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Comitato Beni Culturali Gubbio

Dal Blog di

Comitato Beni Culturali Gubbio

Postato il: 2016-01-15 alle 17:02:45

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TAGADÀ: I CONTI NON TORNANO

Cultura

Il 14 gennaio 2016 nel programma Tagadà, su “LA7”, è andato in onda un servizio dal titolo emblematico: LE LOGGE DI GUBBIO RISCHIANO DI SCOMPARIRE.

Non è stato “inspiegabilmente” concesso a nessun componente del Comitato per la tutela dei beni culturali di essere presente in studio per un dibattito costruttivo ed equilibrato. Non è stato nemmeno concesso di intervenire telefonicamente e non sono state lette le mail di replica, come era stato garantito, inviate dal Comitato.

Considerato che in trasmissione più volte Vittorio Sgarbi ha nominato l’architetto Nello Teodori, membro del Comitato, invitandolo anche a trovare insieme alla proprietà una soluzione condivisa, sarebbe stato opportuno che ci fosse stato in studio qualcuno del Comitato per un democratico diritto di replica e per un interessante dibattito sulla “vetrificazione” delle Logge.

Molto “democraticamente” è stato invece impedito a un rappresentante del Comitato di poter dibattere con Sgarbi per quello che sarebbe potuto essere un interessante, anche a livello televisivo, confronto sul progetto di chiusura con i vetri dell’opificio secentesco.

Per fortuna hanno parlato le immagini che hanno evidenziato il valore della trasparenza che è l’elemento peculiare e connotativo delle Logge dei Tiratori, dietro le quali c’è, come fondale scenico, il centro storico di Gubbio, una delle città medievali più belle del mondo.

Sono stati tagliati nel montaggio tutti i pezzi delle interviste a membri del Comitato in cui venivano formulate proposte concrete di riutilizzo, che lo stesso Sindaco conosce perché protocollate da oltre un anno, e alle quali non ha mai dato risposta.

Sono stati tagliati i pezzi in cui si ribadiva che più volte era stato richiesto di istituire un tavolo di esperti, come suggerito dallo stesso Sgarbi, tavolo che però non si è mai voluto apparecchiare. Lo stesso Sgarbi sa benissimo, per averne parlato con l’arch. Teodori, che il Comitato ha sempre dichiarato la disponibilità a cercare soluzioni condivise.

È falsa e mistificatoria la barzelletta con la quale si vuole far credere che il Comitato vuole le Logge inutilizzate e a disposizione dei piccioni. Non è a disposizione dei piccioni nessuna loggia d’Italia a cominciare dalla Loggia dei Lanzi a Firenze, molto ben utilizzata senza “vetrificazione”. Per questi problemi ci sono adeguate tecnologie risolutive.

Per quanto riguarda la trasmissione su “La7” ci permettiamo di trascrivere gli interventi del Sindaco Stirati, del giornalista Boccucci e del Presidente Colaiacovo.

Sindaco Stirati: “La parte superiore delle Logge che è secentesca oggi è un non luogo. È uno spazio che non viene utilizzato.”

Potrebbe spiegare il primo cittadino che cosa, secondo lui, è un “non luogo”?

Giornalista Boccucci: “La Soprintendenza ha anche contribuito alla fase progettuale per cui è una battaglia che sa molto di ideologia e poco di cultura vera e propria.”

Boccucci sa che tutelare un monumento è un fatto culturale e non ideologico? Che l’art. 9 della Costituzione Italiana fa espressamente riferimento alla tutela del patrimonio storico e artistico? Boccucci sa che una delle motivazioni addotte dal “tavolo tecnico ministeriale” è che se non si mettono i vetri un forte vento potrebbe causare lo “scoperchiamento” del tetto?

