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Fabio Graziani

Dal Blog di

Fabio Graziani

Postato il: 2017-11-18 alle 17:18:38

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Tanto per smentire il luogo comune della buona gestione amministrativa locale del centrosinistra: il Caso Terni

Live Gubbio

Politica

Uno dei luoghi comuni (diciamo pure: uno dei miti politici) che dopo la caduta delle ideologie ancora perdurano in Italia (e che viene alimentato spesso dai racconti dei giornali) è quello di una buona amministrazione locale del centrosinistra quantomeno nelle “regioni rosse”. Certo il mito , come tutti i miti, ha delle basi storiche reali lontane nel tempo: nei decenni scorsi effettivamente nelle regioni rosse i quadri locali del’ex partito comunista si erano specializzati nella gestione dell’amministrazione locale ed in un quadro politico locale quasi sempre privo del ricambio politico erano diventate quasi un “ceto politico professionale” ereditario con i vantaggi che (almeno) la professionalità assicurava all’amministrazione locale. Ma le cose non stanno piu cosi da molto tempo : il mito è ormai solo un mito. Le amministrazioni locali di centrosinistra nelle regioni rosse ormai spesso “fanno acqua” e anche se spesso non vengono “illuminate” dai riflettori della stampa nazionale (come ad esempio accade invece a Roma) i risultati sono perfettamente simili a quelli se non addirittura (ebbene si) peggiori. Prendiamo come esempio il caso del Comune di Terni da decenni e decenni amministrata dalle giunte di centrosinistra e recentemente dalla giunta del sindaco (PD) Leopoldo Di Girolamo . La città è praticamente ad un passo dal completo dissesto finanziario (leggasi: chiusura per fallimento) e come se non bastasse non è nemmeno mancato lo scandalo della mala gestione degli appalti per il quale lo stesso sindaco ed il suo assessore al bilancio finirono il 2 maggio scorso per qualche mese ai domiciliari salvo poi voler continuare a riprendere il mandato come se nulla fosse successo. Nel frattempo il Comune, a prescindere dallo scandalo , navigava in pessime acque ed era costretto a varare Il documento finanziario per smaltire in cinque anni un disavanzo “monstre” di 14 milioni 590 mila euro A Luglio 2017 è poi arrivata la secca bocciatura della Corte dei conti dell'Umbria del piano di riequilibrio finanziario presentato dal Comune di Terni per ristrutturare i propri conti. «La sezione ritiene che il piano non possa essere approvato, stante la incongrua ed inattendibile determinazione della massa passiva e l’aleatorietà dei relativi mezzi di copertura. L’effettiva realizzazione di tali mezzi è esposta a numerose variabili, indipendenti dalla volontà dell’ente». Dopo la bocciatura della Corte dei conti del bilancio del comune di Terni il Comune è costretto per salvarsi ad appellarsi alle sezioni unite della Corte dei conti che deciderà il 22 novembre 2017 . Tre le possibili sentenze della magistratura contabile: bocciatura, che nessuno si aspetta; approvazione, considerata un eventuale ‘miracolo’; giudizio in sospeso, aperto a ulteriori integrazioni per le quali appunto si sta lavorando. Per evitare il dissesto la giunta comunale di Terni ha tenuto una riunione fiume di emergenza per varare un bilancio di lacrime e sangue con una manovra da 3,5 milioni di euro che porterebbe ad un innalzamento di Imu e Tasi, che sarebbe (forse) compensato da un piccolo risparmio sulla Tari . Grossi licenziamenti in massa del personale amministrativo di Palazzo Spada non dovrebbero esserci ma si punta ad un fondo di rotazione che blocca le assunzioni in comune. Le aliquote Imu e Tasi quelle sì schizzeranno alle stelle, ma secondo le previsioni Asm l’attivazione della cosiddetta tariffa puntuale sui rifiuti garantirà invece un risparmio di ben 3,5 milioni, di cui però non si accorgeranno i possessori di grandi capannoni industriali e commerciali, né coloro che hanno più case, per queste categorie previsti aumenti. Tutte le ipotesi del caso dovranno comunque scontare i vari passaggi in consiglio e poi eventualmente ottenere l’ok del governo nazionale (con effetti dunque che potrebbero verificarsi solo ad anno nuovo inoltrato) Come finirà? Quel che è certo è che il mito della buona amministrazione locale del centrosinistra è ormai lontanissimo nel tempo

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  • Fabio Graziani 2018-01-26 alle 18:18:29

    Atto finale del "cupio dissolvi".Nel pomeriggio di ieri è arrivata la decisione della Corte dei Conti a sezioni unite: bocciato il ricorso dell’amministrazione comunale per il piano di rientro finanziario del comune. Il comune di Terni è ora ufficialmente dichiarato in dissesto finanziario..
    Il sindaco Leopoldo Di Girolamo e i suoi assessori non sarebbero intenzionati a presentare ulteriori ricorsi, accettando dunque di fatto la bocciatura della Corte dei Conti. Si va ora verso il commissariamento del Comune
    In questa situazione, normative alla mano, l’articolo 244 del testo unico del decreto legislativo n. 267 del 2000 prevede infatti che il Prefetto assegna al Consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore a venti giorni per la deliberazione del dissesto. Decorso infruttuosamente il termine di cui al precedente periodo, il Prefetto nomina un commissario per la deliberazione dello stato di dissesto e dà corso alla procedura per lo scioglimento del consiglio dell’ente ai sensi dell’articolo 141 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000».
    Questa è la peggiore (e catastrofica) amministrazione comunale mai avuta a Terni in sessanta anni (al confronto persino quella di Virginia Raggi a Roma sembra una buona amministrazione )

    il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo ha annunciato le sue dimissioni (le presenterà una volta che il consiglio comunale si sarà espresso sul dissesto)
    Se lo avesse fatto prima (molto prima) invece di trincerarsi per mesi e mesi in difesa dell'indifendibile (la sua poltrona) avrebbe evitato molti danni al Comune (danni che ora sono purtroppo pesanti)

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