Giornale Online
Pubblicità
Pubblicità

FLASH NEWS

Sabato 18 Novembre 2017

i più apprezzati

$('#s1').cycle({
			    fx:      'scrollHorz',
			    prev:   '#prev',
			    next:   '#next',
			    speed:  1000, 
				timeout: 5000
				});
			
Comitato Beni Culturali Gubbio

Dal Blog di

Comitato Beni Culturali Gubbio

Postato il: 2016-11-10 alle 18:54:25

Tags:

ALLEGGERIRE E NON APPESANTIRE: LA LEZIONE DEL TERREMOTO

Cultura

Gli ultimi disastrosi terremoti, anche con epicentro a Gubbio il 24 e 25 ottobre, ripropongono per l’ennesima volta il problema delle gravi condizioni di sicurezza del patrimonio edilizio italiano, sia esso privato che pubblico. È innegabile come in Italia, a ogni evento sismico di significativa potenza, le case private, gli edifici pubblici e le chiese subiscano puntualmente gravi anni. Senza rinvangare le responsabilità di questa situazione si evidenzia come negli ultimi 44 anni, dal terremoto del Belice a quello del 2012 in Emilia Romagna, siano stati spesi quasi 122 miliardi di euro per gli interventi di ricostruzione. Una cifra, questa, che, secondo le stime attuali, sarebbe ampiamente sufficiente a mettere in sicurezza tutto il patrimonio edilizio nazionale. Ma è proprio partendo da questa preoccupante situazione che ci piace evidenziare l’ennesimo caso di una modalità tutta italiana di proporre interventi su edifici di pregio, senza badare attentamente alle problematiche di tutela del patrimonio architettonico e urbanistico, previste in un territorio a elevata sismicità.

Ogni volta, sull’onda della distruzione causata da eventi sismici, nell’immediato è tutto un proliferare di trasmissioni televisive, articoli di giornali e dichiarazioni di esperti. Basta consultare la Mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale per renderci conto che gran parte dell’Italia, in particolare tutta la dorsale appenninica, da nord a sud, e la zona del Friuli, è un’area vasta ad alta sismicità. I terremoti sono una costante della storia italiana con cui dovremo fare i conti anche in futuro e per questo è necessario operare con responsabilità e cautela.

E’ dal terremoto di Amatrice che gli esperti in materia ripetono, quasi come uno slogan, che è necessario alleggerire e non appesantire le strutture edilizie per favorire la migliore resistenza e l’elasticità degli edifici al rischio sismico e quindi per garantire la sicurezza dei cittadini.

E a Gubbio cosa ci si propone di realizzare in una zona dichiarata a elevato rischio sismico? La “vetrificazione” delle Logge dei Tiratori della lana! Si vuole appesantire un edificio monumentale con strutture di varia natura, chiudendo un loggiato del Seicento che poggia su un edificio del Trecento per trasformarlo in una sala polifunzionale. Un loggiato che è sempre stato aperto e che ora si vuole stravolgere, anche in termini architettonici, con evidenti danni al paesaggio storico-urbano, in una città dove, paradosso dei paradossi, è nata la Carta della tutela dei centri storici, citata anche, pochi giorni fa, in un lungo articolo di Vittorio Emiliani sulla prevenzione e sugli errori che si commettono ogni volta. Scrive Emiliani: “L’Italia ha alcuni fra i migliori strutturisti del mondo, ha studiosi dell’arte, architetti, ingegneri e restauratori fra i più preparati in materia di centri storici, del loro restauro e recupero. Siamo stati i primi, fin dalla Carta di Gubbio del 1960, a teorizzare il vincolo generalizzato sui centri storici, sulle città murate. Siamo stati i primi a dotarci nel 1965 di una legge sui piani paesaggistici, totalmente disattesa, a varare poi un codice per i paesaggio (ultima versione Rutelli – Settis nel 2007) anche esso applicato in minima parte. Invece tutto va avanti in nome di uno “sviluppo” che è fonte di corruzioni gigantesche e risulta il nemico primo della tutela integrale di un tesoro collettivo straordinario”.

Un progetto, quello delle Logge dei Tiratori, che nega alcuni principi e codici basilari della conservazione e tutela dei beni monumentali. Un intervento, così come ricordato da Salvatore Settis, che è tradimento di questa architettura storica senza tenere conto inoltre del principio della reversibilità (anche se “ampiamente” sbandierata e forse, in questo caso, poco approfondita dagli enti di tutela), fondamentale condizione per il rilascio di autorizzazioni negli interventi su edifici di rilevanza storica.

Commenta l'articoloSCRIVI

  • salvatore angeloni 2016-11-11 alle 17:15:48

    Mi è rimasto sulla tastiera una parte del mio pensiero, per cui riporto ex novo il mio precedente commento.
    *****************************************
    Il tema sollevato richiede sicuramente, a mio parere, un momento di riflessione.
    Sarebbe interessante conoscere in proposito il parere degli esperti tecnici (ingegnere e architetti, ma anche giornalisti) e dei politici.
    Sopratutto di quelli favorevoli alla realizzazione dell'opera sin dal primo momento.

  • salvatore angeloni 2016-11-11 alle 17:09:51

    Il tema sollevato richiede sicuramente, a mio parere, un momento di riflessione.
    Sarebbe interessante conoscere in proposito il parere degli esperti tecnici (ingegnere e architetti, ma anche giornalisti), sopratutto di quelli favorevoli alla realizzazione dell'opera sin dal primo momento.

Pubblicità .

Crea il tuo Account!

Accetto il regolamento del blog.

 

LiveGubbio ti dà visibilita sul web!

LiveGubbio ti dà la possibilità di sponsorizzare la tua attività, organizzazione, società o partito politico sul web dandoti visibilità 24 ore su 24 su un blog che conta più di 1000 pagine visualizzate al giorno.

Contattaci e troveremo la soluzione che più si adatta alle tue esigenze di marketing, scrivi all'indirizzo:

info@livegubbio.it