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Ubaldo Emanuele Scavizzi

Dal Blog di

Ubaldo Emanuele Scavizzi

Postato il: 2014-04-08 alle 09:54:08

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Nessuno deve mettere la museruola a Piazza Grande

Attualita

Riporto la nota congiunta delle Associazioni Italia Nostra e Terra Mater, inviata Al Presidente della Repubblica, Al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Al Prefetto di Perugia, Al Commissario Prefettizio del Comune di Gubbio, Al Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici dell’Umbria ed Alla Stampa, avente ad oggetto: "GUBBIO. NESSUNO OSI METTERE LA MUSERUOLA A PIAZZA GRANDE".

Al solo udire il nome di Gubbio, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini correva con la memoria alla “terrazza” di Piazza Grande, aperta alla visione di un mirabile lembo dell’amata Umbria francescana.

Il popolo di Gubbio - scriveva invece in un memorabile saggio Georges Duby - chiuse i suoi consoli in una meravigliosa fortezza alla quale affiancò, al prezzo d’immensi sforzi, una spianata a terrazza, non destinata al negozio: su questo palco, sotto il cielo dell’Umbria, si svolgevano i riti del civismo. (Le basi di un nuovo umanesimo 1280-1440, Genève, 1966)

Testimonianze tanto autorevoli dovrebbero bastare a rendere intoccabile Piazza Grande; ma, di fronte a certe sconsiderate iniziative, pare opportuno riproporre all’attenzione generale almeno il profilo di Gubbio delineato dallo studioso perugino Ottorino Gurrieri.

“Gubbio non ha monumenti isolati, quartieri caratteristici, piazze tipiche. Rare le città come questa che formino un tutto unico, dalla più modesta costruzione al più grande edificio. Ogni facciata di pietra è collegata e fusa con le altre vicine, senza distacchi, senza interruzioni, e, per vera fortuna, senza invadenze e deturpazioni. Da quella piazza a valle, dove si levano la chiesa di San Francesco e la loggia dei Tiratoi, alla vetta dell’Ingino, dove il santuario di Ubaldo vescovo cerca di esprimersi dal fondo roccioso, la natura, la storia e l’arte hanno creato una unica meravigliosa entità, la civitas: la città che è una cosa sola con le sue case, il suo popolo, il culto del Santo e l’orgoglio municipale. Le piazze municipali d’Italia sono molte, ed ognuna ostenta quanto l’arte dei padri, che fu espressione di libertà e di fierezza, vi ha lasciato: questa di Gubbio ha, oltre la bellezza delle architetture, quella di una positura eccezionale, con un lato aperto verso l’orizzonte, parete di cielo e di nembi. La platea è pensile.

Sotto il selciato che si calpesta fu risolto un problema d’ingegneria medievale quanto mai ardito e fascinoso. Nell’alto medioevo, la rustica comunità eugubina risorgente dopo le tenebre dell’era barbarica, s’era annidata più a monte. Quando la città salì a potenza, quel mondo, invero, parve inadeguato a rappresentarla e furono desiderate cose più grandi, anche se per esse fu necessario modificare lo stesso aspetto della natura. Prima degli architetti, fu il popolo a concepire le strutture edilizie e i fondamenti morali e sociali della sua repubblica. Ai secondi non toccò che tradurre materialmente cotale anelito di grandezza”. (Gubbio, un nido di aquile da Umbria, tuttitalia, Firenze, 1964)

A questa altissima temperie culturale risulta del tutto estranea la recentissima deliberazione del Commissario Straordinario del Comune di Gubbio, che - con motivazioni inconsistenti, espresse in termini surreali, e con ingiustificati toni allarmistici - autorizza la collocazione di una rete sul lato di Piazza Grande a strapiombo su via Baldassini.

“Considerato che il muretto di Piazza Grande viene utilizzato frequentemente come panchina anziché come parapetto e che tale uso improprio spesso è da attribuire all’ineludibile altezza del parapetto medesimo, che non consente di valutare il grande dislivello con la sottostante Via Baldassini ( circa 20 metri), determinando un oggettivo pericolo per la pubblica incolumità;

Dato atto quindi che l’uso improprio del muretto come panchina determina che la spalliera è di fatto costituita da un baratro di circa 20 metri;

Considerato inoltre che pervengono segnalazioni di caduta di oggetti dallo stesso muretto verso la sottostante Via Baldassini e, considerata la notevole altezza la caduta anche di oggetti, costituisce rischio per la pubblica incolumità;

Dato atto che Piazza Grande è molto frequentata in ogni periodo dell’anno, essendo una delle principali attrattive della città, sia da cittadini che da turisti italiani e stranieri e che non è possibile assicurare una sorveglianza adeguata alla pericolosità che l’uso improprio del muretto comporta;

Considerato che è necessario ed urgente, ai fini della salvaguardia della pubblica incolumità, limitare un rischio che qualora non arginato comporterebbe come esito la perdita stessa della vita;

Gli estensori del documento sembrano ignorare che il muretto di Piazza Grande risponde in pieno alle vigenti norme di sicurezza e che esistono - diversamente dalla rete - strumenti di dissuasione non deturpanti.

La piazza eugubina non è un mastino feroce da imbavagliare, ma una delle più alte espressioni della civiltà comunale italiana, meritevole del massimo rispetto.

