa in sicurezza del muretto di Piazza Grande hanno condotto alla necessità di realizzare una struttura a scomparsa ad altissima tecnologia, capace di “apparire” solamente al momento del bisogno, attivandosi con fotocellule e sistemi di sorveglianza tele controllati.”
    Poi si dice che questa roba siccome costa troppo non può essere realizzata e quindi si decide per l’intervento oggetto di discussione di cui si specifica il costo più contenuto (€ 101.200,00); per la copertura si parla di bandi di sponsorizzazione, quindi la rete sarà finanziata con il contributo dei privati. Inoltre si rimanda a successiva approvazione del progetto esecutivo e all’ottenimento dei pareri delle soprintendenze (immagino tutte e tre le soprintendenze data la portata storica dell’intervento) e dell’autorizzazione ambientale. Semplici passaggi burocratici dato che i componenti della Commissione preposta sono in due casi gli stessi che dovranno rilasciare i pareri? La signora Commissaria Prefettizia ha già deliberato il progetto definitivo ed esecutivo?
    Continuo a citare l’atto: “La commissione pertanto si è orientata verso la realizzazione immediata di un sistema alla “mantovana”, che consenta la messa in sicurezza passiva tempestivamente, senza pregiudizio né della sicurezza stessa, né della bontà della futura scelta di una struttura permanente ed attiva, sulla quale l’A.C. intende impiegare il tempo occorrente al confronto sereno con la cittadinanza, ed alla accurata messa a punto del processo intero.”
    Questo tempo che occorre al confronto sereno con la cittadinanza non può limitarsi alla presentazione di un progetto cotto e mangiato, come se si trattasse della presentazione di un libro. E qui si arriva al punto. La politica. Dov’è finita la politica in tutta questa vicenda? Gubbio sarà pure una città commissariata, ma spero che almeno i cervelli delle persone non siano anche loro commissariati. Tra un po’ partirà la campagna elettorale, ecco sarebbe auspicabile che la necessità o meno dell’intervento e l’eventuale profilo materiale del progetto siano oggetto di campagna elettorale. La realizzazione del progetto prevista prima dei Ceri sarebbe un affronto imperdonabile e finirebbe per produrre ulteriori lacerazioni in un tessuto sociale già logoro ed estenuato dai problemi del tempo presente. Non dimentichiamo che con questo intervento si modifica lo skyline di Gubbio.
    Avete presente il marchio di una delle aziende eugubine più importanti? Ecco, ora chiudete gli occhi e disegnateci mentalmente la rete.

    • Alessandro Passeri 2014-02-18 alle 19:47:37

      Sono d'accordo, quella dei pannelli di vetro è una cavolata buttata lì senza ragionarci sopra.
      Cavolata condizionata più che altro da un discorso strano, tutto mio, legato al paraocchi, al vedere non vedere.
      Cioè non volendo guardare sfuggirebbe meglio al cono visivo un vetro piuttosto che una ringhiera di ferro.
      Per quanto, come ha detto lo stesso Scavizzi, più decorativa, più intonata con il contesto e più tipica di Gubbio come elemento in sè.
      Giusto pure il richiamo alla politica perché è uno degli attori principali fra quelli deputati alla soluzione di un problema tanto annoso quanto straziante.
      Che si tratti di incidenti o suicidi si vada alla radice del problema,
      Nel primo caso si deve parlare di sicurezza che deve essere per forza attiva e concreta.
      Nel secondo caso, che è legato al disagio psichico, sempre di pari passo con la sicurezza, si discuta, si promuovano incontri, iniziative sociali, si lavori con le associazioni o quello che si vuole in modo da far sentire meno sole le persone che vivono un malessere ed incoraggiarle ad accettare un aiuto.
      Si deve capire che l'adozione di un simile "mezzo architettonico" sarebbe fallimentare dinanzi alla più estrema delle intenzioni.

  • Francesco Zaccagni 2014-02-17 alle 23:43:45

    Bisogna capire se si vuole dissuadere le persone dal rischio di incidenti o da possibili suicidi.
    Nel primo caso credo che, a parte il giorno dei Ceri in cui molte persone si siedono sul muro (NON MURETTO, in quanto è molto largo ed alto almeno un metro e mezzo!), vedo molto improbabile il rischio di incidenti o quantomeno minore di numerosi altri punti della città quali la passeggiata dell'acquedotto o lo stesso tetto del Palazzo dei Consoli, o dall'ultimo piano di una qualsiasi palazzina...

