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Live Gubbio

Dal Blog di

Live Gubbio

Postato il: 2017-02-23 alle 09:22:48

Tags: giuseppe maria farneti, gubbio

ASSEMBLEA NAZIONALE PD E BANDIERA ROSSA

Live Gubbio

Cultura

Riceviamo e pubblichiamo l'articolo a firma di Giuseppe Maria Farneti.

Di film sul nazismo e sul nazi-fascismo sia al cinema che su tutte le reti televisive pubbliche e private ne abbiamo visti una infinità e continuano ad essere programmati quasi ogni sera, basta cercare e qualcuno da vedere se ne trova di sicuro. Di film sui crimini del comunismo invece non se ne vede alcuno, in parte perché ne sono stati girati molto pochi ( i registi italiani, schierati a sinistra al 99%, se ne sono guardati bene dal realizzarli), in parte perché quei pochi che ci sono, subiscono la censura; c’è la precisa volontà di non mandarli in visione.

Da anni non viene più programmato nemmeno quel magnifico e forse unico film realizzato e diretto(guarda caso) dall’inglese Roland Joffé, pur premiato con ben tre Oscar; raccontando la storia di uno dei tanti stermini o genocidi comunisti, forse il più emblematico, in Italia è stato tolto dalla circolazione!!

Il titolo del film è “URLA NEL SILENZIO”; un titolo altamente evocativo che prelude alla tragedia.

Racconta tre anni di sofferenze di un popolo, attraverso il vissuto di un giornalista cambogiano miracolosamente scampato alla follia di anni contrassegnati dalla feroce dittatura comunista.

A metà dei 70 del secolo scorso, la popolazione cambogiana fa festa illudendosi che la guerra civile e i bombardamenti americani siano terminati ma i Khmer Rossi, combattenti per la “libertà” guidati dal comunista Pol Pot, hanno in programma di riportare l'intera popolazione urbana al lavoro dei campi, “per ricreare dal nulla una società basata sul comunismo agrario, secondo i dettami dell'Anno zero”.

La conclusione di tale follia fu il genocidio: di quel popolo da rieducare secondo i dettami del comunismo, vennero massacrati infatti ben tre milioni di esseri umani dopo sofferenze indicibili. Chi aveva la sfortuna di essere miope e costretto quindi a portare gli occhiali, anche se analfabeta finiva, come tutti coloro ritenuti dei “borghesi”, nei campi di “rieducazione” perché ciò che portava in volto era diventato il segno distintivo dell’intellettuale; stessa sorte toccava a chi si scopriva parlasse una lingua diversa dal kmer.

Non c’è giornata della memoria o giorno del ricordo né film che rievochi questi crimini, gli stermini del comunismo; i “compagni”, pensando dunque di aver raggiunto con il silenzio e la censura il loro scopo, di essere riusciti cioè ad atrofizzare la memoria degli italiani, quei post che post poi non diventano mai, hanno fatto riecheggiare durante l’Assemblea Nazionale del PD che si sta svolgendo in questi giorni, le note della canzone comunista delle origini, la più famosa di tutti i tempi, che non si sentiva più da anni, quella che apre con le parole AVANTI O POPOLO, ALLA RISCOSSA, BANDIERA ROSSA LA TRIONFERA’. A queste note molti dei presenti hanno mostrato di manifestare orgoglio per quel passato, nonché senso di appartenenza ad esso, incuranti del “rovinare” di quella “bandiera” decretata dalla Storia. Può essere ravvisabile in simili comportamenti l’apologia di reato?

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  • massimo rama 2017-02-23 alle 13:43:54

    Almeno in Italia le bandiere rosse si sono sbiadite e di molto.

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