Presidente Colaiacovo: “Abbiamo un contenitore, rimettiamolo a posto, ristrutturiamolo e in questo contesto creiamo gli eventi, due o tre eventi l’anno. La speculazione di qualcuno che dice: vetrificare sì, vetrificare no. Ma il monumento rimane lo stesso, sono DIECI vetri che vengono apposti e che domani, se uno volesse toglierli, prende i DIECI vetri e li toglie e il monumento è sempre quello.”

Facciamo notare che le aperture del loggiato superiore sono SEDICI davanti e QUATTORDICI dietro! E che non sarà cosi facile rimuovere vetrate che pesano tonnellate, che costano milioni di euro e che richiedono importanti strutture di sostegno.

Nella foto, le Logge dei Tiratori dell’Arte della Lana e, oltre il loggiato aperto e trasparente, come un fondale scenico, la porzione di città medievale che si intravede e che sarebbe cancellata dai vetri e dalle tende. Il rosone della chiesa di San Giovanni spende come “Sorella Luna” in una città di francescane memorie.

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  • Comitato Beni Culturali Gubbio 2016-01-18 alle 09:30:56

    Il “Quinto potere” quando è utilizzato come è stato utilizzato nella trasmissione Tagadà de La7, impedendo al Comitato di replicare a quanto veniva detto da Vittorio Sgarbi, non solo a proposito degli errori imbarazzanti sulla proprietà delle Logge, ma anche sulle valutazioni fantasiose e contradditorie nei confronti dell’architetto Teodori, è la dimostrazione lampante che trasmissioni così organizzate consentono a chicchessia di essere imperfetto, impreciso, di sostenere tesi che non si reggono su niente e di veicolarle come verità assolute.
    A proposito del capace, ottimo, capriccioso, statico Teodori, che insieme al Comitato fa battaglie di retroguardia, perché non gli è stato permesso di replicare?
    Perché le mail inviate, in cui si smontavano tutte le teorie di Sgarbi, non sono state lette in trasmissione, nonostante le assicurazioni della redazione?
    CAPRICCIOSO è solo Teodori, in rappresentanza del Comitato, o CAPRICCIOSI sono a questo punto anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Louis Godart, Salvatore Settis, Stefano Rodotà, Goffredo Fofi, Tomaso Montanari, Paolo Maddalena, Paolo Berdini, Vezio De Lucia, Luisella Battaglia, Carlo Ginzburg, Desideria Pasolini Dall’Onda, ecc. più tutti i firmatari la nostra petizione che allo stato attuale sono oltre 1200?

  • Maria Grazia Fiorucci 2016-01-17 alle 16:56:18

    Ho appena "sbobinato" tutto l'intervento di Vittorio Sgarbi e vorrei far notare un suo errore grave e sostanzial.
    “Ora - dice Sgarbi – ogni volta che qualcuno decide di mettere soldi in una COSA PUBBLICA qualcuno protesta perché la cosa non accada e allora coinvolge Godart…. “
    Precisando che il nostro Comitato non ha mai coinvolto Godart ma direttamente il Presidente della Repubblica che, dopo aver letto la lettera, ha pregato il Prof. Godart di risponderci, voglio far notare l’errore macroscopico di Vittorio Sgarbi.
    Le Logge non sono una COSA PUBBLICA ma un BENE PRIVATO.
    Dunque non ci sono filantropi in questa vicenda, c’è una Fondazione che i soldi li mette su una sua proprietà facendone lievitare con l’apposizione di vetri, come sostiene il noto urbanista Paolo Berdini, notevolmente il valore immobiliare.
    Che poi vi si organizzerebbero eventi, magari curati dallo stesso Sgarbi, che già due anni fa fu portato a Gubbio per un sopralluogo sulle Logge, questo è un altro discorso.

    • Maria Grazia Fiorucci 2016-01-17 alle 16:58:41

      Correggo un refuso nel primo periodo: "un errore grave e sostanziale".