    Nel caso si voglia scongiurare il rischio di suicidi, credo che siamo proprio fuori strada... E' chiaro che qualora qualcuno abbia deciso di suicidarsi veramente, un modo purtroppo lo trova (ad esempio negli stessi punti citati sopra) o in altri modi tragici e domestici che non sto qui a ricordare.

    Non vorrei che i suicidi da piazza Grande siano considerati più gravi di quelli domestici solo perché purtroppo più evidenti. Quando in una comunità piccola come la nostra qualcuno si suicida è una sconfitta di tutti e non può essere colpa di un muro più o meno alto.

    Il vero muro che spinge a suicidarsi è quello della depressione, della solitudine, dell'emarginazione.
    E' su questi muri che ogni comunità dovrebbe concentrarsi, anche perché, sono sicuro, che in certi casi col senno di poi sarebbe bastata una parola di conforto in più...

    • Alessandro Passeri 2014-02-17 alle 23:46:09

      Bravissimo Zaccagni, mi ha preceduto nella riflessione, sono concorde al 100%

  • Alessandro Passeri 2014-02-17 alle 22:03:13

    Gli eventi tragici accaduti in Piazza della Signoria segnano profondamente la comunità eugubina da ormai troppo tempo. E' quindi doveroso trovare una soluzione che sia efficace e definitiva ma che, proprio per questo, non può essere istintiva, scontata e meramente materiale.
    Come ricorda lo stesso Sannipoli i "punti caduta", ahinoi, sono innumerevoli dentro il centro storico proprio per le sue caratteristiche intrinseche. Altro non è infatti, che un conglomerato di architetture su terrazzamenti più o meno naturali, susseguentisi le une sulle altre come tese a inerpicarsi lungo le pendici del Sacro Monte.
    Ciò rende Gubbio unica e celebre in tutto il mondo!
    Lo stesso Campanone "causò" in passato la morte di due campanari "Fagiolo" e "Tittone", ma non per questo si è smesso di suonarlo!
    Il progetto di messa in sicurezza di Piazza Grande rischia pertanto di essere inutile e parziale.

    Si è parlato in questo progetto di rafforzare la viglilanza, allora ci si investa al punto da renderla continuativa, costi quel che costi. E insieme a questa si emettano ordinanze chiare e severe che vietino ai frequentatori del luogo comportamenti potenzialmente pericolosi.
    Allo stesso tempo si educhino gli eugubini (dai bimbi in su), tramite iniziative mirate, a vivere il centro storico e a convivere con architetture così tanto ardite da mozzare il fiato e spettacolari. Affinchè non si sentano offesi e minacciati da esse ma, attraverso una maggiore conoscenza imparino, osservandole, a stupirsi, a meravigliarsi e quindi a rispettarle sempre più.
    Non si imbriglino, non si chiudano, non le si condannino.

    • Ubaldo Emanuele Scavizzi 2014-02-17 alle 22:17:00

      Come al solito, caro Passeri, un intervento di grande buon senso, argomentato e non "uterino", come tanti che ho letto in questi giorni. La riflessione purtroppo difetta in questa città, così si finisce per scegliere sempre le soluzioni più facili, più a portata di mano, dimenticando una massima fondamentale che tanti anni fa mi disse lo Storico dell'Arte Bruno Toscano: ricordiamoci che i problemi non hanno mai un'unica soluzione, ma molteplici, e non bisogna fermarsi alla prima. Certo, pensare, ideare, discutere, confrontarsi è faticoso e richiede impegno mentale e disponibilità a mettersi in gioco. Qualità che spesso, troppo spesso, difettano in questa città, per questo più vicina ad un paese, che ad una città vera e propria.

    • Alessandro Passeri 2014-02-17 alle 22:52:12

      Pemesso che non sono un tecnico.
      All'inferriata di Manciani come extrema ratio io prefeirei una parete di vetro da esterni costituita da pannelli in serie che sia installabile e rimovibile in tempi rapidi, senza telai. Il vetro mi sembra un elemento più neutro del ferro.

