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Lorenzo Billi

Dal Blog di

Lorenzo Billi

Postato il: 2014-03-07 alle 10:45:26

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'Lasciate ogni speranza, voi ch'intrate'

montecitorio

Attualita

“Questo palazzo è una vasca di squali”. Dovrebbe essere la sede dove discutere, analizzare, e possibilmente risolvere i problemi dei cittadini, invece viene associato al malaffare. Non è un incubo, è la descrizione della politica italiana delineata dal deputato del Movimento 5 Stelle Di Battista, ospite ieri sera in collegamento da Roma a “Servizio Pubblico”, il talk-show di Michele Santoro in onda su La7.

Di Battista era “in esterna”, fuori dal palazzo per partecipare alla trasmissione televisiva tra un lavoro parlamentare e l'altro, ma più che un deputato ha dato l'impressione di essere uno di quei reporter di guerra che, osservato e vissuto per alcuni minuti il campo di battaglia, lo racconta dalla “safe zone”.

Dipinto in quella maniera, da lì, ad un passo dal portone del "palazzo", si ha avuto come la sensazione che al di là di quella soglia esista un mondo parallelo, un “inferno Dantesco” nel quale ogni “girone” politico tenta di ammaliare e “adeguare” al sistema i nuovi arrivati, in modo da perpetuare il ristretto gruppo dominante del “tutto cambia affinché nulla cambi”.

Naturalmente non c'è da paragonare il deputato del Movimento 5 Stelle a Dante, non è questo il punto, ma da “bollettini” come quelli di ieri sera, sembra proprio che anche sul portone del “palazzo” della politica italiana, da qualche parte, campeggi la scritta “lasciate ogni speranza, voi ch'intrate”... Oltre quella soglia, sembra che le “lupe”, le “lonze” e i “lioni” siano più di uno, ma a quanto pare manca "Virgilio", manca la ragione, manca l'etica, manca il buon senso, manca lo spirito di servizio.

E allora, i "comuni mortali", i padri di famiglia, gli imprenditori che continuano a vedere morire il lavoro, le donne, i giovani, dove possono trovare quella fiducia di cui tanti parlano (compresi i politici) per guardare avanti? Come si può sperare nel cambiamento se la macchina amministrativa viene descritta come irrimediabilmente incancrenita da chi l'ha toccata con mano? Rappresentare i cittadini all'interno delle istituzioni significa veramente, oggi, calarsi in una “trincea” e battagliare centimetro dopo centimetro per cercare di abbattere la “bestia”?

Se così fosse, avrebbe ragione chi dice di lasciare questo Paese e cercare "fortuna" altrove. D'altra parte, in un Paese normale, le crisi di governo si affronterebbero in parlamento, e un Paese normale non eleggerebbe mai i suoi rappresentanti con una legge elettorale definita una "porcata" da chi l'ha varata. In un Paese normale non ci vuole un secolo per realizzare una legge che deve prima passare dalla commissione di una Camera, poi dall'Aula, poi dalla commissione dell'altra Camera, quindi dalla seconda Aula. E se cambia anche solo una virgola del testo si ricomincia tutto daccapo.

Un Paese normale non avrebbe per la terza volta consecutiva un presidente del Consiglio non eletto dai cittadini. In un Paese normale, un sindaco di una città rimarrebbe al suo posto, oppure si dimetterebbe dall'incarico se pensasse ad altri approdi politici, e proverebbe a raggiungere l'obiettivo rischiando come dovrebbe essere per tutti, senza paracadute. In un Paese normale a questo punto si scatenerebbe la rivoluzione. Ma siamo in Italia. Qui tutto è possibile.

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  • federico allegrucci (jumbo) 2014-03-07 alle 15:18:34

    Il nostro punto di vista non può essere altro che quello descritto dal cittadino portavoce Alessandro anche perché noi non siamo entrati nelle istituzioni per far parte di quella cerchia gerarchica generata da un accordo Stato-Mafia,da massoni o lobby le quali secondo noi hanno tutto meno che l’interesse di far bene al comune mortale:vedere all’interno persone che per anni (e tuttora)hanno fatto parte di organizzazioni malavitose, pregiudicati con sentenze definitive,neo ministri e segretari che avranno a che fare con la magistratura a breve e capi di governo o di stato costretti ad asservire politiche monetarie degeneranti,non può che portarti ad identificare quel posto in un girone infernale.Oltretutto un paese allo sbando,senza un progetto o una proiezione a non più di qualche mese e un esecutivo intento a tappare alla meno peggio i buchi più grandi quali certezze e quale futuro può offrire?
    La fiducia nelle istituzioni si può riconquistare soltanto riprendendosi il potere decisionale ed escludendo dai loro incarichi tutti coloro i quali in un ventennio sono riusciti,ahimè con il tacito consenso del popolo narcotizzato da politiche consumistiche e forti di un economia dopata,a disgregare quello che era uno dei paesi più forti al mondo.
    La parola d’ordine per tutti è informarsi,verificare,studiare e imparare a riconoscere le dinamiche di un sistema che deve essere assolutamente rigenerato,senza presunzione per carità,ma solo per evitare di ritrovarsi alla fine in mano un pugno di cenere.

    • Arianna Angeli 2014-03-09 alle 23:44:31

      Se pensiamo che in Parlamento ci sono mafiosi (il caso dell'onorevole Cesaro detto "er pulpetta" ex autista di Cutolo denunciato in diretta da Di Battista, il quale per altro sul suo profilo FB riporta ogni settimana il caso di onorevoli indegni di questo nome, documentandone le "gesta", nell'indifferenza totale dei media nazionali) e se pensiamo che a giorni verrà approvata una legge elettorale fatta apposta per permettere a questi mafiosi di continuare a fare politica, lo sconforto è davvero totale. Se poi pensiamo che chi denuncia questo stato di cose viene definito "eversivo", io credo che non ci sia più speranza per questo paese. Almeno c'è qualcuno che sulla stampa ne parla, magra consolazione

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