  • leonardo clementi 2016-01-16 alle 15:41:28

    Credo che la semplificazione fornita in trasmissione sia stata un esempio di comunicazione induttiva.
    magari mi sbaglio ed è soltanto frutto del taglia e cuci del montaggio, ma i principali intervistati hanno fornito dei virgolettati che sono talmente concisi e facili da dire che non mi stupirei diventassero dei facili slogan di chi magari dubbioso era in cerca di qualche buona frase per togliersi d'impaccio e rafforzare il consenso acritico all'iniziativa.
    Anche io nella frase appena scritta mi rendo conto che l'ho fatta troppo lunga, cioè non ho semplificato.
    i 10 vetri del presidente sono direttamente proporzionali ai 30-40 cm di sgarbi.
    Forse la ditta installatrice (non eugubina) ha spiegato al presidente che basta un cenno per togliere i vetri e tornare allo stato attuale, diciamo due dita messe a pinza, come sembra di capire dal gesto mimato in video.
    Ora, siccome credo che le ragioni per dissentire "tecnicamente" da questo progetto sono state ampiamente esposte in questi ultimi anni, sarebbe opportuno che la committenza entrasse nel dettaglio di come vuole risolvere queste problematiche di reversibilità.
    Il tempo c'è stato, e sono / siamo oggettivamente e professionalmente interessato, fuori da ideologie che hanno relativamente a che fare con acciaio, vetro, cemento, legno, caldo/freddo, trasparenze etc etc. Sono elementi non eccezionali, che fanno parte di ogni progetto in ambito storico paesaggistico.

  • Leo Alberti 2016-01-16 alle 10:53:35

    Tagadà non sapevo nemmeno che esistesse e giovedì non ho visto la trasmissione. Incuriosito, utilizzando il link segnalato, ho guardato la puntata con le Logge. Assolutamente geniale il pezzo con il megafono. Mi sarebbe piaciuto assistere a un match Sgarbi-Teodori con il critico in arrampicata sulla quaternità e il coraggioso architetto. Sbaglio a pensare che, conoscendo Teodori, sia stato lo stesso Sgarbi a non volerlo in trasmissione?

  • Ubaldo Emanuele Scavizzi 2016-01-15 alle 23:47:29

    Il Sindaco, forse più avvezzo alla terminologia greca e latina, probabilmente non è così a suo agio con i neologismi di stampo antropologico, tanto che ne ripete pedissequamente uno, sentito dire dai sostenitori della vetrificazione, quello del non - luogo. Marc Augé definisce i nonluoghi in contrapposizione ai luoghi antropologici, quindi tutti quegli spazi, tutti uguali in ogni parte del mondo e che hanno quindi la prerogativa di NON ESSERE IDENTITARI, relazionali e storici, come le strutture necessarie per la circolazione accelerata delle persone e dei beni (autostrade, svincoli e aeroporti), i mezzi di trasporto, i grandi centri commerciali, gli outlet, i campi profughi, le sale d'aspetto, gli ascensori eccetera. Insomma, tutto il contrario delle Logge, che sono per eccellenza un luogo identitario di Gubbio e dei suoi cittadini, un unicum diverso da qualsiasi altro monumento. Ciò che fa dell'affermazione del Sindaco un non - senso, chiaramente volto a sostenere la vetrificazione ed a tentare di screditare, di fronte agli sprovveduti, coloro che si battono per la salvaguardia del monumento. Un'altra brutta figura, inanellata dal Sindaco su questa vicenda.

  • Marco Fanucci 2016-01-15 alle 19:41:56

    Il 27/12/2015 all'interno dell'articolo "Di nuovo le facce" (a proposito queste facce non ce le vogliono mettere i consiglieri di maggioranza?) feci una previsione.