Qualora i contestati lavori dovessero essere avviati - come annunciato nella diffida dello scorso 3 aprile - Italia Nostra e Terra Mater procederanno contro tutti coloro che verranno riconosciuti responsabili dei danni ravvisabili nella attuazione della cosiddetta “messa in sicurezza” di Piazza Grande.

Franco Raffi, Segretario Generale della Associazione Terra Mater, Vice Presidente della Associazione Italia Nostra Onlus Gubbio

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  • Tony Belly 2014-09-25 alle 05:10:25

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  • Marco Fanucci 2014-04-14 alle 07:08:30

    Che poi non si tratta di far diventare il tema del muretto un tema da campagna elettorale, ma semplicemente di chiedere al Commissario una sospensione dell'iter, per affidare la decisione finale nell'ambito del nuovo assetto istituzionale legittimato dal voto popolare.
    Non pretendo mica che i candidati a sindaco si trasformino in barricaderi e rivoluzionari all'assalto del palazzo!

  • Alessandro Passeri 2014-04-13 alle 14:47:07

    Ieri sera guardavo su TRG una puntata della trasmissione condotta da Giorgio Gini datata 1992 e "ambientata" nella Gola del Bottaccione.
    Neanche a farlo apposta mentre lo storico eugubino raccontava dell'importanza dell'invaso del Bottaccione e dell'acquedotto medievale rievocò un momento in cui (anni '60) per difendere l'area di interesse archeologico dall'opera invasiva-distruttiva dell'Anas si costituì un comitato di cittadini tra i quali lo stesso Gini, Mario Rosati (che inscenò un occupazione della zona) e Mario Tognaccini. Purtroppo i componenti del comitato fallirono nell'intento di salvaguardare l'area storica sebbene con 2 anni di ritardo ( nel '67) la giustizia dette loro ragione condannando l'ente delle strade. Corsi e ricorsi storici.
    Ma quello che ancor più mi preme menzionare è l'importante digressione che Giorgio Gini fa nel corso del suo racconto, citando e mostrando un articolo a firma di Andrè Frossard giornalista e saggista di fama internazionale e fra i più grandi di sempre in Francia.
    Ebbene in questo articolo Frossard parla del coraggio degli italiani. Ne esalta la grandezza, l'ingegno, la fantasia e a sostegno del suo ragionamento cosa fa? Riporta l'esempio di due strepitose città: Gubbio città sospesa nel vuoto e Venezia città sospesa nell'acqua. Avete idea di quanto sia significativo questo? Non Roma, non Firenze non Pisa ma Gubbio accanto a Venezia.
    E noi, eugubini, cosa facciamo di Gubbio?
    La condanniamo per questa sua natura tanto ardita e spettacolare che intellettuali di fama mondiale (prima di Frossard penso ad Hermann Hesse) affascinati e attoniti descrissero nelle memorie dei loro viaggi.
    Invece di puntare, come Assisi e Urbino, ad ottenere il riconoscimento UNESCO per il centro storico (ad oggi lungi dall'essere il meglio conservato) e dopo averla deturpata per decenni con insensati e irriguardosi interventi di urbanizzazione ora insistiamo per farne una specie di "Città della Domenica versione Horror".
    "Venghino signori... possano ammirare qui in piazza 40 martiri un gigantesco acquario sospeso tra cielo e terra. Subito dietro, lassù in alto, la rete da pesca più grande del mondo. Alla vostra destra il mostro di cemento.....".
    Pensiamoci bene e soprattutto pensiamoci insieme!!!
    Certi progetti dovrebbero essere meglio elaborati condividendo le proprie idee con quelle di altri, cercando il più ampio consenso possibile.
    Ha ragione Gianluca Sannipoli quando dice che tanti eugubini non amano Gubbio. O comunque non l'amano nel modo giusto. Alcuni perchè se ne fregano, altri (passatemi il termine) per ignoranza. Altri ancora perchè spaventati dalle sue architetture che con tanto ardimento gli eugubini di un tempo sostituirono alla natura.
    Io non discuto la buona fede e il buon cuore di chi oggi propone la rete in Piazza Grande, nè l'interesse sociale dell'iniziativa ma la sua utilità e il danno che comporta. E vorrei rivolgere a loro un appello e invitarli a riflettere perchè accettino di confrontarsi con chi ha idee di sicurezza meno deturpanti e ugualmente, se non più, efficaci......bisogna anche saper cadere nella rete!
    Non si assecondi lo spavento perchè poi potremmo trovarci ad inseguire qualsiasi cosa. A Perugia dopo la Rocca Paolina bisognerebbe "retificare" la terrazza del mercato coperto che ha uno strapiombo ancora superiore vero Soprintendente Di Bene? E pure la Rupe e il Pozzo di S.Patrizio ad Orvieto e così di seguito....
    E A Gubbio? Dopo Piazza Grande che pure a norma di legge è già sicura (come le tante strade dove avvengono incidenti mortali), dovremmo allora preoccuparci dei Giardini Pensili, della Diga del Bottaccione, delle loggette alte del Palazzo dei Consoli e chiuderle insieme ai merli. Ma cosa resterebbe della Gubbio medievale? Addio turismo, addio UNESCO, addio nostra storia e identità.
    Concludo parafrasando uno spot ...."Gubbio conoscerla meglio per amarla di più".

