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claudio mp.c

Dal Blog di

claudio mp.c

Postato il: 2014-08-26 alle 18:57:24

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Il Bignami dei Fondi Strutturali Comunitari

Politica

La discussione di questi giorni sull’opportunità di una Task Force per il reperimento dei Fondi Strutturali Europei, la mia esperienza avuta con i suddetti dall’ anno 1994 al 2002 mi hanno indotto a pubblicare questo Bignami al fine di fare un po’ di chiarezza sull’ argomento.

COSA SONO I FONDI I Fondi strutturali europei e il Fondo di coesione sono strumenti finanziari il cui scopo è quello di equiparare i diversi livelli di sviluppo tra le regioni di uno stato e tra gli Stati membri della Comunità Europea.

I FONDI STRUTTURALI SONO 2:

- il Fondo Sociale Europeo (FSE), ha il compito di intervenire su tutto ciò che concorre a sostenere l’occupazione mediante interventi sul capitale umano. facilita l’inserimento nel mondo del lavoro dei disoccupati e delle categorie sociali più deboli, finanzia la formazione, crea nuove figure professionali. I beneficiari sono giovani, donne, adulti, disoccupati e cassa-integrati.

- il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR); finanzia principalmente la realizzazione di infrastrutture e investimenti produttivi che generano OCCUPAZIONE soprattutto nel mondo delle imprese. Finanzia gli interventi infrastrutturali e tecnologici nei settori della comunicazione, energia, istruzione, sanità, ricerca ed evoluzione tecnologica. I beneficiari sono artigiani, piccole e medie imprese.

SONO CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE (FONDO PERDUTO)

L’ammontare viene calcolato in percentuale delle spese ammissibili e non è prevista alcuna restituzione di capitale o pagamento di interessi, non sono necessarie garanzie. Il contributo viene concesso a fronte di un investimento dell’imprenditore per la realizzazione di opere o l’acquisto di beni strumentali che abbiano effetti durevoli sull’impresa ed è calcolato in percentuale sul totale dell’investimento. Il contributo viene erogato solo a fronte della presentazione di documentazione di spese (fatture quietanzate dei fornitori).

FISCALITA’ CONTO CAPITALE

L’articolo 88 del Tuir (Dpr 917/86) prevede che i finanziamenti in conto capitale si considerino sopravvenienze attive. Il comma 3 dell’articolo 88 dispone che concorrono a fare reddito nell’anno in cui sono incassati, quindi sono soggetti a tassazione, la quale può essere spalmata da un minimo di 2 esercizi ad un massimo di 5.

DE minimis

I finanziamenti vengono erogati in Regime di De minimis il cui tetto massimo è stabilito dalla Comunità Europea, il De minimis è uno strumento per non incidere sulla concorrenza in maniera significativa (concorrenza sleale) fra aziende dello stesso settore.------- La quota massima di De minimis stabilita dalla Comunità Europea per ogni singola impresa per il periodo 2014 – 2020 è di 200.000,00 Euro nell’arco di tre anni, inoltre è stato introdotto anche il nuovo concetto di impresa unica e cioè, nel calcolo del plafond De minimis deve essere presa in considerazione sia l'azienda che ha richiesto l'agevolazione che l'insieme delle imprese collegate a questa. Sono escluse dal De minimis alcune attività ittiche ed agricole.

I Fondi Comunitari Europei sono gestiti da ogni singola Regione le quali attraverso la pubblicazione di bandi provvedono direttamente ad assegnare e liquidare l’ammontare del contributo concesso, al diretto interessato o legale rappresentante dell’impresa che ha ottenuto il beneficio. La regione stabilisce la percentuale a fondo perduto da concedere ad ogni singolo progetto sull’ammontare dell’investimento. La percentuale stabilita è uguale per tutti i soggetti residenti in quella regione.

La percentuale di contribuzione in Conto Capitale nella Regione Umbria oscilla tra il 20 ed il 30% solo in occasione del terremoto del 1997 tale percentuale ha raggiunto il 50%, ma, solo per le zone terremotate.

MODALITA’ OPERATIVA

La regione pubblica il bando e data entro la quale le imprese interessate devono presentare domanda trascorso il termine si riunisce una apposita commissione il cui compito è quello di prendere in esame tutte le domande èresentate e di stilare una graduatoria permanente.

