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Gubbio  Libera

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Gubbio Libera

Postato il: 2017-07-27 alle 13:10:41

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QUANDO SI PERDE DI VISTA IL CONCETTO DEL SERVIZIO PUBBLICO E SI MIRA SOLTANTO A RISPARMIARE

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Politica

Fa molto discutere in questi giorni, a Gubbio, l’esito delle due gare d’appalto per l’aggiudicazione del trasporto scolastico e del servizi nidi di infanzia comunale, da lungo tempo gestiti da due cooperative eugubine ed ora passati invece ad altri soggetti.

Per quanto riguarda la gara dei servizi “nidi” si profilerebbe anche una irregolarità non rilevata dalla Commissione di aggiudicazione sul rispetto dei parametri di congruità dell’offerta (comunque sanabile) e sul possesso effettivo di tutti i requisiti richiesti dal bando di gara, che qualora accertati porterebbero all’annullamento della gara medesima.

Ma quello che ci preme evidenziare in tutta questa storia (come già messo in evidenza dal consigliere comunale Pavilio Lupini nell’interrogazione presentata al Sindaco la scora settimana) è il modo abbastanza “garibaldino” con cui per l’ennesima volta questa Amministrazione ha agito e lo scollamento sempre più evidente tra la struttura tecnica e l’organo politico del nostro Comune.

Ci giungono voci di un’Amministrazione molto “agitata” in questi giorni (addirittura notti insonni!), ma è inutile rincorrere i buoi quando sono scappati.

Era noto a tutti e quindi riteniamo anche al Sindaco ed alla Vice Sindaca ed Assessora preposta che il servizio “nidi”, ormai da diversi anni, a Gubbio, era svolto da un gruppo di educatrici, in maniera esemplare, con il pieno soddisfacimento delle famiglie e con parametri economici a carico del Comune anche al di sotto di quelli standard previsti per servizi simili.

Il servizio costituiva un fiore all’occhiello ed un punto di riferimento anche per altre realtà territoriali limitrofe e di cui l’Amministrazione comunale ne poteva andar fiera e quindi da difendere ed incentivare, pur restando entro i limiti imposti dalle leggi.

Invece sin dal primo insediamento questa Giunta ha avuto come obiettivo unico ed esclusivo quello di “far cassa” a spese dei più deboli ed è intervenuta con la mannaia su questo gruppo di educatrici pretendendo un taglio significativo all’importo complessivo dell’appalto per vedersi accordare la proroga contrattualmente prevista alla data della prima scadenza contrattuale; per cui già da tre anni le componenti la cooperativa erano dovute ricorrere a riduzioni salariali, senza detrimento del servizio, pur di mantenersi questo appalto che in diversi casi costituisce fonte unica di reddito familiare.

In fase di formulazione del bando di gara, qualsiasi buon amministratore avrebbe dovuto far tesoro di queste peculiarità e pur restando entro i limiti della legalità avrebbe dovuto prevedere parametri e requisiti stringenti, non per favorire qualcuno piuttosto di qualcun altro ma per mettersi al riparo da eventuali spiacevoli sorprese dopo.

Invece, ancora una volta si è badato principalmente alla compressione dei costi (in un servizio dove i costi sono di gran lunga già oltre la soglia minima sostenibile) ed ora si piange sul latte versato.

Teoricamente potrebbe non esserci la paventata perdita di posti lavoro, vuoi perché il capitolato d’appalto prevede, in caso di cambio gestione del servizio, una garanzia di riassunzione da parte del nuovo appaltare del personale che era già impiegato nel servizio, ma soprattutto perché al nuovo appaltare avere gente professionalmente preparata ed esperta del servizio farà particolarmente comodo; ma a quali condizioni contrattuali ed economiche, visto che il vincitore della gara ha fatto un ribasso d’asta triplo di quello fatto dalla cooperativa eugubina e ripetiamo su una base d’asta già di per se incomprimibile?

Uno dei parametri previsti dal bando di gara e che assegnava punteggio era quello del numero di persone impiegate per lo svolgimento del servizio, peccato però che manca il parametro del numero delle ore individuali o complessive che si prevede di impiegare nello svolgimento del servizio, per cui è un parametro del tutto indefinito ed indefinibile.

A questo punto, dopo aver fugato i vari dubbi sul rispetto dei parametri di congruità dell’offerta e del possesso di tutti i requisiti previsti, non resta che mettersi l’anima in pace con il rammarico di non aver fatto quello che era possibile fare e passare alla fase “due” quella della verifica puntuale dello svolgimento del servizio nel rispetto dei parametri contrattualmente previsti, compreso il rispetto delle garanzie sul trattamento economico e normativo del personale dipendente. Verifiche che non potranno essere affidate soltanto al riscontro della regolarità formale delle carte! (Gubbio Libera) Gubbio, 27/07/2017

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