    • Molto Perplesso 2014-04-13 alle 18:44:43

      Non sono un grande appassionato di blog ma se ci fossero più commenti di questo tipo probabilmente lo diventerei. Grazie molte per il suo intervento, arguto ed equilibrato.
      p.s.: se il compianto Avvocato Gini sapesse quello che stiamo per combinare alla nostra splendida Piazza! Non oso pensarci....

    • Alessandro Passeri 2014-04-13 alle 20:02:54

      La ringrazio per il gentile commento speriamo che sempre più voci si uniscano a difesa della Piazza.
      Ma allo stesso tempo vorrei tanto che i promotori del progetto tra cui i componenti dell'associazione "Insieme" (che definire meritoria è dire poco) rivedessero le loro idee o quantomeno dimostrassero disponibilità ad un sereno confronto e non vedessero me e chi contrasta il progetto come nemici.
      Quando prima ho detto "nella rete bisogna saper cadere" non volevo certo fare una battuta ma riflettere sul fatto che un atterraggio scomposto su di una rete può comportare lesioni anche gravi. Penso per esempio alle reti elastiche nei parco giochi che in alcuni casi hanno causato addirittura la perdita di falangi o gravi lesioni vertebrali.
      Anche per questa ragione mi chiedo: è la soluzione ottimale?

    • rita aiosa 2014-04-14 alle 13:26:18

      Perché non si presenta Sig. Molto Perplesso....... E' spiacevole fare parlare una persona che purtroppo non c'è più.......... e che non può rispondere. (facile e deplorevole)

  • Marco Fanucci 2014-04-11 alle 20:51:27

    Politici, a questo punto la parola spetta a voi.
    Com'è possibile che si realizzi una cosa simile senza ricorrere ad esempio alla convocazione di un consiglio comunale aperto, senza tenere conto di illustri pareri come quello del prof. Micalizzi o del dott. Sgarbi?
    Non pensate ai danni che una soluzione di questo tipo può portare all'economia del turismo?
    Parlate di inserimento nella lista dei beni materiali dell'Unesco, ma non vi rendete conto che con la rete il complesso monumentale diventa meno bello senza oltretutto guadagnare in effettiva sicurezza?
    La delibera è tutta incentrata sul rischio della seduta. Trovatemi un precedente di morte accidentale per seduta sul muretto.
    Fate sentire la vostra voce presso il Commissario. Una richiesta di moratoria costituirebbe la manifestazione forte e chiara della sovranità popolare, della volontà di autodeterminazione dello spirito eugubino.

  • Marco Fanucci 2014-04-11 alle 20:36:24

    Un paio di prescrizioni della Soprintendenza presenti nella famigerata delibera:
    • “mantenere la larghezza massima degli elementi di sostegno, visto l’intervallo tra gli stessi, entro i 4 cm;”
    • “la coloritura dovrà essere valutata da funzionari della Soprintendenza prima del montaggio delle strutture, previa campionatura;”
    • “si raccomanda l’utilizzo di rete a maglia larga di passo massimo pari a 10 cm, morbida, non rigida, in modo tale da lasciare la massima trasparenza e la minima visibilità alla rete stessa; la rete dovrà essere valutata da funzionari della Soprintendenza prima del montaggio delle strutture, previa campionatura;”
    Prescrizioni sensate.
    Gli elementi di sostegno – i rostri in poche parole – non devono superare la larghezza di cm 4. Non v’è dubbio che con bracci così stretti l’impatto sarà relativamente contenuto. Qual è la sezione di questi rostri? Larghi 4 e alti? Sono piatti oppure hanno un profilo quadrato o rettangolare? E soprattutto quanti sono? Ovvero quant’è l’interasse?
    Sul colore dello scempio mi sono già espresso. Non vorrei essere nei panni del funzionario che prende la decisione di sporcare cromaticamente la facciata. L’uso del bianco, ad esempio, potrebbe garantire una bassa visibilità? Oppure si rischia effetto porta di calcio o rete di tennis o stenditoio per panni? Non saprei: il funzionario della Soprintendenza ha una grande responsabilità, molto superiore rispetto allo stipendio che percepisce – entrerà nei libri di storia locale.
    La rete a maglia larga. Buona idea, però 10 cm non garantiscono la tenuta di tutti gli oggetti che secondo gli estensori della delibera piovono dall’alto. Ovviamente più la maglia è larga e meno è visibile, però fatico ad associare il concetto di morbidezza a quello di trasparenza e visibilità: una rete da tennis poco tirata è meno visibile di una in massima trazione? Inoltre, di che materiale è fatta?
    Nella delibera non si fa menzione dei materiali, sia per quanto riguarda i bracci che per quanto riguarda la rete. Si era parlato di kevlar, è ancora così? E poi: sono previsti i tiranti?
    Mantovana vuol dire tutto e vuol dire niente.
    Insomma stando all’atto ogni passaggio è molto sfumato, come il ricordo di un sogno (incubo per quanto mi riguarda).
    Non si sa cosa verrà fuori. Una bell’uovo di Pasqua, gentilmente donato dalla Commissaria.
    In effetti le valutazioni in situ dei funzionari della Soprintendenza tradiscono la nebulosità e l’approssimazione con cui è stato affrontato il tema; nondimeno risulteranno decisive per l’esecuzione del prodotto finale. Quindi l’opera è stata poco pensata in fase progettuale, ma d’altro canto cosa ci si può aspettare da un tema così dirimente? Una volgare mantovana da spiaggia, naturalmente. Voglio dire: la rete te la può progettare anche Le Corbusier, ma sempre rete rimane!
    E questa roba è destinata a finire nei libri di storia locale (e forse non solo locale).
    Poi c’è il tema del finanziamento che andrebbe chiarito una volta per tutte – ne ho già parlato in uno dei commenti precedenti.
    Insomma la rete è poco trasparente, ma l’atto ancora di meno.