In base a certi indicatori vengono assegnati i contributi fino ad esaurimento, la Regione con lettera raccomandata comunica all’impresia beneficiaria l’ammontare del contributo dando anche un termine per il completamento dell’investimento, normalmente sono sei mesi, trascorsi i quali se non si è completato l’investimento il contributo viene revocato, in caso di completamento deve essere inoltrata la richiesta di erogazione dietro presentazione dei documenti attestanti l’avvenuto investimento. Raccolte tutte le richieste di erogazione e liquidate in breve tempo, la Regione fa una rendicontazione di quanti fondi sono stati utilizzati se vi sono delle rimanenza queste vengono assegnate a quelle imprese che in graduatoria seguono i primi beneficiari, sarà così fino all’esaurimento dei fondi destinati a quel bando.

A CHI RIVOLGERSI

Tutti i soggetti interessati non devono peregrinare per uffici di chissà quali enti o dal commercialista; il commercialista serve solo per produrre i documenti relativi all’azienda, da allegare alla domanda. Il Comune per l’autentica della firma. In Umbria operano due strutture di categoria con personale molto qualificato in grado di fornire informazioni dettagliate, e per guidarvi nel confezionare la domanda di ammissione al bando.

In ordine alfabetico sono:

- CO.SE.FI.R Via G.B. Pontani 33 Perugia www.cosefir.it

- FIDIMPRESA Via Morettini 70 Perugia www.fidimpresa.it

Sono delle cooperativa di garanzia e di consulenza finanziaria a sostegno delle Imprese in Umbria. Dal Bignami si evince quanto segue:

1) Non sono l’eldorado come qualcuno vuole far credere; sicuramente aiutano.

2) Per concludere l’investimento bisogna disporre del 70 o 80% della somma da investire, se un azienda dispone della liquidità necessaria non esistono problemi, ma, se deve chiedere un mutuo, apriti celo, affinché un istituto di credito conceda un prestito ad una azienda questa deve essere valutata in base alla Basilea 2 entrata in vigore nel 2008, la valutazione avviene in base al rischio finanziario che l’azienda crea, per capirci siamo in regime di rating.

LASCIATE OGNI SPERANZA

3) L’unico gestore è la Regione. Tutti gli altri enti: Provincia, Comuni, Comunità Montane, non hanno potere gestionale.

Sperando di essere stato esauriente, in ogni caso sono a disposizione per ulteriori approfondimenti limitati alle mie esperienze.

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  • Gert dal Pozzo 2014-08-29 alle 09:57:20

    Ottimo spunto e post, sig. "claudio mp.c".

    Mi consenta una precisazione limitata alla mia esperienza.
    Quando lei afferma: " dico di rivolgersi alle associazioni di categoria, queste oltre ad istruire le pratiche gratuitamente per gli associati, chi non è associato può associarsi pagando la quota associativa, vi possono aiutare anche a trovare i fondi per completare l’investimento se la somma non è eccessiva."
    per la mia esperienza le cose non stanno proprio così, almeno da un po' ed almeno per i settori che conosco.
    Le associazioni di categoria, commercialisti ecc. (non tutte, pe rcarità!) non sempre hanno informato tutti coloro che potevano esserne interessati, per motivi vari: le aziende più grandi erano più appetibili e maggiormente solide nonchè "da curare maglio", le aziende troppo piccole necessitano di sforzi maggiori per importi minori e sono troppo a rischio (l'attività non viene portata avanti) ecc.

    Sulla gratuità, non ho avuto il suo riscontro.
    Le tariffe che girano vanno da qualche punto a decine di punti % a seconda dello sforzo profuso e della mole di attività da portare avanti.

    In generale mi sento poi di affermare con certezza (seppure con i dovuti distinguo da bando a bando) che, se un'azienda ha al suo interno una struttura che possa redigere e soprattutto portare avanti l'attività richiesta dal bando, fa bene ad avvalersi delle associazioni di categoria perchè ha risultati e controllo sul processo e può consentire ai dipendenti di aumentare la propria professionalità a tutto vantaggio dell'azienda stessa.
    Se, viceversa, questi requisiti non sussitono, è meglio avvalersi di professionisti qualificati i quali non sono esenti da errori, ma che hanno un'efficacia ed un'esperienza che è una garanzia.
    La questione è sceglierli.

