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Giuseppe Battistini

Dal Blog di

Giuseppe Battistini

Postato il: 2016-12-27 alle 14:17:54

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“Carri Ariete combattono”!

Cultura

La Pace e la Guerra sono da temere allo stesso modo. Il rischio di una Pace prolungata, che non ha memoria delle sue ragioni, può generare i germi di un’anarchia individualista in cui non si crede più a niente. La Guerra di per sè arreca morte e distruzione ed è quindi una condizione dalla quale è bene uscire il prima possibile. Ma, paradossalmente, se la Pace, malamente intesa, genera il germe dell’egoismo, la Guerra, pur nella sua brutalità e violenza inaccettabili, ha visto favorire alcuni atti di alta generosità e sacrificio di se stessi.

Oggi l’assenza di eventi bellici in Europa ha generato un significato diverso del concetto di “sacrificio di se stessi”. Nel 1942, per i giovani della Divisione Ariete, impegnati nella cosiddetta seconda battaglia di El Alamein, il termine significava anche la possibilità concreta di sacrificare la propria vita. Avevano come punti di riferimento quel sistema di valori tipici del risorgimento italiano e che il Fascismo seppe sintetizzare con la formula “trinitaria” di Dio, Patria e Famiglia. Per questi valori erano disposti non solo ad accettare ogni tipo di privazione, ma addirittura a morire.

I Cristiani nel mondo celebrano giustamente la morte e la Resurrezione del Signore come atto d’Amore nei confronti dell’Umanità. In particolare è considerato un atto eccezionale in quanto “l’Agnello innocente si sacrifica per il perdono dei peccati dell’Umanità”. Qui stiamo invece parlando del sacrificio di “Arieti” e cioè i ragazzi per lo più ventenni che facevano parte della divisione Ariete impegnata a contenere le Forze Alleate a 5 km da Bir El Abd. Inferiori per numero e soprattutto per mezzi (gli Scherman, carri armati di fabbricazione americana in dotazione agli inglesi , avevano una capacità e potenza di fuoco di gran lunga maggiore a quella degli M13 italiani) nonostante l’accerchiamento subito, anziché arrendersi (e ne avrebbero avuto i giusti motivi) continuarono a combattere per favorire la ritirata italo-tedesca che rischiava altrimenti di essere stretta in una sacca.

Di questo sacrificio non si parla mai se non nelle ristrette cerchie delle caserme, ma è un vero peccato. I carristi italiani, per poter danneggiare un carro inglese, avevano una sola possibilità: avvicinarlo e colpirlo rapidamente…ma il problema era avvicinarsi dato che gli Sherman potevano sparare a distanze maggiori di quelle italiane. Nonostante questo svantaggio, il combattimento infuriò e la maggior parte dei giovani militari perse la vita per garantire la vita di altri commilitoni in ritirata. Questo è l’ultimo messaggio radio emesso dal comando Divisione Ariete impegnato nella battaglia prima di essere annientata: “Carri armati nemici fatta irruzione a sud. Con ciò Ariete accerchiata... . Carri Ariete combattono”.

Come possiamo declinare i valori di Dio, Patria e Famiglia nel mondo occidentale di oggi per rinnovare lo spirito di sacrificio proprio dei giovani combattenti della Seconda Guerra Mondiale? Oggi i giovani (europei) fortunatamente non muoiono in combattimento eppure mi sembra che siano in una condizione meno “felice” di quelli di allora. Sembra quasi che le infinite possibilità di scelta che gli riservano le Istituzioni democratiche europee abbiano, per utilizzare un termine ratzingheriano, relativizzato gli obiettivi della Società come se ognuno andasse in ordine sparso. In questa “confusione di valori” sembra che ognuno diventi credente di un proprio Dio personale, di una propria Patria o meglio “Particulare” e di un proprio egoismo individualista che cancella ogni forma di condivisione familiare.

Non so se questo dipenda dal precariato lavorativo oppure da un sistema consumistico che anziché incanalare gli istinti umani verso obiettivi che elevino e migliorino le relazioni umane, ne favoriscono lo sfogo diretto minando ogni tipo di sodalizio e tavole della Legge condivise. Sta di fatto che sembra che viviamo in un orizzonte valoriale che non va al di là della quotidianità, come se stessimo non sopra il “sacro suolo italiano”, ma in un grande centro commerciale dediti a scegliere solo i prodotti che il mercato ci fa desiderare.

Non so voi come la pensiate, ma se dovesse arrivare l’ora dell’estremo sacrificio è bene avere presente i motivi per cui sacrificarsi altrimenti non ci sarà altro orizzonte che la resa senza combattere!

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  • Giuseppe Maria Farneti 2017-09-10 alle 12:32:22

    Lei Battistini fotografa una realtà giovanile che dovrebbe far preoccupare non dico la politica ma ogni persona di buon senso. Oggi l'unico rischio che può correre un giovane, è un collasso ai concerti di Vasco o una carneficina per rissa in uno dei tanti derby di calcio, Roma-Lazio, Inter-Milan et similia! Ma tempora....

    • Giuseppe Maria Farneti 2017-09-10 alle 12:32:43

      mala

    • Giuseppe Battistini 2017-09-10 alle 22:57:53

      Grazie per aver letto e commentato l'articolo! Buona notte

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