    • Ubaldo Emanuele Scavizzi 2014-02-17 alle 23:25:30

      Sai, il vetro mi sembra un po' stridente con il contesto, e "freddo". Invece, una cancellata in ferro battuto artistico, tipo quelle che si vedono in tante ville antiche, potrebbe essere più consona, anche se più invasiva del vetro. Anche perché a Gubbio abbiamo ancora degli artigiani che sanno fare un ferro battuto di grandissima qualità! Comunque l'importante è parlarne, confrontarsi, fare simulazioni, insomma...studiare bene il problema.

    • Alessandro Passeri 2014-02-17 alle 23:44:42

      Grazie Prof. Scavizzi, la stima è più che reciproca :-)
      Tu più di me hai conoscenze, pazienza e ottimismo che portano sempre a confrontarti anche con chi non ha orecchi per intendere e non ha rispetto per le idee altrui. E' importante.

      Tengo a precisare in merito alla soluzione della parete di vetro quando dico "rimovibile" non è perché pure io cado nel concetto di reversibilità per i posteri, ma perché spero la si possa togliere agevolmente ogni volta lo richieda il decoro di certi eventi.
      Ma davvero non servirebbe nulla, basterebbero maggiori cultura e vigilanza. Non credo infatti che spetti all'architettura rispondere al dolore. Rispondere al dolore spetta all'amore del prossimo, spetta alle cure mediche e psicologiche.
      Così come alla psicologia ed alla sociologia spetta indagare il disagio e la solitudine che spesso si celano dietro tali disgrazie, al fine di prevenirle.
      E qui torna prepotentemente la cultura.
      Una rete non fermerà chi ha propositi suicidi.

  • Lorenzo Menichetti 2014-02-17 alle 10:07:26

    Io forse, visto i tecnicismi usati, non posso dare un parere su questo e altri lavori, ma mi viene lo stesso dubbio che ha luigino debartoletto e cioè tutta sta gente che critica questi lavori con norme di legge, tecnicismi esasperati e riunioni (GIUSTE) dove era quando si costruivano gli eco mostri del parcheggio di San Pietro e così via? Come mai non hanno criticato quelle amministrazioni? Come mai non hanno fatto le riunioni popolari dento il Palazzo dei Consoli o in altri posti? forse perchè tra chi comandava prima c'erano "conoscenti" e quindi non si poteva andare contronto. Troppo facile dire io protesto per il bene de Gubbio ma il bene de Gubbio dobbiamo farlo SEMPRE no quando ce pare e contro chi ce pare.

    Poi come al solito per fare dei lavori a Gubbio, dove c'è uscito il morto, dobbiamo aspettare che ce ne esce un'altro altrimenti non se move niente.

    Ciao

  • Marco Fanucci 2014-02-17 alle 09:41:23

    È proprio il quarto lato, quel vuoto assoluto, sospeso che si perde nel cielo a rendere la piazza un unicum: la vertigine indotta dalla grande bellezza dell’architettura. E infatti il progetto proposto non intacca la peculiarità del luogo – da una sezione pubblicata in un periodico locale mi sembra che dalla piazza la rete non si veda.
    Peccato che si veda da via Baldassini finendo per modificarne ineluttabilmente il profilo verso il cielo. Quella via Baldassini lasciata morire nell’incuria con una pavimentazione che qualunque amministrazione avveduta avrebbe dovuto sostituire negli ultimi vent’anni. Ma non è questo il punto. La rete è inutile e non serve a nulla. L’altezza del muretto risponde alle norme, quindi non si può parlare di intervento di messa in sicurezza, non essendoci nulla da mettere in sicurezza. L’idea che possa contenere il numero dei suicidi è illusoria. Seguendo la medesima ratio sarebbe necessario togliere dalla circolazione le lamette da barba, tanto per fare un esempio.
    C’è forse da cercare riparo e consolazione al dolore che ha colpito la comunità a seguito di un fatto che ha rivestito un carattere di straordinaria drammaticità e di impressionante episodicità. Ma non è questa la strada da seguire per sanare le ferite del cuore, potrebbe sembrare, ma non è così. In questa maniera si modifica soltanto una volta per tutte il logo di Gubbio – quella verticalità assoluta dal nitore geometrico potente somigliante quasi a un’astrazione alla De Chirico, destinata purtroppo ad essere spezzata dallo sbarramento orizzontale indotto dall’intervento. Sì d’accordo, la rete ha carattere di reversibilità, ma una volta installata rimarrà lì a concrezionare guano e rifiuti per decenni e forse di più.