    Cordialità

    • claudio mp.c 2014-08-30 alle 09:45:15

      Sig. Gert
      Apprezzo i suoi appunti i quali, meritano dei chiarimenti da parte mia.
      Sicuramente vista l’aspettativa creata da questi fondi, negli ultimi anni sono stati affinati i strumenti e si è anche allargata la platea di studi privati capaci di istruire e seguire le pratiche, alcuni già esistevano per istruire pratiche di finanziamenti diversi dai FESR e destinati a grandi imprese senza regime di De minims, ha ragione quando dice che le piccole imprese vengono snobbate perché non sono redditizie, i FESR sono in regime di De minimis ed il tetto massimo di contribuzione stabilito dalla Comunità Europea è di 200,000,00 Ero in tre anni, sono tanti, un artigiano o una piccola impresa per arrivare al tetto massimo devono investire dai 500.000,00 ad un 1.000.000,00 di Euro questo range dipende dalla percentuale contributiva in Conto Capitale, Nelle regioni che rientrano nell’Obbiettivo 1 è il 50%, mentre per quelle dell’Obbiettivo 2 e l’Umbria è fra queste le percentuali di contribuzione sono due; il 30% per le piccole imprese, il 20% per le medie, quindi all’ammontare della parcella calcolata sull’importo a contributo non è elevato.
      Quando parlo di associazioni di categoria mi riferisco ad organizzazioni del tipo come CO.SE.FI.R e FIDIMPRESA, sono delle cooperative di garanzia e consulenza finanziaria per l’imprenditoria UMBRA la prima è di CONFARTIGIANATO, la seconda del CNA, quindi, adatte a seguire le piccole imprese, aggiungo anche, UMBRIA CONFIDI e FIDINDUSTRIA UMBRIA . Oltre al’istruzione della pratiche per i fondi, in convenzione con i principali istituti bancari presenti in Umbria, garantiscono anche il 50% di un eventuale finanziamento a tasso concordato cumulabile con il contributo in Conto Capitale, garantiscono anche finanziamenti a tasso agevolato ma questi non è cumulabile, facilitano l’accesso al credito.
      In quanto alla gratuità mi riferisco all’istruzione della pratica è normale che, in caso di concessione del contributo all’impresa beneficiaria verrà richiesta una parcella, anche, perché, va inoltrata la richiesta di erogazione corredata dalla presentazione di tutta la documentazione attestante l’avvenuto investimento.
      La struttura di cui parlo esistente all’interno della ditta dove all’epoca ero occupato era un servizio che rendevamo alla nostra clientela, le pratiche istruite non erano per noi ma per i nostri clienti, per la richiesta di erogazione venivano seguiti da una delle organizzazione sopra nominati, questa struttura veniva utilizzata anche per altri tipi di finanziamenti rivolti agli artigiani,picoola,media e grande impresa,come Legge Sabatini, i Lesing ordinari ed artigiani e per altri contributi in Conto Capitale o Credito di Imposta.
      In ogni caso la cosa più importante è, informare gli artigiani e le piccole e medie imprese dopo la pubblicazione dei singoli bandi, all’Avv. Gagliardi ho dato un consiglio, deve organizzare riunioni con le categorie che rientrano in quei bandi, queste vengono individuate attraverso i codici ISTAT. Non devono essere riunioni tecniche ma di comunicazione, dire signori sono usciti i seguenti bandi avete tot giorni per presentare la domanda se vi interessa datevi da fare, indicando anche a chi rivolgersi.