  • Gianluca Sannipoli 2014-04-11 alle 14:38:29

    Ovviamente era velo pietoso.

  • Gianluca Sannipoli 2014-04-11 alle 14:27:15

    Resta ancora un mistero chi paga lo scempio. Ah no. Lo pagano gli eugubini! Compresi quelli (tanti) a cui farebbe venire il voltastomaco. Mentre nei vicoli non si è riusciti in 30 anni a riparare ai disastri della metanizzazione. Per la rete dimenticavo di ringraziare Guerrini, la sua giunta e tutto il precedente consiglio comunale sui quali è d'obbligo il velocità pietoso.

  • rita aiosa 2014-04-11 alle 13:57:11

    Infatti S. Fanucci non la leggerò più sul web ma spero di incontrarla di persona.......

    • Marco Fanucci 2014-04-11 alle 13:59:20

      Io no.

    • rita aiosa 2014-04-11 alle 18:12:21

      A lo credo!!!!!!

  • Btg San Marco 2014-04-11 alle 12:25:29

    La museruola andrebbe messa a tanti sindaci e consiglieri passati e forse futuri, le reti di protezione dovevano essere messe da tempo, chi se ne frega dell'impatto estetico, una vita umana vale piu' che un monumento.

    • Marco Fanucci 2014-04-11 alle 12:33:02

      No, no, non ci siamo mr . fake. Se lei mi avesse seguito si sarebbe reso conto che non c'è alcuna relazione tra le vite umane e la rete.

    • rita aiosa 2014-04-11 alle 13:35:12

      Ma chi riesce più a seguirla Sig. Fanucci..... abbiamo iniziato con la messa in sicurezza per poi parlare " di fragole, cibi grassi, cardiologo, sigarette e quant' altro.........

    • Marco Fanucci 2014-04-11 alle 13:39:46

      Libero arbitrio, signora, poste le condizioni di sicurezza iniziali, che a Piazza Grande esistono, il resto è governato dal libero arbitrio. Legga con attenzione ciò che scrivo, se le interessa, altrimenti può fare a meno di cercarmi nel web.

    • rita aiosa 2014-04-11 alle 14:12:43

      Grazie!!!!

    • rita aiosa 2014-04-11 alle 14:14:12

      Grazie!!!! Condivido.........

    • luigino debartoletto 2014-04-11 alle 20:32:20

      La museruola e la camicia di forza... anche a qualcun altro

  • paolo paolo 2014-04-11 alle 10:52:12

    Vorrei porre l'attenzione anche al problema della condizione delle strade nella nostra città.
    Sta arrivando l'estate e considerato i motorini che gireranno, prego Dio ogni giorno per l'incolumità dei nostri ragazzi.

    • rita aiosa 2014-04-11 alle 11:26:09

      Grazie sig. Paolo paolo di avere citato uno dei problemi importante di questa nostra città. Non solo i motorini ma persone anziane che non sanno più dove mettere i piedi.

  • Marco Fanucci 2014-04-11 alle 10:29:38

    E ringrazio pubblicamente la redazione che permette di esprimere le proprie opinioni – pur tra qualche comprensibile incomprensione. (Che bel gioco di parole!)
    Questo sito è l’unico luogo pubblico della città in cui è possibile confrontarsi liberamente. Fa da contraltare alla stallo cronico in cui versa il sistema mediatico locale. Ingessato e mummificato. Mero ricettacolo di comunicati stampa.

    • rita aiosa 2014-04-11 alle 11:28:29

      A me piacerebbe di più un confronto faccia a faccia!

  • Marco Fanucci 2014-04-11 alle 09:42:22

    Esprimo delle opinioni – in vacanza della politica faccio io politica. Ma non per questo devo essere insultato. Nei paesi civili si contrastano le idee, non le persone che le esprimono.

  • Marco Fanucci 2014-04-11 alle 09:21:18

    Ripeto: lei non ha il diritto di insultarmi.

  • rita aiosa 2014-04-11 alle 09:18:41

    Cercherò di dirlo con tanta educazione Sig. Fanucci! Ma può andare in quel "PAESE" (o in un altro paese!!!!)

    • Josè Mourinho 2014-04-11 alle 10:27:14

      Concordo pienamente con Lei. Potrebbe diventare patrimonio immateriale dell'Unesco per la sua produttività.

