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Giuseppe Maria Farneti

Dal Blog di

Giuseppe Maria Farneti

Postato il: 2017-07-24 alle 12:27:09

Tags:

Integrazione a “lagrandestoria” di Paolo Mieli

Live Gubbio

Cronaca

Se è vero che la trasmissione “la grande storia”, condotta da Paolo Mieli su RAI 3 tratta una storia “grande”, è anche vero per contro che non la tratta tutta e che la parte di quella che racconta è ormai arcinota perché ripetuta in continuazione da lustri. Che si conoscano gli orrori di cui è stato capace il nazismo, nonché i crimini che il suo esercito in ritirata ha commesso in Italia non solo è giusto, ma è addirittura sacrosanto. Allo stesso tempo però mi chiedo e molti con me si chiedono: si troverà mai nel nostro Paese un giornalista come il tedesco Udo Gumpel o un Procuratore generale come Marco De Paolis, che andranno a ricercare gli assassini dei 15 o 20 mila italiani, tra cui non poche donne, tutti torturati e poi massacrati dai partigiani comunisti a guerra finita, ripeto, non nel corso della guerra ma a guerra finita, cioè dal 28 aprile 1945 ai primi di febbraio 1947, senza essere sottoposti a processo per verificarne gli eventuali “crimini”, pur vigendo alla base del diritto l’assunto “nulla poena sine lege? Per il 99% dei massacrati la “polizia partigiana” non ha intentato nemmeno la parvenza di un processo e questo perché agli assassini ( perché tali sono coloro che uccidono al di fuori di un contesto di guerra, ad armi deposte, a pace dichiarata), non interessava punire i delinquenti che pur ci sono certamente stati tra i fascisti e che tanto avrebbero meritato dopo giuste sentenze, ma piuttosto di eliminare quanti si sarebbero proposti nell’ormai prossimo futuro come nemici del comunismo, contro quel radioso futuro che i partigiani comunisti sognavano (a modello di quello imposto dall’URSS nei Paesi occupati) e per il quale hanno sempre e solo combattuto. Troverà il Procuratore De Paolis un altro armadio della vergogna con le ante girate verso il muro perché nessuno possa aprirlo, con racchiusi i fascicoli dei tanti crimini commessi dai partigiani? Molti di quei corpi straziati i familiari non poterono nemmeno riaverli, perché gettati in fosse comuni, nei campi, nei fiumi, ovunque; Paolo Mieli, che può molto, ci proporrà prima o dopo l’ intervista a qualche figlio o figlia di uno di quei 15/20 mila assassinati o a qualcuno che conosce bene quelle tragiche vicende per raccontarle su RAI 3 con dovizia di particolari e perché no, anche nelle scuole? E’ sbagliato secondo Mieli definire assassino, ripeto, chi uccide al di fuori di un conflitto, ad armi deposte, a pace dichiarata? Per i suoi trascorsi da extraparlamentare di sinistra, militante negli anni giovanili di Potere Operaio e poi firmatario nei primi anni 70 del secolo scorso anche del Manifesto di Lotta Continua pubblicato sul settimanale L'Espresso, che di fatto sanciva la condanna a morte del Commissario Calabresi, dubito che Mieli abbia il coraggio di fare tanto, anche se è vero che con il tempo, con la notorietà e il benessere, da “lottatore per il potere operaio” dicono che si sia trasformato in “mielino” o “mielato” che dir si voglia; non possiamo quindi escluderlo, ne potremmo vedere della belle, diceva Mike Bongiorno!! Importante è che tutti abbiano capito chi conduce questo schifo di locomotiva che ancora continuiamo a chiamare Italia!! Perché anche Mieli da tempo è diventato un gran pezzo… da novanta!!!

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  • Btg San Marco 2017-07-24 alle 16:33:25

    La Grande Storia, Paolo Mieli, Rai 3, è ormai inguardabile, decine di volte sempre le stesse questioni, detto sinceramente so andate sui coj.......i

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