    • Ubaldo Emanuele Scavizzi 2014-02-17 alle 11:49:29

      Concordo pienamente con Marco Fanucci. Aggiungo che a Gubbio si ha la maledetta abitudine della scorciatoia: scegliere, cioè, la soluzione più immediata, quella che qualsiasi frequentatore di bar saprebbe suggerire, senza pensare troppo e - perché no - senza mettere in campo quella "rottira di scatole" che si chiama partecipazione democratica, che "ritarda le decisioni" e costringe a confrontarsi ed a pensare. Ma, quasi sempre, la soluzione più facile è anche quella più dannosa e non di rado la meno efficace.

    • luigino debartoletto 2014-02-17 alle 19:43:57

      Il commissario è l'unico amministratore valido che ha amministrato questa citta' da 50 anni a questa parte, il resto è nulla, una massa di incapaci che si possono giudicare dai risultati visibili senza chiamare esperti o intellettuali da fuori. Casomai questa gente lei compreso ha bisogno di girare per il mondo , di aprirsi e aprire i propri orizzonti solo così si rendera' e si renderanno conto che Gubbio è un'anomalia e questi 50 anni oscureranno la nostra gloriosa storia per i disastri causati di natura ambientali architettonica e di sviluppo economico. Basta guardare senza andare troppo lontano le citta' limitrofe alla nostra, per fare questo basta andare a S.Ubaldo e scrutare l'orizzonte.

    • Ubaldo Emanuele Scavizzi 2014-02-17 alle 21:12:47

      Debartoletto, mi pare un po' in confusione. Da una parte dice che i passati amministratori "si possono giudicare dai risultati visibili senza chiamare esperti o intellettuali da fuori", dall'altra che invece si ha bisogno "girare per il mondo , di aprirsi e aprire i propri orizzonti". Ma allora, aprirsi o autarchicamente capire tutto da soli? Si metta d'accordo con se stesso. Le accuse, poi, caro Debartoletto, anche quelle agli amministratori, vanno dettagliate e circostanziate, avendo solide prove di quello che si dice e validi confronti con situazioni ritenute opposte e molto più rosee, perché altrimenti, nel migliore dei casi si fanno chiacchiere da bar, nel peggiore si incorre in conseguenze spiacevoli. Quanto poi alla Commissaria, capisco, visto quello che scrive, le nostalgie per l'Uomo (o in questo caso la donna) della Provvidenza, che decide tutto lui, senza quella scocciatura della democrazia. Eh, quando c'era Lui...

    • Ubaldo Emanuele Scavizzi 2014-02-17 alle 21:20:15

      P.S. La città più limitrofa alla nostra è Gualdo Tadino. Abbiamo visto che fine ha fatto l'Amministrazione di destra: dopo un' esperienza disastrosa, anche Gualdo è finita Commissariata. Proprio un esempio da imitare, per migliorare le nostre sorti!

    • Alessandro Passeri 2014-02-17 alle 22:27:34

      Bravo hai espresso più chiaramente di me i motivi del "no" all'intervento. Torna anche qui il concetto della reversibilità. Ma se la rete si mette perché poi bisognerebbe toglierla? Come potrebbero essere venute meno le esigenze che l'hanno proposta?

      Allo stesso modo sento ancora tirar fuori l'ecomostro di S.Pietro per mettere in dubbio la coerenza dei soliti critici. Ovviamente sono contrario (come gli altri criticoni) ad una simile bruttura, ma all'epoca da progetto non doveva essere così, per questo credo che molti abbiano taciuto. Anche se io, in un altro blog ebbi a dire che di parcheggi a Gubbio ce ne erano fin troppi, che bisognava pensare ad un diverso concetto di mobilità e di una tale opera se ne poteva fare a meno.