  • Marco Fanucci 2014-04-11 alle 09:08:44

    Politici, a questo punto la parola spetta a voi.
    Com'è possibile che si realizzi una cosa simile senza ricorrere ad esempio alla convocazione di un consiglio comunale aperto, senza tenere conto di illustri pareri come quello del prof. Micalizzi o del dott. Sgarbi?
    Non pensate ai danni che una soluzione di questo tipo può portare all'economia del turismo?
    Parlate di inserimento nella lista dei beni materiali dell'Unesco, ma non vi rendete conto che con la rete il complesso monumentale diventa meno bello senza oltretutto guadagnare in effettiva sicurezza?
    La delibera è tutta incentrata sul rischio della seduta. Trovatemi un precedente di morte accidentale per seduta sul muretto.
    Fate sentire la vostra voce presso il Commissario. Una richiesta di moratoria costituirebbe la manifestazione forte e chiara della sovranità popolare, della volontà di autodeterminazione dello spirito eugubino.

  • Josè Mourinho 2014-04-11 alle 01:48:36

    Ottimi interventimenti messer Fanucci....Lei e' pagato a interventi o a ore?
    Cosi'....per regolarci, dato che La vedo sempre attento....o no?

    • Marco Fanucci 2014-04-11 alle 07:08:11

      Nottambulo sig Z! Ascolti sig Z, qui se c'è qualcuno a essere pagato questo è lei.

    • Josè Mourinho 2014-04-11 alle 10:24:14

      Comincia a starmi simpatico....perché spara parecchio a salve....ha in mente quei cacciatori bardati di tutto punto con cane e fischietto di richiamo, ma che non ne chiappano una??
      Veramente simpaticissimo.

    • Marco Fanucci 2014-04-11 alle 10:31:27

      Sig. Z a chi lo dice, lei è il mio fake preferito. Anche se la segretezza della sua identità è un segreto di Pulcinella. Lei è frivolo e leggero. Brillante come un seduttore d'altri tempi. Pasteggia quotidianamente a champagne?

    • Marco Fanucci 2014-04-11 alle 10:33:29

      Sul fatto che io spari a salve, ha ragione, sig. Z. Io non conto niente.

    • Josè Mourinho 2014-04-11 alle 10:41:30

      No, preferisco questi cocktail cubani che mi sto sorseggiando ormai al calar della sera. Non sono a Gubbio, ecco perché mi ha chiamato nottambulo, Pero seguo abbastanza quel che succede.
      Saluti e non si scaldi troppo altrimenti quando viene quaggiù tribola.

    • Marco Fanucci 2014-04-11 alle 10:55:35

      Che bello che è sig Z!

  • Marco Fanucci 2014-04-10 alle 20:40:11

    Sarebbe il minimo signori candidati a sindaco.

  • Marco Fanucci 2014-04-10 alle 20:38:59

    La richiesta di una moratoria.

  • Marco Fanucci 2014-04-10 alle 20:19:23

    Politici, presto che è tardi!

  • Marco Fanucci 2014-04-10 alle 20:15:20

    Tempo 15 giorni e stendo i panni a Piazza Grande...

  • Marco Fanucci 2014-04-10 alle 20:10:23

    Elemento di riflessione per le forze politiche.
    Guardate che una volta messa, la rete non si toglie più.

  • Marco Fanucci 2014-04-10 alle 11:29:48

    E poi c’è questa cosa della copertura finanziaria che non torna.
    Nella delibera 52 del 05-03-2013 di approvazione del progetto preliminare si parlava di finanziamento tramite sponsorizzazione. Quindi privati.
    Ma nella delibera 20 del 28-02-2014 – Approvazione dello schema triennale delle OO. PP. 2014-2015-2016 ed elenco annuale 2014 dei lavori pubblici – alla voce “Piazza Grande” Protezione non si fa riferimento all’apporto di capitale privato.
    Nondimeno nella delibera 41 del 25-03-2014 di approvazione del progetto definitivo-esecutivo viene precisato che l’opera risulta finanziata con i fondi del Bilancio Comunale – esercizio finanziario 2013.
    Non si capisce quindi la natura del finanziamento, anche perché se le risorse provenissero dai privati sarebbe necessaria la formulazione di un bando di sponsorizzazione o quanto meno la stesura di un qualche strumento consentito dal Codice dei Contratti e/o da altri provvedimenti legislativi che permetta di usufruire del capitale privato.
    La decisione di allocare le risorse pubbliche secondo finalità che si ritengono opportune fa ovviamente parte delle prerogative di un’amministrazione; quindi è del tutto legittimo che il Comune decida di investire 70.000 e fischi euro nella rete e altri 30.000 circa per il cancello di chiusura della loggia inferiore del Palazzo dei Consoli (intervento stralciato dalla delibera 41), tuttavia sarebbe auspicabile una maggiore chiarezza nell’estensione degli strumenti deliberativi –oltreché comunicativi.

  • Marco Fanucci 2014-04-10 alle 09:23:07

    Per quale motivo la Soprintendenza dei Beni Artistici ed Etnoantropologici non ha rilasciato un parere? Mah! Se tocchi una lampadina del teatro comunale devi chiedere il permesso a loro, se sfasci la facciata del complesso monumentale in via Baldassini, niente. Tutto a posto.