    "E a Gubbio? Cosa sta succedendo? Faccio un’ipotesi in linea con il mio pessimismo cronico, ma purtroppo realistica. Gli alfieri della vetrificazione sminuiranno, diranno che è solo un'opinione di un oscuro funzionario del Quirinale. Un burocrate che non ha la più pallida idea dei meccanismi generatori della crescita economica. Una opinione isolata sfuggita dal sen quirinalizio! Pretenderanno una correzione di senso rispetto alla missiva. Cercheranno conforto nelle stesse fonti ministeriali che hanno autorizzato lo scempio. Il tavolo delle forze sociali arriccerà il nasino, mostrando una buona dose di scetticismo. Bisbigli preoccupati come delle orazioni penitenziali. Cercheranno vie di uscita politicamente corrette per non ascoltare i richiami del Quirinale. E ci riusciranno, perché questa vetrificazione si deve fare. Con questi lavori la società eugubina conoscerà una rinascita economica, culturale e morale."

  • Maria Grazia Fiorucci 2016-01-15 alle 19:16:15

    C’è lettera e lettera.
    Per gran parte della stampa locale la lettera del Vaticano è del Papa, la lettera del Quirinale è di Godart.
    Per un giornalista eugubino, che pubblica su la Nazione, a rispondere al Comitato è stato l’Innominato. Questo il sottotitolo di un articolo dei primi di gennaio: “… a Roma c’è chi sposa la tesi del Comitato del No”. Magari qualcuno che vagava lungo il raccordo anulare?

    Sono molto contenta che gli alunni della scuola elementare di Padule hanno ricevuto da Papa Francesco una lettera così bella e gratificante.

  • Olimpia Sirio 2016-01-15 alle 18:47:25

    Ottima notizia: i vetri solo solo dieci. Così ha detto il Presidente della Fondazione. La vetrificazione si è ridotta di due terzi.

    • Olimpia Sirio 2016-01-15 alle 18:50:27

      Ho commesso un errore. Riscrivo il commento.

      Ottima notizia: i vetri sono solo dieci. Così ha detto il Presidente della Fondazione. La vetrificazione si è ridotta di due terzi.

  • Marco Fanucci 2016-01-15 alle 17:15:26

    È stato detto in trasmissione che sulla vetrificazione c'è un macigno grosso come un Quirinale?

    • Comitato Beni Culturali Gubbio 2016-01-15 alle 17:52:26

      Che è intervenuto Mattarella l'ha detto la conduttrice Tiziana Panella.

    • Comitato Beni Culturali Gubbio 2016-01-15 alle 17:54:14

      Questo è il link: http://www.la7.it/tagada/rivedila7/tagadà-puntata-14012016-14-01-2016-171909

    • Alessandro Passeri 2016-01-15 alle 18:19:13

      Sgarbi ha tentato di dire che in verità è tutta opera di Godart lasciando intendere che è un ultraconservatore che accoglie tutti gli appelli dei comitati ideologizzati e che ha firmato prima di andare via. Ma Godart non è andato proprio da nessuna parte è stato promosso consulente personale del Presidente Mattarella.
      Insomma a quanto apprendo e per quanto ho visto,una serie di errori contrari ai principi della buona informazione.

      Volendo aggiungere alcune considerazioni su quanto affermato dal Presidente Colaiacovo: chi toglierà i 30 vetri (non 10) da oltre una tonnellata l'uno (per non dire 2) e dal costo di milioni di euro sapendo che senza i vetri non avrebbe più senso tutta l'opera e quindi le tende con i relativi rulli, i telai in acciaio, il pavimento in parquet, la centrale termica, le griglie in ferro ecc..ecc e tutti gli interventi che interesseranno pesantemente la struttura del loggiato?
      Poi non voi ride?

  • Comitato Beni Culturali Gubbio 2016-01-15 alle 17:11:05

    Per un problema di inserimento non c'è uniformità nella trascrizione degli interventi del sindaco Stirati, del giornalista Boccucci e del presidente Colaiacovo. Dovrebbero essere tutti e tre in grassetto e in corsivo.

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