  • Marco Petrini 2014-02-16 alle 17:17:42

    Dopo la presentazione del progetto di messa in sicurezza del muretto di Piazza Grande, ma sopratutto dopo la lettura di alcuni commenti sul blog Live Gubbio non posso fare a meno di inviare una mia nota:

    Ho sempre concepito l’architettura come una risposta. Una risposta ad un desiderio, ad una esigenza o ad una qualsiasi necessità.

    Venerdi è stato presentato il nuovo progetto per la messa in sicurezza del muretto di Piazza Grande. I progettisti Paolo Ghirelli, Federico Ragni, Massimo Mariani e Francesco Pes hanno svolto un eccellente lavoro e l’intervento previsto appare oggi come la migliore soluzione possibile . E’ funzionale, poco visibile e reversibile. In questo caso l’importanza della funzione è poi talmente prevalente che a mio avviso la forma ha una valenza relativa. L’adozione di rete in aramide e la scansione di mensole disposte ad 8 metri di interasse garantisce poi l’ assoluto rispetto delle valenze monumentali. Capisco comunque sempre meno le posizioni di chi ultimamente reputa ogni nuova aggiunta come una profanazione e mi domando come costoro , così colpiti dalla sola visione di un progetto sulla carta, siano riusciti letteralmente a sopravvivere all’impatto fisico con i mostri di San Pietro e San Benedetto . Resto poi molto colpito dal fatto che anche in una circostanza così delicata qualcuno dopo anni di ritardo senta ancora la necessità di valutare altre ipotesi e si senta ingiustamente superato dagli eventi.
    Attendere ancora l’esame di altre soluzioni mi sembra assurdo, l’equipe di professionisti ha attentamente valutato tutte le opzioni possibili con grande onestà intellettuale e competenza tecnica. Mi auguro quindi che la dottoressa D’Alessandro possa nel minor tempo possibile avviare tutte le procedure amministrative finalizzate alla messa in opera della struttura.

    Avrei voluto esprimere questo parere prevalentemente tecnico alla fine della presentazione (e probabilmente la dottoressa D’Alessandro e l’avvocato Monacelli questo si aspettavano da me), ma l’aspetto emotivo ha avuto la meglio e non sono riuscito a dire nemmeno una delle parole che ora con qualche difficoltà provo a scrivere.

    Io sono un eugubino d’adozione, sono venuto a Gubbio alla fine degli anni ’80 e ricordo perfettamente che pochi mesi dopo il mio arrivo restai sconvolto dalla notizia che all’alba una persona si era gettata nel vuoto dal muretto della piazza. Presi allora un appuntamento con Paolo Barboni, allora sindaco, manifestando l’assoluta necessità di realizzare un’adeguata protezione . Il sindaco si mostro assolutamente d’accordo su tale priorità, ma poco dopo terminò il suo mandato.

    Tutto restò immutato, la piazza con la sua bellezza quasi insostenibile su tre lati, e quel quarto lato inquietante, quel vuoto assoluto che nel giorno dei Ceri contrasta in modo così stridente con la densità della piazza. Quel muretto per me, che oltre tutto soffro di vertigini, rappresentava una nota stonata, quasi un lamento. Quel lamento la notte di Riccardo, amico di mio figlio e figlio di amici, è diventato un urlo. Non potro’ mai dimenticare la domenica mattina quel sole nitido che non scaldava e non illuminava. Un’eclissi. La città colpita al cuore manifestava in un silenzio assordante il proprio dolore. Lo stesso silenzio venerdì , dopo la presentazione del progetto, mi è sembrato la chiusura di un cerchio. Un silenzio di assoluta condivisione di tutta la comunità eugubina che ha vissuto il dramma e attraverso quel progetto cerca ed elabora una via d’uscita dal dolore. L’architettura come risposta al dolore.

    Non è facile accettare e dare un significato alla morte. Mai a quella di un figlio. Oggi però mi piace pensare che per ogni vita che con questa struttura si salverà Riccardo rinascerà e continuerà a vivere in altri cuori.