  • Marco Fanucci 2014-04-09 alle 16:10:42

    “Eliminare le piastre di ancoraggio al paramento murario”. Giusto perché le piastre si vedono e l’effetto sarebbe grottesco.
    Però.
    Come stanno su questi sostegni? Come reggono l’accrocco?
    Azzardo una risposta: perforazioni più profonde su un apparato murario di valore incommensurabile.

  • Marco Fanucci 2014-04-09 alle 12:34:19

    Il problema della seduta.
    Innanzitutto cartelli che vietino l’uso improprio – ho visto che la cosa è già stata fatta. Poi non sarebbe male monitorare l’area con un sistema di telecamere e applicare delle sanzioni pecuniarie molto salate ai trasgressori che salgono sul muretto.
    Di più non ha senso fare.

  • Marco Fanucci 2014-04-09 alle 07:13:07

    “La coloritura dovrà essere valutata da funzionari della Soprintendenza prima del montaggio delle strutture, previa campionatura.”
    Suggerirei un grigio tortora, va di moda e fa pendant con il guano dei piccioni. Molto cool!

  • Marco Fanucci 2014-04-09 alle 07:11:08

    L'opera costa € 71.200,00. Somma meglio specificata nel quadro economico allegato al progetto. Peccato che alla delibera non sia allegato né il progetto, né il quadro economico, né il computo metrico.
    L'opera risulta finanziata con i fondi del Bilancio Comunale – esercizio finanziario 2013.
    Le risorse provengono da privati o sono soldi pubblici? Mi sembra doveroso sapere come lo scempio verrà finanziato.

  • Marco Fanucci 2014-04-09 alle 07:09:26

    Un punto della delibera è pure ironico – mi auguro involontariamente.
    Sentite: "Dato atto quindi che l'uso improprio del muretto come panchina determina che la spalliera è di fatto costituita da un baratro di circa 20 metri."
    Meraviglioso: Arto Paasilinna non avrebbe saputo scriverlo meglio.
    Se non lo conoscete andate a vedere chi è Arto Paasilinna, e magari comprate qualche suo libro.

  • Gianluca Sannipoli 2014-04-08 alle 23:57:56

    Si continua a confondere il dolore privato con questioni che nulla hanno a che fare con il privato. L'uomo (inteso come genere umano) si differenzia dalle bestie per varie cose. Una di queste (secondo molti la più importante) è il libero arbitrio, ovvero il concetto filosofico e teologico secondo il quale ogni persona è libera di decidere e quindi compiere le proprie scelte. Ciò si contrappone alle varie concezioni deterministiche secondo le quali la realtà è in qualche modo predeterminata (destino), per cui gli individui non possono compiere scelte perché ogni loro azione è già scritta prima della loro nascita (predestinazione o fatalismo).
    Il concetto di libero arbitrio ha implicazioni in campo religioso, etico e scientifico. In campo religioso implica che la divinità, per quanto onnipotente, scelga di non utilizzare il proprio potere per condizionare le scelte degli individui.
    Nell'etica questo concetto è alla base della responsabilità di un individuo per le sue azioni. In ambito scientifico l'idea di libero arbitrio determina un'indipendenza del pensiero inteso come attività della mente.
    I palazzi pubblici di Gubbio e la piazza che li unisce, così come tutte le altre grandi opere dell'uomo, non c'entrano niente con le decisioni e le scelte che liberamente gli individui fanno. Sono la massima espressione dell'intelligenza e della creatività, ma restano pur sempre degli oggetti (di per sé non responsabili delle azioni dell'uomo). Il muro di piazza Grande non è responsabile di un bel niente. Si chiede soltanto di poter ridiscutere tutto e prendere in considerazione altre strade non deturpanti, invece di seguire una delibera ridicola e piena zeppa di sciocchezze.

    • rita aiosa 2014-04-10 alle 16:43:22

      Quando succedono queste tragedie Sig. Sannipoli il dolore è di tutti.... Di tutte le persone che hanno un cuore........ Nessuno purtroppo ne è al riparo. Le vostre sciocchezze? parliamo di fragole di bestie ecc. ecc......... Mi scusi l'espressione a me fanno venire il "vomito".

  • rita aiosa 2014-04-08 alle 19:59:24

    Sig. La prego di scusarmi se ho frainteso il suo scritto...... Ultimamente ne ho lette talmente tante.........
    La ringrazio per la sensibilità.

  • massimo rama 2014-04-08 alle 19:12:28

    Signora Rita forse mi sono espresso male ma volevo dire che se c'è una milionesima possibilità di salvare una vita umana bisogna metterla in atto senza indugio e senza pensare ad altro. Nulla vale più di una vita giovane o vecchia che sia.

