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Live Gubbio

Postato il: 2017-08-06 alle 10:42:50

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EMOZIONI CERAIOLE SUL COL DI LANA

Attualita

Non s'è chiuso alcun portone - racconta oggi il Messaggero - né si è “scavjato” (smontato) il Cero in solitudine. Stavolta i Ceri hanno affrontato al piccolo passo, con qualche esortazione ad accelerare, 500-600 metri sulle Dolomiti nello scenario del Sacrario Militare di Pian de Salesei nel comune di Livinallongo, comune del bellunese gemellato con Gubbio. Tutti insieme, i ceraioli, a rendere omaggio in un centenario speciale sul Col di Lana dove il 17 maggio 2017 venne improvvisata la corsa dei Ceri al fronte della prima guerra mondiale. Le alture dolomitiche hanno vissuto un sabato speciale, con i Ceri realizzati dagli artigiani eugubini che ricordano in tutto per tutto quelli dell'epoca. Anche il tragitto è stato lo stesso, come la foto che evoca quella scattata in quel 17 maggio. In quasi 2mila hanno raggiunto il Col di Lana, a oltre 500 chilometri, dove ci sono stati i momenti istituzionali, con gli interventi eugubini del consigliere regionale Andrea Smacchi, il sindaco Filippo Mario Stirati e il presidente dell'associazione “Eugubini nel mondo”, Mauro Pierotti, prima della santa messa presieduta davanti al Sacrario dal vescovo Mario Ceccobelli con il cappellano degli alpini don Lorenzo Cottali e i sacerdoti eugubini don Menotti Stafficci, don Armando Minelli e don Fabricio Cellucci. Subito dopo la messa, i Ceri sono stati rimossi dai piedistalli per fare tre girate attorno alla grande croce al centro del Sacrario e ripercorrere il tratto affrontato nel 1917. Ha colpito Pietro “Pretone” Tognoloni Capodieci di San Giorgio lo scorso 15 maggio che ha voluto fare la sua parte nonostante una vistosa fasciatura per una spalla lussata. E ha colpito una delle corone lasciate al Sacrario con la scritta “Gli eugubini oggi ai ceraioli del 1917. Nei canti e nella preghiera sia eterna la vostra memoria”. Il vescovo Ceccobelli nell'omelia ga ricordato che “è la terza volta che visito questo luogo sacro e la seconda che vi celebro messa. La prima volta il 4 agosto 2007 quando era presente anche il vescovo emerito Pietro Bottaccioli, che ora partecipa a questa celebrazione dal cielo, e che ci regalò, quasi come testamento, la descrizione più bella della nostra secolare corsa dei Ceri. Quest’anno siamo tornati a considerare i disastri dell’immane tragedia, raccontata dai nomi scolpiti sulle lapidi”. Il Sacrario è un luogo della memoria: sono sepolti oltre 5.000 soldati italiani e alcuni austriaci, in uno dei fronti più sanguinosi della Grande Guerra. Alla cerimonia ci sono anche i rappresentanti dei gruppi alpini e dell'esercito austriaco, oltre ai vessilli delle istituzioni eugubine, tra cui un'inedita bandiera raffigurante l'associazione delle madri e vedove di guerra di Gubbio, sorretta dall'umbertidese Pierino Monaldi. Accanto ai Ceri issati nella cappella del Sacrario, con i santi già “incavijati”, a fianco dell'ingresso c'è la scritta "In memoria dei caduti della Patria". Il programma di oggi cambia perché in cima al Col di Lana è previsto tempo brutto. Si celebra alle ore 11 la messa presso la Pieve di Livinnallongo. FOTO PRESSNEWS

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