    Grazie Rita e Grazie Mario

    Marco Petrini

  • Ubaldo Emanuele Scavizzi 2014-02-16 alle 15:02:06

    Presentato dunque il progetto di messa in sicurezza di Piazza Grande.
    Come al solito, a cose fatte. Ancora una volta, pur essendo in questione la parte più importante del Centro Storico, si è proceduto senza condividere con la città le ipotesi di intervento, senza chiedere preventivamente cosa i cittadini ne pensassero, senza interpellare magari un esperto esterno o più di uno, che potesse riportare esperienze e case histories riferite ad altre città, senza valutare insieme ipotesi alternative (Manciani, nel suo commento, accenna ad una, per me niente male). Niente di tutto ciò. Una Commissione ristretta di "dotti, medici e sapienti", come direbbe Bennato, ha pensato, analizzato, deciso. Infine, ha benevolmente messo al corrente la città delle sue decisioni. In un'oretta, con un microfono che non faceva capire nulla, con la proiezione di qualche immagine, senza nessuna simulazione fotografica o rendering che dir si voglia. E dicendo che tutto verrà realizzato prima dei Ceri. Già, perché bisognava aspettare i Ceri per mettere la popolazione di fronte al fatto compiuto. Capite, l'urgenza, i tempi ristretti...non si può riflettere, discutere. I cittadini devono solo prendere atto. Zitti, e mosca!

    • luigino debartoletto 2014-02-16 alle 20:48:09

      Piu' la leggo e piu' mi rendo conto che lei ha uno strano concetto della democrazia, in breve, il popolo in una repubblica democratica demanda alla politica che, attraverso le camere parlamentari, regioni, provincie legifera, infine i comuni amministrano rispettando le leggi dello stato.Per amministrare il mandato gli dura 5 anni ,se fanno bene raccoglieranno i risultati altrimenti dovrebbero andare a casa, (cosa che a Gubbio non è mai avvenuto) non è che devono sentire lo Scavizzi di turno si immagini se tutti fossimo critici e esperti come lei ,non si farebbe mai notte a Cingoli. Poi mi ripeto, ma i dieci anni dell'amministrazione Goracci lei era fuori Gubbio? Si rende conto degli impatti ambientali che quella amministrazione ha prodotto? A chi vuole attribuire le colpe al commissario? Oppure alla giunta Guerrini che nulla ha fatto?

    • Ubaldo Emanuele Scavizzi 2014-02-16 alle 21:29:34

      Ha detto bene, infatti non c 'è a Gubbio un governo democraticamente eletto. C'è un Commissario nominato. E come tale, non può arrogarsi il diritto di fare scelte che modificano in maniera importante il cuore del Centro Storico. E lo Scavizzi di turno è uno dei 32 mila cittadini che hanno diritto di dire la loro. Se lei vuole abdicare a questo diritto, faccia pure. Ma allora, coerentemente, se ne stia zitto e accetti quello che fanno i governi eletti. Anche quelli che non le piacciono, libero poi di non votarli al primo turno elettorale utile.

    • luigino debartoletto 2014-02-16 alle 23:24:12

      Si astenga, stia zitto, si arroga... tipico linguaggio fasciocomunista.

    • Ubaldo Emanuele Scavizzi 2014-02-17 alle 11:43:47

      Senti un po' da che pulpito viene la predica...per fortuna chi legge sa giudicare.

  • carlo manciani 2014-02-16 alle 14:58:35

    Pur condividendo in pieno le motivazioni di sicurezza a supporto dell'intervento in questione, rimango perplesso per le modalità tecniche dello stesso, facendo mie le preoccupazioni dell'amico Gianluca. In alternativa proporrei una bella inferriata in ferro battuto da istallare sul muretto, all'interno della piazza. Tale modalità, tutta da studiare, consentirebbe il mantenimento della vista panoramica, non comporterebbe nessun inquinamento ottico da via Baldassini e, cosa di non poco conto, di risolvere anche il problema dei giovani seduti sul murello il giorno dei Ceri

  • Francesco Zaccagni 2014-02-16 alle 13:45:13

    Sono pienamente d'accordo con Gianluca Sannipoli. Nello specifico mi allineo soprattutto al punto 1) per ciò che attiene il merito del progetto e al punto 5) per ciò che riguarda la forma e le sembianze di numerose proteste ad personam...

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