  • Marco Fanucci 2014-04-08 alle 18:53:23

    “Considerato che il muretto di Piazza Grande viene utilizzato frequentemente come panchina anziché come parapetto e che tale uso improprio spesso è da attribuire all’ineludibile altezza del parapetto medesimo, che non consente di valutare il grande dislivello con la sottostante Via Baldassini ( circa 20 metri), determinando un oggettivo pericolo per la pubblica incolumità.”
    Va be’ allora mettiamola così.
    Uno dei motivi che spinge gli amministratori a intervenire con sistemi de protezioni è rappresentato dal senso di vertigine indotto camminando nelle vicinanze di uno strapiombo. Quello che succede per esempio a Perugia scendendo dall’acropoli. Lì il muretto è dai 70 ai 90 cm e ogni volta che ci passo è come se un’attrazione generata dalla paura mi portasse lontano dal parapetto. E infatti c’è la rete – in realtà non in tutti i punti.
    Da noi siamo dai 110 ai 140 cm. misure nella norma che tutelano ampiamente la sicurezza dei cittadini e dei turisti; non a caso nella delibera si ammette paradossalmente che il muretto è addirittura troppo alto.
    Il fatto strabiliante è che si parla di ineludibile (e per fortuna!) altezza del parapetto che non consente di valutare lo strapiombo.
    Geniale e lisergico.
    Ma i tetti di via Baldassini che sono bassi e lontani rispetto al piano di calpestio della piazza – ovvero rispetto al punto di vista dell’osservatore – non sono sufficienti a valutare il baratro?
    Non riesco a capire come si sia potuta scrivere una cosa del genere.
    Disonestà intellettuale?

  • Marco Fanucci 2014-04-08 alle 16:11:11

    Gulp!

  • Gianluca Sannipoli 2014-04-08 alle 15:36:50

    Ho la vaga impressione (una specie di sesto senso) che alcuni dei firmatari anonimi che spesso commentano su questo blog (allenatori da triplete e altro) non siano altro che ex consiglieri comunali sotto (tentate) mentite spoglie e che ovviamente sono ormai più che impresentabili con i nomi ereditati alla nascita. Diciamo che non fanno più ridere da tempo e allora si divertono così.

  • Josè Mourinho 2014-04-08 alle 15:01:45

    Presidente, quando ripartiamo per il Brasile?

  • Peppe de Corgnolino 2014-04-08 alle 14:36:51

    La vita umana non ha prezzo, poi cerchiamo la migliore soluzione.

  • luigino debartoletto 2014-04-08 alle 12:54:13

    Concordo, la museruola va messa a qualcun altro...

    • Marco Fanucci 2014-04-08 alle 14:08:39

      Sigh!

  • massimo rama 2014-04-08 alle 12:46:08

    La chiameremo piazza dei suicidi con il massimo rispetto per quelle sfortunate persone e loro familiari.

    • rita aiosa 2014-04-08 alle 17:13:19

      Sig. Rama lei non può scrivere queste cose e parlare di rispetto...... Del suo rispetto ne facciamo a meno...
      La mamma di un ragazzo che ama la vita......

    • rita aiosa 2014-04-08 alle 19:00:56

      Visto la mancanza di sensibilità con la quale sono stati scritti alcuni commenti mi sembra adatta questa citazione di Luigi Pirandello:
      "Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere....mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate, vivi gli anni che ho vissuto io e cadi la dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io.
      Ognuno ha la propria storia, e solo allora mi potrai giudicare."
      (Non l ho scritta in questo blog per la messa in sicurezza ma per combattere la cattiveria).

  • Marco Fanucci 2014-04-08 alle 11:14:01

    “Dato atto che Piazza Grande è molto frequentata in ogni periodo dell’anno, essendo una delle principali attrattive della città, sia da cittadini che da turisti italiani e stranieri e che non è possibile assicurare una sorveglianza adeguata alla pericolosità che l’uso improprio del muretto comporta;
    Considerato che è necessario ed urgente, ai fini della salvaguardia della pubblica incolumità, limitare un rischio che qualora non arginato comporterebbe come esito la perdita stessa della vita;”
    C’è bisogno di una chiosa: Piazza Grande è la principale attrattiva della città, ma di gran lunga, non una delle principali attrattive. Gubbio senza Piazza Grande è come un corpo inanimato, non ha dimensione ontologica.
    Ma volevo entrare nella visione della politica della nostra straordinaria commissaria. Un potere occhiuto che sorveglia ininterrottamente le vite dei cittadini e si preoccupa delle loro azioni, delle loro scelte. Li accudisce come teneri bambini, li blandisce salvo poi punirli quando commettono una marachella.
    La vita è pericolosa, molte azioni che si compiono quotidianamente possono essere pericolose. Se sono allergico alle fragole non le posso mangiare, se lo faccio rischio di morire; ma non per questo deve esistere un meccanismo coartante che impedisce la vendita delle fragole a tutti i cittadini. Le autorità sanitarie competenti hanno il dovere di informarmi che se mangio fragole muoio, nessuno però mi può impedire di andare da un fruttivendolo e di ingozzarmi di fragole.
    Se per tutta la vita ingurgito cibi grassi e ipercalorici e fumo venti sigarette al giorno probabilmente vedrò diminuita la mia aspettativa di vita. Il cardiologo mi ha avvisato, mi ha indicato la via terapeutica, mi ha fornito tutte le prescrizioni che discendono dalla buona pratica clinica, ma io non gli ho dato retta e mi è scoppiato il cuore. Non per questo deve sentirsi in colpa, ha cercato di curarmi con tutti i crismi dell’ortodossia medica, ma io sono stato un cattivo paziente. Me ne sono fregato dei suoi avvertimenti.
    Il provvedimento della straordinaria commissaria è figlio di una cultura ottocentesca paradossalmente affine alle culture totalitarie di stampo marxista. Un ordine superiore che vigila anche quando non dovrebbe, si fa carico dei nostri limiti e finisce per limitare la nostra sovranità. La bellezza della piazza è un valore ereditato dal passato e noi come cittadini abbiamo il dovere di custodirla e non di affidarla a mani inesperte, improprie e incerte. Se in quasi duecento anni – prima c’era un porticato al posto del muretto – a nessuno è venuto in mente di perpetrare lo scempio, perché dovremmo essere noi a renderci autori di un gesto tanto inutile quanto dannoso?
    Il muretto è sicuro nella misura in cui sono sicure le fragole, nella misura in cui sono sicure le strade sulle quali circolano quantità mostruose di automobili, nella misura in cui è sicuro ciò che si mangia, nella misura in cui sono sicuri i farmaci approvati dall’Aifa che assumiamo per curare le nostre malattie.
    È immorale come essere viventi e coscienti sottrarci alle nostre responsabilità per affidarci a strumenti coercitivi fallibili e dannosi.