      Un cordiale saluto


  • claudio mp.c 2014-08-28 alle 14:49:35

    Risposta al Sig. Geret.
    Ho problimi a risponde in diretta al suo post,
    Sicuramente la grande aspettativa generata da questi fondi, ha indotto la Regione a dei miglioramenti operativi, mi auguro che questi siano avvenuti anche per quello che riguarda l’informazione alle imprese, negli anni a cui mi riferisco nell’articolo, questa era completamente assente. A questa grave mancanza sopperivano alcune aziende private produttrici di beni strumentali durevoli da destinare alle imprese, in questo contesto è matura la mia esperienza, in quel periodo lavoravo alle dipendenze come responsabile dell’area tecnica di una di queste aziende produttrice di macchinari, la quale era organizzata a promuovere ed a istruire dopo la pubblicazione del bando le pratiche alla propria cliente e non.
    Le pratiche venivano istruite gratuitamente a tutte quelli imprese che una volta ottenuto il contributo acquistavano un nostra attrezzatura, la domanda poteva comprendere anche altre attrezzature da ammettere al contributo, purché non in concorrenza con le nostre; per aumentare l’efficacia della domanda, al preventivo di spesa ed al depliant illustrativo veniva allegata una relaziono tecnica su nostra carta intesta e firmata dame, la relazione tecnica aveva lo scopo di incidere su dei indicatori importanti in sede di valutazione. Come referente avevamo una delle due associazioni di categoria citate nell’articolo.
    Dal 2002 non mi interesso più direttamente di questi fondi, dal 2003 lavoro sempre in una multinazionale, produttrice di beni strumentali durevoli per le imprese, purtroppo tutti i giorni abbiamo a che fare con la drammatica situazione economica dell’ Eurozona ed in modo particolare del nostro paese, dai nostri Dealer (Noi non vendiamo direttamente i nostri prodotti all’utilizzatore finale, ci avvaliamo dei Dealer in esclusiva per le nostre attrezzature; queste sono organizzazioni commerciali presenti su un determinato territorio organizzate con una propria rete vendita ed in grado di garantire un servizio di post vendita), arrivano notizie sempre meno incoraggianti, il numero delle imprese costrette a rinunciare ai vari contributi e sempre più in aumento, perché non riescono a reperire i fondi extra-contriboto necessari al completamento dell’investimento, succede anche in quelle regioni dove i contributi raggiungono il 50 10 e il 50 15% .Siamo molto scettici su quanta occupazione a tempo determinato riusciranno a creare questi nuovi contributi nel periodo 2014-2020, nel periodo 2006- 2013la disoccupazione è andate alle stelle. Vediamo.
    Sig. Geret ha fatto molto bene nel punto 4 a mettere in guardia le imprese interessati di guardarsi da faccendieri ,mi associo a Lei di stare ed aggiungo di stare molto attenti perché questi propongono delle manovre anche illegali ed estremamente pericolose, a chi è interessato dico di rivolgersi alle associazioni di categoria, queste oltre ad istruire le pratiche gratuitamente per gli associati, chi non è associato può associarsi pagando la quota associativa, vi possono aiutare anche a trovare i fondi per completare l’investimento se la somma non è eccessiva.

  • Cico Tarzan 2014-08-27 alle 21:18:11

    Grazie per il chiarimento, molto esaustivo, speriamo che anche il mio amico architetto (che non è un c.....e) possa riconoscere che si trattava solo di una operazione pre... pre... Illustrissimo sindaco si distingua, mio malgrado è toccato a lei, il popolo così ha scelto, non lo deluda.

  • Francesco Gagliardi 2014-08-27 alle 14:30:06

    Da questo quadro, ne deriva che i fondi (ovviamente) servono, la task force del Comune (ovviamente) no.

    • claudio mp.c 2014-08-28 alle 09:44:01

      Si, lo dice anche il Prof. Belardi nel suo ultimo articolo, consigliando anche, di stabilire un giorno alla settimana in comune con degli esperti della Regione. Molto importante è informare gli artigiani le piccole e medie imprese,questo potete farlo anche voi, con delle riunioni ad oc dopo la pubblicazione dei bandi.

  • Alessandro Bocci 2014-08-27 alle 11:30:42

    Grazie claudio mp.c, questo intervento può avviare una discussione seria.Grazie ancora.

  • Gert dal Pozzo 2014-08-27 alle 09:13:22

    Contributo apprezzabilissimo e competente.

    Mi permetto di aggiungere solo un paio di note, derivanti da quanto desunto dalla mia esperienza (limitata) e del mio commercialista(ben maggiore).

    1. Ormai da tempo la Regione ha individuato anche altri referenti a cui delegare settori specifici, quali per ricerche o per innovazioni, quali Sviluppumbtia, Poli tecnologici, ecc. A loro sono delegate tutta una serie di attività e strumenti.

    2. Magari i contributi fossero tutti a fondo perduto. Oggi sono sempre di meno come importi ed in numero sempre maggiore con modalità di contributi mediante finanziamenti a tasso agevolato. Vedi le decine di milioni stanziate x i comuni che si fossero dotati di Quadro Strategico di Valorizzazione. Non proprio oro, quindi...

    3. Oltre alla Regione questi esistono altri enti che gestisvono risorse per conto del governo che arrivano anche al 70% a fondo perduto, anche se sono meno frequenti a pet settori specifici.

    4. Oltre agli enti da Lei elencati, ad oggi sono diversi i professionisti anche a Gubbio (e non farò i nomi perché sarebbe pubblicità) che lavorano nel settore, ma la maggioranza (prevalentemente di fuori provincia) , ahimè sono avventurieri o "venditori di fumo" lanciatisi senza esperienza alla ricerca di gonzi inesperti. Ne ho visti diversi negli ultimi mesi. Raccomando pertanto a chi si volesse avvalere di uno strumento così potente se ben capito e seguito, di valutare lo spessore di chi ve li propone se necessario sulla base di documenti scritti.

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