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Francesco Gagliardi

Dal Blog di

Francesco Gagliardi

Postato il: 2017-12-20 alle 11:28:08

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A SUA ECCELLENZA MARIO CECCOBELLI VESCOVO EMERITO DI GUBBIO

Gubbio visuale dal teatro romano

Politica

Ieri, durante lo svolgimento del Consiglio Comunale, mi è stato impedito di prendere la parola sul conferimento della cittadinanza onoraria a Sua Eccellenza, Mario Ceccobelli, Vescovo Emerito di Gubbio. Avrei pubblicamente letto l'intervento che di seguito pubblico: "Eccellenza benvenuto nel Consiglio Comunale di Gubbio. Come avrà letto dalle cronache delle scorse settimane, nella mia veste di presidente della Terza Commissione Consiliare prima, ed in quella di consigliere comunale poi, ho deciso di non partecipare alla discussione sulla proposta di riconoscimento della cittadinanza onoraria alla Sua persona. Le ragioni le ho tutte riassunte nella metafora del frutto acerbo che, quando colto prima del tempo, è sprecato. Comunque e sempre fedele alle regole della democrazia, oggi sono qui a festeggiarLa per la decisione assunta dalla maggioranza dei consiglieri comunali di Gubbio di insignirLa della massima onorificenza cittadina. Un riconoscimento eccezionale, non scontato, men che meno automatico, come qualche avventuroso collega vorrebbe fosse per tutti i successori di Ubaldo Santo. Un riconoscimento laico, celebrato esclusivamente nel luogo deputato alla laicità dello Stato, salvo rarissimi casi di oggettiva impossibilità, come accaduto recentemente per il Maestro Franco Zeffirelli. Qual è il significato di questo atto per un pellegrino su questa Terra, come insegna ad essere la Sua, la nostra Fede. Qual è il significato di questo atto per un successore degli Apostoli, caricati da Cristo del peso della Testimonianza. Provo a definirlo, senza alcuna pretesa di esauriente definizione, un atto di incidenza nell’esperienza quotidiana di una comunità civile e laica. Ecco quale sarebbe stata la funzione straordinaria del tempo: quella di consentire la sedimentazione degli atti e dei fatti collegati alla Sua persona e, conseguentemente, la loro nitida lettura tra le pagine della storia cittadina. Al contrario, si è voluta la fretta e nella fretta ognuno di noi è chiamato a ricorrere ai propri personali ricordi. Due, in particolare, occupano in questo momento la mia mente: la condivisione del processo di ritorno della Libera Università Maria Santissima Assunta a Gubbio, per il quale anche io ho cercato di dare il mio modesto e marginale contributo, dentro e fuori le Istituzioni cittadine. Il recupero di un polo universitario di prestigio, apre la Città a prospettive di crescita e di qualificazione culturali, probabilmente ancora non del tutto esplorate. Lei Eccellenza ha tessuto la tela dei rapporti con le figure apicali romane, recuperando la fiducia persa che adesso, però, merita di essere equamente ripagata da impegni concreti e duraturi da parte dell’Istituzione accademica. A nessuno di noi è, infatti, sfuggito il rinvio al prossimo anno delle prime sperimentazioni dei corsi post-universitari e, su questo versante, continueremo ad essere vigili ed insistenti affinché il progetto dell’Università a Gubbio definitivamente decolli. L’altro ricordo è amaro e riguarda l’evento del Giubileo della Misericordia, indetto a sorpresa da Papa Francesco. Era l’occasione, unica ed irripetibile, per ridare luce alla centralità di Gubbio nel francescanesimo, perché è a Gubbio che la Misericordia di Dio ha illuminato la mente e la vita di San Francesco. Prima di Assisi e prima che il francescanesimo divenisse endemico nel mondo. È un fatto storico e perciò intimamente laico. In quell’occasione, non ho apprezzato il Suo approccio sottotono dell’evento che molto, invece, avrebbe potuto significare per Gubbio, così come non ho apprezzato l’individuazione in Assisi e in Collevalenza, Sua prossima dimora, dei luoghi giubilari dell’Umbria. Il bene comune si realizza anche attraverso azioni concrete di valorizzazione della storia cittadina. Spero che vorrà apprezzare la mia franchezza, così come spero voglia accettare i miei più sinceri auguri per un proseguo di vita attiva e fattiva sempre al servizio del prossimo."

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