  • Marco Fanucci 2014-04-08 alle 11:07:25

    È curioso il tentativo degli attori politici di veicolare i temi della campagna elettorale. A sentir loro esistono degli argomenti che possono essere oggetto di dibattito e discussione mentre altri no. È del tutto evidente che questo atteggiamento generalizzato nasce dalla difficoltà di affrontare certe tematiche scomode.
    Ovviamente mi riferisco alla scelta da parte della pubblica amministrazione di intervenire tanto pesantemente nel cuore della storia di Gubbio.
    Se si fa la cronologia del provvedimento di installazione della rete, non si può non notare una chiara complicità del potere politico a questa iniziativa. Anzi il potere politico la favorì, ne fu il promotore approvando il progetto preliminare nel marzo del 2013 (giunta Guerrini). Però si sa, molti progetti preliminari finiscono su un binario morto. I faldoni e i computer degli uffici comunali sono pieni di progetti abortiti. I politici sono molto abili nel paludare le cose da voler far finta di fare. Maestri nel prendere tempo per evitare di scontentare. Procrastinatori di professione. Forse gli amministratori di allora confidavano nella palude e nelle nebbie per disinnescare e depotenziare una iniziativa tanto maldestra e inopportuna?
    Poi è arrivato il commissario. Esperienza politica, zero. E assoluta ignoranza dei meccanismi locali che generano l’equilibrio sociale. Con il piglio decisionista di una “Thatcher de noantri”. E da lì, la questione delle Logge e quella del muretto.
    Ecco, oggi che l’iter di approvazione del progetto è terminato nella sua parte strettamente amministrativa – per quella esecutiva c’è l’aspetto delle modalità di applicazione del Codice dei Contratti – io credo che la politica abbia il dovere di posizionarsi in maniera univoca e chiara di fronte alla opportunità o meno di un intervento che tra poche settimane (forse prima dei Ceri?) verrà realizzato.
    In assenza di una risposta a questa ulteriore sollecitazione proverò io a tracciare un quadro generale.
    • Il partito democratico. Nelle sue due articolazioni, acerrime nemiche: il Pd1 e il Pd2. Facendo la giunta Guerrini riferimento al Pd nella sua interezza bisogna capire se i soggetti che nel frattempo si sono dichiarati guerra si mantengono affini alla delibera di approvazione del progetto preliminare del marzo del 2013. Insomma se sono favorevoli all’installazione della rete lo devono dire pubblicamente, hanno il dovere di farlo.
    • Il partito socialista, anch’esso smembrato da una lotta intestina dovrebbe ribadire la sua posizione di appoggio alla rete.
    • I partiti di estrema sinistra, che erano all’opposizione al momento dell’approvazione della delibera, dovrebbero rendere nota la loro posizione.
    • La costellazione delle liste civiche, di cui peraltro è già difficile tracciare un quadro politologico, non può nascondersi dietro il paravento del tanto noi non c’eravamo – anche perché molti attori erano presenti all’epoca.
    • Il centrodestra variamente e misteriosamente in articolazione, che ad oggi fatica a costruire uno scenario di credibilità, non può restare indifferente alla strada intrapresa dall’amministrazione. O la sostiene o la avversa. Non esistono mezze misure.
    • In ultimo i grillini. Loro sono nuovi, non hanno nulla a che fare con la delibera del Guerrini. Tuttavia hanno il dovere di prendere una posizione pubblica. Chiara e netta.
    Sarebbe molto importante sapere tutte queste cose. Lo scenario futuro del complesso monumentale di Piazza Grande non è antitetico allo sviluppo economico che i partiti politici cercano di disegnare per gli anni a venire.
    Una cosa è Piazza Grande senza la rete così come la conosciamo oggi – bellissima e sicura – un’altra con la museruola, sacrificata in un inutile e deturpante abito di costrizione.
    I turisti vengono per vedere quella cosa lì, sospesa e divisa tra cielo e terra. Tutto il resto è secondario ai fini turistici. Se roviniamo quel sottile equilibrio che fa della piazza un unicum internazionale, produrremo un danno alle economie del turismo locale.
    Le cose meno belle piacciono di meno.
    Mi sembra che ci siano elementi a sufficienza affinché le forze politiche compiano le loro riflessioni e adottino le misure conseguenti.

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