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Marco Fanucci

Dal Blog di

Marco Fanucci

Postato il: 2016-01-05 alle 10:58:29

Tags:

Una battaglia sentimentale

Gubbio

Politica

Signor sindaco, sono molto deluso dalla sua intervista rilasciata al network locale.

Al di là degli argomenti che lei usa per riaffermare la legittimità del percorso autorizzativo seguito; al di là della solita questione, tutta da dimostrare, anzi del tutto infondata, secondo la quale vetrificando, Gubbio avrebbe da guadagnare dei denari in flussi turistici, economici e occupazionali; al di là di tutto questo corredo argomentativo ormai frusto e abusato – parliamoci chiaro, sono finite le parole per esprimere sia il consenso sia il dissenso alla vetrificazione, oppure se non sono finite, le parole sono sempre quelle – sono rimasto basito da quello che ha detto.

Per due ordini di motivi.

Innanzitutto, sebbene lei sia un politico navigato proveniente dalla prima repubblica, dimostra una scarsa sensibilità istituzionale. Riguardo al gesto del Colle fa spallucce e si trincera dietro il conflitto tra la presidenza e il ministero. Che in realtà conflitto è, ma fino a un certo punto: il Quirinale utilizza la “moral suasion” per cercare di correggere la decisione del ministero. Non ha potestà regolamentare per annullare la vetrificazione, però ha dalla sua l’esercizio di una forte influenza politico-istituzionale. Ma non è finita qui. La “moral suasion” è diretta anche al comune di Gubbio.

Ora la domanda che sarebbe necessario rivolgerle: l’amministrazione da lei guidata come pensa di rispondere alle sollecitazioni del Colle? Semplicemente scrivendo una lettera al ministro Franceschini? Questo ce lo deve dire, signor sindaco, e spero lo dica nella sede istituzionale più idonea, ovvero in consiglio comunale e non dai comodi schermi televisivi. (Le sembra normale che non esista nemmeno una delibera consigliare sul tema Logge nel suo complesso?) Il cantiere aprirà nonostante la nota quirinalizia, oppure lei, dimostrando di essere all’altezza delle “premure” della più alta carica dello Stato, sospenderà la fase esecutiva, anche in considerazione del fatto che è pendente un ricorso al Tar sulla materia?

Nondimeno, aggiungo, la “moral suasion” è rivolta anche alla committenza, la quale dovrà dimostrare se possedere o meno sensibilità istituzionale e cultura civica facendo partire i lavori oppure rimandandoli a quando tutto sarà più chiaro.

Ma veniamo al vero motivo dell’indignazione che le sue parole hanno in me suscitato. Lei attribuisce ai soggetti contrari alla vetrificazione (sì lo so, le dà fastidio che utilizzi questo termine, ma se lo utilizza il Quirinale lo posso utilizzare anch’io, no?) moventi ideologici dettati da puro manicheismo. (Io che sono contrario rappresento il bene, tu che sei favorevole rappresenti il male, e la committenza è il male assoluto). Ebbene, signor sindaco, parlo per me e per quanti ho conosciuto nel comitato (di cui non faccio parte, ma il cui operato condivido nettamente). Non c’è nessun fondamento ideologico, nessun odio sociale, ad animare le nostre iniziative, le nostre discussioni, le nostre parole. C’è semplicemente un sentimento di amore verso la nostra città. Ecco, una battaglia non ideologica, come lei sostiene, ma sentimentale condotta sempre utilizzando argomenti logici e stringenti. Tanto più che la maggior parte dei cittadini che avversa la vetrificazione ha creduto e ha votato nel suo progetto politico. Inoltre il M5S che ha depositato un odg in consiglio comunale che va incontro alla nota del Quirinale, non mi sembra produca un’opposizione ideologica, anzi spesso i consiglieri di quel gruppo sono molto pratici e concreti nelle loro battaglie. Al contrario, lei si trova in compagnia di quei settori della minoranza che attaccano il suo esecutivo utilizzando spesso gli strumenti della denigrazione politica e della ideologia spiccia.

Personalmente – ma questo è un fatto risibile – pur non avendola votata al primo turno, l’ho fatto al ballottaggio, considerandola il male minore. E avevo visto giusto: un male minore non può produrre miracoli. Infatti il suo esecutivo sta galleggiando nei marosi di una depressione economica, sociale, culturale e politica che viene da lontano. L’ho spesso difesa, nel mio piccolo, da accuse molte volte ingiuste e infondate. Ci sono dossier positivi e negativi nel carnet del suo governo. L’affaire Logge non è neanche il tema più importante sulla sua scrivania – questioni aperte relative alla salute dei cittadini scuotono le coscienze molto più che la distruzione di un monumento – però riveste un carattere storico e simbolico importantissimo. In politica i simboli sono molto importanti.

Lei porterà le stigmate della vetrificazione; può darsi che le serviranno per vincere le future elezioni, anche se mi permetto di dubitarne.

Con rispetto, un cittadino.

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  • Alessandro Passeri 2016-01-05 alle 15:17:02

    Sono d'accordo, è stato un intervento sguaiato degno di un "non Sindaco" sempre più arroccato in un "non luogo".
    Avrebbe dovuto rivolgere tali giudizi in faccia ai diretti interessati negli incontri privati intrattenuti subito dopo la sua elezione quando invece si mostrava amico e solidale. PERCHE' NON L'HA FATTO?
    Da un uomo delle istituzioni si pretendono chiarezza e coerenza!

    A differenza di Fanucci posso consolarmi di non averlo votato, le note in politichese che avevo colto nel suo discorso alla Sperelliana mi avevano indirizzato verso l'astensione.

  • Ubaldo Emanuele Scavizzi 2016-01-05 alle 12:43:44

    A proposito dell'intervista del Sindaco su TRG: che l'iter amministrativo sia formalmente a posto, lo dovrà stabilire il TAR ove pende un apposito ricorso ed eventualmente il Consiglio di Stato. Se le Logge sono un "non luogo" come dice il Sindaco, allora ogni porticato, ogni campanile ed ogni loggiato privo di vetri lo è. Forse è un "non senso" l'affermazione del Sindaco, invece. Sull'asserzione che la battaglia contro i vetri sia di tipo ideologico con elementi di fondamentalismo, ricordo al Sindaco che esiste una Costituzione italiana (ideologica?) che tutela i Beni Culturali con l'art. 9 e che le battaglie, specie quelle per la difesa del nostro patrimonio culturale e ambientale, si fanno per vincerle, non per accordarsi, magari in cambio di qualche favore e questo è tenacia e non fondamentalismo. Infine, il nuovo Soprintendente Gizzi non ha dato nessun assenso, ha impartito prescrizioni così forti e stringenti, che per aggirarle si è preferito ritirare la variante e tornare al vecchio progetto, già approvato dall'ex Soprintendente Di Bene, Caro Signor Sindaco!

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